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Composizione del patrimonio netto: capitale, riserve e utili

Composizione del patrimonio netto: le dieci voci del bilancio, cosa sono capitale, riserve e utili portati a nuovo, e cosa guardare con un esempio.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Il patrimonio netto è composto da tre blocchi: il capitale che i soci hanno messo all'inizio, le riserve accumulate negli anni e il risultato dell'ultimo esercizio. Il codice civile lo divide in dieci voci, dalla A.I alla A.X del passivo, e leggerle dice da dove arriva la solidità della tua azienda.

Vediamo le voci una per una, quali contano davvero per una PMI e cosa guardare quando apri il bilancio.

Quali sono le voci del patrimonio netto?

Lo schema dello stato patrimoniale è fissato dall'art. 2424 del codice civile. Il patrimonio netto è la lettera A del passivo e comprende queste voci:

VoceNomeCosa contiene, in breve
A.ICapitaleIl capitale sociale sottoscritto dai soci
A.IIRiserva da soprapprezzo delle azioniQuanto un nuovo socio ha pagato in più del valore nominale
A.IIIRiserve di rivalutazioneAumenti di valore dei beni consentiti da leggi speciali
A.IVRiserva legaleLa quota di utili accantonata per legge
A.VRiserve statutarieLe riserve previste dallo statuto
A.VIAltre riserve, distintamente indicateRiserva straordinaria, versamenti dei soci in conto capitale e altre
A.VIIRiserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesiEffetti di alcuni contratti derivati
A.VIIIUtili (perdite) portati a nuovoRisultati degli anni passati non distribuiti né assegnati a riserva
A.IXUtile (perdita) dell'esercizioIl risultato dell'anno
A.XRiserva negativa per azioni proprie in portafoglioIl costo delle azioni proprie riacquistate, con segno meno

In una PMI tipica, soprattutto se è una SRL, molte di queste voci sono a zero. Quelle che contano quasi sempre sono cinque: capitale, riserva legale, altre riserve, utili portati a nuovo e utile dell'esercizio.

Cos'è il capitale sociale?

È la somma che i soci si sono impegnati a conferire quando hanno costituito la società, o con aumenti successivi. Resta fermo finché i soci non decidono di cambiarlo. Non è un conto corrente: quei soldi sono stati spesi da tempo in macchinari, magazzino, stipendi. Il capitale è solo la loro traccia contabile.

Per questo un capitale di 10.000 € non dice nulla sulla solidità di un'azienda da 5 milioni. Conta il patrimonio netto totale, non la prima riga.

Cosa sono le riserve?

Le riserve sono utili degli anni passati lasciati in azienda, oppure soldi messi dai soci senza aumentare il capitale. Le principali in una PMI sono tre.

  • Riserva legale. Ogni anno almeno un ventesimo dell'utile netto va accantonato in questa riserva, finché non raggiunge un quinto del capitale sociale. Lo prevede l'art. 2430 del codice civile, che vale anche per le SRL.
  • Riserva straordinaria. È dove finiscono gli utili che l'assemblea decide di non distribuire. Sta nelle «altre riserve».
  • Versamenti in conto capitale. Soldi che i soci mettono in azienda senza obbligo di restituzione. Stanno anch'essi nelle «altre riserve». Sono diversi dai finanziamenti dei soci, che vanno restituiti e stanno tra i debiti: ne parliamo nell'articolo sul finanziamento soci.

Le riserve sono la parte del patrimonio netto che racconta la storia dell'azienda. Riserve che crescono anno dopo anno vogliono dire un'azienda che guadagna e reinveste. È la base dell'autofinanziamento.

Che differenza c'è tra utile dell'esercizio e utili portati a nuovo?

L'utile dell'esercizio è il risultato dell'anno appena chiuso, l'ultima riga del conto economico riportata nello stato patrimoniale. Quando l'assemblea approva il bilancio decide cosa farne: distribuirlo ai soci, metterlo a riserva o lasciarlo «a nuovo».

Gli utili portati a nuovo sono proprio quelli che l'assemblea non ha né distribuito né assegnato a una riserva specifica. Restano disponibili per decisioni future. Se la voce è negativa si parla di perdite portate a nuovo: perdite degli anni passati non ancora coperte. Come si legge il risultato dell'anno lo spieghiamo nell'articolo sul risultato di esercizio.

Un esempio con i numeri

Prendiamo una SRL di esempio che fattura 2,5 milioni. Il suo patrimonio netto:

VoceEuro
A.I Capitale10.000
A.IV Riserva legale2.000
A.VI Altre riserve: riserva straordinaria140.000
A.VI Altre riserve: versamenti in conto capitale40.000
A.VIII Utili portati a nuovo50.000
A.IX Utile dell'esercizio90.000
Totale patrimonio netto332.000

Cosa ci dice questa tabella?

  • La riserva legale ha già raggiunto un quinto del capitale, 2.000 € su 10.000 €. Sull'utile di 90.000 € non c'è quindi un obbligo di accantonamento.
  • Il grosso della solidità, 280.000 € su 332.000 €, arriva da utili guadagnati e lasciati in azienda: riserva straordinaria, utili a nuovo e utile dell'anno. È un buon segno.
  • I 40.000 € di versamenti dei soci dicono che in passato c'è stato bisogno di soldi freschi. Vale la pena ricordare perché.

Ora immaginiamo che l'anno successivo l'azienda chiuda con una perdita di 120.000 €. Il patrimonio netto scende a 212.000 €. Le riserve assorbono la perdita e il capitale resta intatto. Un'azienda con lo stesso capitale ma senza riserve, invece, con la stessa perdita avrebbe il patrimonio netto negativo. Per le SRL, quando le perdite riducono il capitale di oltre un terzo, l'art. 2482-bis del codice civile obbliga gli amministratori a convocare senza indugio l'assemblea dei soci.

Cosa guardare nel tuo bilancio?

Tre domande da farsi ogni anno.

  1. Il patrimonio netto cresce? Se resta fermo mentre l'azienda fattura di più, gli utili escono tutti o non ci sono.
  2. Da dove arriva? Meglio riserve da utili che versamenti continui dei soci per tappare buchi.
  3. Quanto pesa rispetto ai debiti? Un patrimonio netto piccolo rispetto ai debiti rende l'azienda fragile agli occhi della banca. Il confronto completo è nell'articolo sul patrimonio netto.

Domande frequenti

Il patrimonio netto può essere negativo?

Sì, quando le perdite accumulate superano capitale e riserve. È un segnale grave che richiede interventi dei soci e l'assistenza del commercialista.

I versamenti in conto capitale si possono restituire ai soci?

Sono riserve di patrimonio netto, quindi non sono un debito. La loro restituzione segue le regole sulle riserve e va valutata con il commercialista.

La riserva legale si può distribuire?

Fino a un quinto del capitale sociale no: serve a proteggere la società. La parte che eccede quel limite segue regole diverse, da verificare con il commercialista.

Perché l'utile dell'esercizio sta nel patrimonio netto?

Perché finché l'assemblea non decide di distribuirlo appartiene alla società e ne aumenta il patrimonio. Dopo l'approvazione del bilancio viene spostato a riserva, a nuovo o tra i debiti verso i soci, se distribuito.


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