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Cespite: cos'è e come si registra un bene dell'azienda

Cespite: cos'è un bene strumentale, come si registra dall'acquisto alla vendita, come si ammortizza e cosa controllare nel registro dei beni ammortizzabili.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Un cespite è un bene che l'azienda compra per usarlo nel lavoro per più anni, non per rivenderlo: un macchinario, un muletto, un computer, un'attrezzatura, un capannone. Si registra al costo di acquisto, compresi trasporto e installazione, e poi si ammortizza anno per anno fino a quando il bene viene venduto o eliminato.

In bilancio i cespiti sono le immobilizzazioni, soprattutto quelle materiali. «Cespite» è la parola che si usa in ufficio, sulle schede e nel registro dei beni. Vediamo cosa succede a un bene dal giorno in cui arriva al giorno in cui esce, e cosa devi controllare tu.

Cos'è un cespite in parole semplici?

È un bene strumentale: ti serve per produrre, vendere o lavorare, e dura più di un anno. Due condizioni, tutte e due necessarie.

  • Un pallet di materia prima non è un cespite: lo consumi.
  • Un trapano comprato per rivenderlo nel tuo negozio non è un cespite: è merce.
  • Lo stesso trapano usato dai tuoi tecnici in cantiere per cinque anni sì.

Il costo di un cespite non va tutto nel conto economico dell'anno in cui lo compri. Si divide sugli anni in cui lo usi, con l'ammortamento. Ed è proprio per seguire questo percorso che ogni cespite ha la sua scheda.

Come si registra un cespite, passo per passo?

1. L'acquisto. Arriva la fattura. Il bene si iscrive al costo, che comprende anche i costi accessori: trasporto, montaggio, collaudo. L'IVA detraibile resta fuori.

2. La scheda. Ogni cespite ha una scheda con: descrizione, fornitore, data di acquisto, data di entrata in funzione, costo, categoria, percentuale di ammortamento, reparto o sede dove si trova. Le schede insieme formano il registro dei beni ammortizzabili, richiesto dalle norme fiscali.

3. L'entrata in funzione. L'ammortamento comincia quando il bene è pronto per l'uso, non quando lo paghi. Un impianto comprato a novembre e collaudato a febbraio comincia ad ammortizzarsi a febbraio.

4. L'ammortamento annuale. Ogni anno una quota del costo diventa costo del conto economico e si accumula nel fondo ammortamento. Il valore netto del cespite scende.

5. Le manutenzioni. Quella ordinaria è un costo dell'anno. Quella straordinaria, che allunga la vita del bene o ne aumenta la capacità, si aggiunge al valore del cespite.

6. L'uscita. Quando vendi o rottami il bene, si chiude la scheda e si confronta il prezzo incassato con il valore netto residuo.

Un esempio con i numeri: dall'acquisto alla vendita

Prendiamo un'azienda di esempio, un magazzino di distribuzione che compra un carrello elevatore.

VoceEuro
Prezzo del carrello30.000
Trasporto e consegna1.000
Costo del cespite31.000

Supponiamo una vita utile di 8 anni. L'ammortamento annuo è 31.000 ÷ 8 = 3.875 €. Per semplicità ignoriamo la regola fiscale del primo anno, di cui parliamo sotto.

Dopo 5 anni:

Valore netto = Costo − Ammortamenti accumulati = 31.000 − (3.875 × 5) = 11.625 €

A questo punto l'azienda vende il carrello.

Prezzo di venditaValore nettoRisultato
14.000 €11.625 €plusvalenza di 2.375 €
8.000 €11.625 €minusvalenza di 3.625 €

La plusvalenza è un ricavo, la minusvalenza un costo, tutti e due nel conto economico dell'anno della vendita. Se quando vendi i tuoi beni registri spesso minusvalenze, vuol dire che li ammortizzi troppo lentamente rispetto a quanto si consumano davvero.

Il meccanismo dell'ammortamento e il suo effetto su utile e tasse sono spiegati nella guida sull'ammortamento.

Quali regole fiscali deve conoscere un imprenditore?

Due, in particolare, dall'art. 102 del TUIR:

  • I coefficienti. Ai fini delle tasse l'ammortamento si deduce entro percentuali massime fissate per decreto, diverse per categoria di bene e settore, e ridotte alla metà nel primo esercizio.
  • I beni di piccolo valore. Per i beni con costo unitario non superiore a 516,46 € è consentita la deduzione integrale nell'anno in cui li compri.

Il resto è terreno del commercialista. A te interessa sapere che la percentuale fiscale non sempre corrisponde alla vita utile vera del bene. Un bene che si consuma in quattro anni ma si ammortizza in dieci lascia nel bilancio un valore che non c'è.

Perché i cespiti interessano a chi guida l'azienda?

Perché sono costi fissi nascosti. Gli ammortamenti non escono dal conto corrente ogni mese, ma sono un costo vero. Nel conto economico mensile del controllo di gestione vanno messi un dodicesimo alla volta, altrimenti ogni mese sembra più ricco del vero.

Perché dicono dove sono gli investimenti. Se la scheda riporta il reparto, puoi attribuire gli ammortamenti alla linea di prodotto o alla business unit che usa il bene, e scoprire quale attività regge davvero il peso degli investimenti.

Perché il registro invecchia. Spesso restano a registro beni rottamati da anni o spostati in un'altra sede. Il patrimonio a bilancio diventa più alto di quello reale.

Ragionare così sugli investimenti cambia il modo di farli. Pieralfonso Visentin, titolare di Antenore Visentin Srl, macchine per l'industria alimentare, dopo il lavoro sui numeri con il controller Edoardo lo racconta così: «Abbiamo fatto un investimento con una certa serenità. Abbiamo i numeri per fare questi passi». E più avanti: «Abbiamo preso un magazzino in leasing. Abbiamo acquisito un capannone dove fare altre lavorazioni». Nei 12 mesi raccontati nel caso, l'EBITDA è passato da 201.404 € a 491.983 €. La storia è nel caso studio di Pieralfonso.

Come si valutano in bilancio i beni fisici, terreni e fabbricati compresi, lo spieghiamo nell'articolo sulle immobilizzazioni materiali.

Cosa fare lunedì mattina?

Chiedi la stampa del registro dei beni ammortizzabili e fai un giro in azienda con l'elenco in mano. Segna tre cose: i beni che non esistono più, quelli che ci sono ma non risultano, quelli ammortizzati del tutto che usi ogni giorno. È un'ora di lavoro che ti dice quanto è vero il tuo stato patrimoniale.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra cespite e immobilizzazione?

Nella pratica indicano la stessa cosa. «Immobilizzazione» è il termine del bilancio, «cespite» quello usato nella gestione dei singoli beni e nel registro.

Un bene in leasing è un cespite dell'azienda?

Nel bilancio redatto secondo il codice civile di norma no, finché non lo riscatti: paghi canoni che vanno nei costi. Diventa un tuo cespite dopo il riscatto.

Da quando si comincia ad ammortizzare un cespite?

Da quando è pronto per l'uso. Un bene pagato ma non ancora installato resta fra le immobilizzazioni in corso e non si ammortizza.

Cosa succede se vendo un bene già ammortizzato del tutto?

Il valore netto è zero, quindi tutto il prezzo incassato è plusvalenza e va nei ricavi dell'anno.


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