Oneri diversi di gestione: cosa sono e cosa c'è dentro
Oneri diversi di gestione: cosa contiene la voce B.14 del conto economico, quali costi nasconde e cosa ti dice sulla tua azienda. Con un esempio numerico.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
Gli oneri diversi di gestione sono i costi dell'attività ordinaria che non trovano posto nelle altre voci del conto economico: imposte indirette come l'IMU e i bolli, multe e sanzioni, minusvalenze sulla vendita di beni, sopravvenienze passive, quote associative. Li trovi alla voce B.14, l'ultima dei costi della produzione.
È la voce «varie» del bilancio. Proprio per questo vale la pena aprirla: dentro ci sono costi fissi che si ripetono ogni anno, costi che capitano una volta sola e a volte qualche segnale che qualcosa non va.
Dove si trova la voce B.14 nel conto economico?
Lo schema dell'art. 2425 del codice civile elenca i costi della produzione dalla B.6 alla B.14: materie prime, servizi, godimento di beni di terzi, personale, ammortamenti e svalutazioni, variazione delle rimanenze, accantonamenti. La B.14 «oneri diversi di gestione» chiude l'elenco e raccoglie quello che resta. Abbiamo spiegato tutte le voci nell'articolo sui costi della produzione.
È una voce residuale: un costo ci finisce solo se non ha una voce più adatta. Le spese per i servizi della banca, come la tenuta del conto, sono servizi e vanno nella B.7. Gli interessi passivi stanno negli oneri finanziari, sezione C. L'IRES e l'IRAP stanno nella voce 20, in fondo al conto economico.
Cosa c'è dentro gli oneri diversi di gestione?
Il principio contabile OIC 12, della Fondazione OIC, indica i contenuti tipici. In una PMI di solito trovi:
- imposte indirette e tasse: IMU sui capannoni di proprietà, imposta di registro, imposta di bollo, diritto annuale della Camera di Commercio, tassa sui rifiuti
- minusvalenze sulla vendita di beni strumentali, quando un macchinario viene venduto a meno del suo valore residuo
- sopravvenienze passive, cioè maggiori costi emersi dall'aggiornamento di stime fatte negli anni precedenti, quando non trovano posto per natura in un'altra voce dei costi della produzione
- multe e sanzioni, comprese quelle per tasse e contributi versati in ritardo
- quote associative ad associazioni di categoria
- erogazioni liberali, cioè donazioni
- perdite su crediti per la parte che il fondo svalutazione non copre (come funziona il fondo lo spieghiamo nell'articolo sul fondo svalutazione crediti)
Dal 2016 il conto economico non ha più la sezione degli oneri straordinari. Per questo nella B.14 possono finire anche costi grossi e una tantum, che prima stavano più in basso.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che fa lavorazioni meccaniche e fattura 2,2 milioni. La voce B.14 vale 68.000 €. Chiediamo all'amministrazione il dettaglio:
| Cosa c'è nella B.14 | Euro | Che tipo di costo è |
|---|---|---|
| IMU sul capannone | 14.000 | fisso, si ripete |
| Tassa rifiuti | 6.000 | fisso, si ripete |
| Bolli, registro, Camera di Commercio | 4.000 | fisso, si ripete |
| Quote associative | 3.000 | fisso, si ripete |
| Erogazioni liberali | 2.000 | scelta dell'imprenditore |
| Minusvalenza sulla vendita di un tornio | 9.000 | una tantum |
| Sopravvenienze passive | 12.000 | una tantum |
| Perdite su crediti non coperte dal fondo | 3.000 | una tantum |
| Sanzioni per versamenti in ritardo | 15.000 | segnale da capire |
| Totale | 68.000 |
Lette così, le righe raccontano tre storie diverse.
I costi fissi valgono 27.000 €. Si ripetono ogni anno e vanno nel conto dei costi di struttura, insieme ad affitti e stipendi d'ufficio. Se li dimentichi quando calcoli il punto di pareggio, lo sottostimi.
I costi una tantum valgono 24.000 €. Hanno pesato sul risultato di quest'anno ma non torneranno, almeno non nella stessa misura. Nella riclassificazione gestionale si portano fuori dal margine operativo, per vedere quanto rende l'attività normale.
Le sanzioni valgono 15.000 €. Non sono un costo come gli altri: di solito vogliono dire che l'azienda ha pagato in ritardo F24 o contributi perché mancava la cassa. È un problema di finanza prima ancora che di costi, e va affrontato con un piano di cassa.
Perché gli oneri diversi interessano all'imprenditore?
Perché in una voce sola ci sono costi di natura opposta. Se guardi solo il totale, vedi un numero che sale o scende senza capire il perché.
Tre domande da fare ogni anno:
- Quanto pesano sul fatturato? Confronta la percentuale degli ultimi tre anni. Se cresce senza un motivo chiaro, apri il dettaglio.
- Quanto è ricorrente? Separa i costi fissi da quelli che capitano una volta. I primi entrano nel budget, i secondi no. La distinzione è la stessa che facciamo tra costi fissi e variabili.
- Ci sono sanzioni o sopravvenienze ripetute? Le sanzioni frequenti segnalano tensioni di cassa. Le sopravvenienze frequenti segnalano che la contabilità durante l'anno non registra tutto per tempo, e che i numeri mensili che leggi non sono completi.
È utile guardare insieme anche la voce gemella dei ricavi, gli altri ricavi e proventi. Una plusvalenza in A.5 e una minusvalenza in B.14 nello stesso anno possono compensarsi e nascondersi a vicenda.
Cosa fare lunedì mattina?
Chiedi all'amministrazione o al commercialista il dettaglio dei conti che compongono la B.14 dell'ultimo bilancio. Dividi le righe nelle tre colonne dell'esempio: fisse, una tantum, segnali. Poi metti le fisse nel budget del prossimo anno e chiedi conto di ogni sanzione: quando è nata, perché, e cosa serve perché non si ripeta.
Domande frequenti
L'IMU va negli oneri diversi di gestione?
Sì. L'IMU è un'imposta indiretta sugli immobili e nel bilancio d'esercizio sta nella B.14. Le imposte sul reddito, IRES e IRAP, stanno invece nella voce 20.
Le multe e le sanzioni sono oneri diversi di gestione?
Sì, quando derivano dall'attività ordinaria, come le sanzioni per un versamento in ritardo o le multe sui mezzi aziendali.
Gli oneri diversi di gestione sono costi fissi o variabili?
Dipende dalla riga. Imposte locali, tasse e quote associative sono fisse. Minusvalenze e sopravvenienze sono occasionali. Per questo nella riclassificazione la voce va aperta e divisa.
Una minusvalenza su un macchinario dove va?
Se il bene era usato nell'attività, nella B.14. È il caso opposto della plusvalenza, che va negli altri ricavi e proventi.
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