Altri ricavi e proventi: cosa finisce in questa voce
Altri ricavi e proventi: cosa c'è nella voce A.5 del conto economico, perché può gonfiare il tuo EBITDA e come separarla dai ricavi veri. Con un esempio.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
Gli altri ricavi e proventi sono le entrate dell'azienda che non vengono dalla sua attività principale: affitti incassati, plusvalenze sulla vendita di un macchinario, rimborsi delle assicurazioni, contributi pubblici, sopravvenienze. Nel conto economico sono la voce A.5, dentro il valore della produzione, subito sotto i ricavi delle vendite.
Sembrano una riga di poco conto. In molte PMI, invece, sono la riga che fa la differenza tra un anno in utile e uno in pari. Vediamo cosa contengono e come leggerli.
Dove si trova la voce A.5 nel bilancio?
Lo schema del conto economico dell'art. 2425 del codice civile apre con il valore della produzione, che ha cinque voci:
- ricavi delle vendite e delle prestazioni
- variazioni delle rimanenze di prodotti
- variazioni dei lavori in corso su ordinazione
- incrementi di immobilizzazioni per lavori interni
- altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio
La A.5 è quindi l'ultima riga prima del totale. Il codice chiede di indicare a parte i contributi in conto esercizio, cioè le somme pubbliche ricevute per coprire costi di gestione. Se vuoi un quadro di tutte e cinque le voci, lo trovi nell'articolo sul valore della produzione.
Cosa finisce negli altri ricavi e proventi?
Il criterio lo dà il principio contabile OIC 12 della Fondazione OIC: qui vanno i ricavi che appartengono alla gestione ordinaria ma non a quella tipica dell'azienda, e che non sono di natura finanziaria. Le voci che si incontrano di solito in una PMI:
- plusvalenze sulla vendita di beni strumentali, come un furgone venduto a più del suo valore residuo
- affitti attivi, per esempio una parte di capannone data in locazione
- rimborsi assicurativi per danni subiti
- contributi in conto esercizio, come certi crediti d'imposta riconosciuti alle imprese
- quote annuali dei contributi in conto impianti, quando un contributo per un investimento viene spalmato sugli anni di vita del bene
- sopravvenienze attive, cioè ricavi di anni precedenti emersi solo ora o debiti chiusi per meno del previsto
- riaddebiti di costi a terzi, penali e risarcimenti incassati da fornitori
Cosa non c'è: gli interessi attivi e i dividendi, che stanno nella sezione C dei proventi finanziari, e le vendite della tua attività principale, che stanno nella A.1.
Perché gli altri ricavi possono ingannarti?
Perché finiscono nel valore della produzione e quindi entrano nel calcolo dell'EBITDA e del risultato operativo del bilancio. Una plusvalenza o un rimborso assicurativo fanno salire il margine anche se l'attività dell'azienda non è migliorata di un euro.
Non c'è niente di sbagliato: il bilancio è corretto. Il problema nasce quando l'imprenditore, o la banca, legge l'EBITDA e pensa che quel margine si ripeterà l'anno prossimo. Molte di queste entrate non tornano.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che produce serramenti e fattura 1,8 milioni. Il conto economico mostra un EBITDA di 150.000 €. Dentro la voce A.5 ci sono 95.000 €, così composti:
| Voce degli altri ricavi | Euro | Si ripete? |
|---|---|---|
| Affitto di una parte del capannone | 24.000 | sì, ma non è l'attività tipica |
| Rimborso dell'assicurazione per una grandinata | 30.000 | no |
| Plusvalenza sulla vendita di un furgone | 18.000 | no |
| Quota annua del credito d'imposta su un macchinario (contributo in conto impianti) | 12.000 | sì, fino alla fine dell'ammortamento, ma non è l'attività tipica |
| Sopravvenienza attiva su un fornitore | 11.000 | no |
| Totale | 95.000 |
Ora togliamo dall'EBITDA quello che non viene dai serramenti:
EBITDA della gestione caratteristica = 150.000 − 95.000 = 55.000 €
Il margine operativo vero dell'attività è 55.000 €, cioè il 3% del fatturato, non l'8% che si leggeva nel bilancio. È un'altra azienda. Con 55.000 € di margine bastano un cliente perso o un aumento delle materie prime per andare in perdita.
Attenzione al rimborso assicurativo: di solito copre un danno che è finito tra i costi, per esempio le riparazioni pagate. Va letto insieme a quel costo, altrimenti si toglie il rimborso e si lascia la spesa, e il margine sembra più basso di quello reale.
Come si trattano nella riclassificazione?
Nella riclassificazione gestionale gli altri ricavi si dividono in due gruppi.
- Ricorrenti e legati all'attività: per esempio i riaddebiti di trasporto ai clienti. Restano nel margine operativo.
- Accessori o non ricorrenti: affitti, plusvalenze, rimborsi, sopravvenienze. Si portano sotto il margine operativo, in una riga separata, così l'EBITDA racconta solo l'attività tipica.
È lo stesso ragionamento che facciamo nella riclassificazione del conto economico: prima si capisce quanto guadagna il mestiere, poi si aggiunge il resto. Per sapere come giudicare il margine che resta, puoi leggere quanto deve essere l'EBITDA di una PMI.
Cosa guardare lunedì mattina?
Apri il bilancio degli ultimi tre anni e scrivi in colonna la voce A.5 accanto all'EBITDA. Poi fai tre domande al commercialista o all'amministrazione:
- Da cosa è composta la A.5 di ogni anno?
- Quali di quelle entrate si ripeteranno?
- Ci sono costi collegati, come danni coperti dall'assicurazione?
Se gli altri ricavi sono una parte grande del tuo EBITDA, il margine della tua azienda dipende da fatti che non controlli. Meglio saperlo prima di fare un budget o di chiedere un finanziamento.
Domande frequenti
Le plusvalenze vanno negli altri ricavi?
Sì, quelle sulla vendita di beni strumentali usati nell'attività, come macchinari e automezzi. Dal 2016 il conto economico non ha più la sezione straordinaria, per cui anche plusvalenze di importo elevato finiscono qui. Il dettaglio di quelle eccezionali va nella nota integrativa.
I contributi a fondo perduto sono altri ricavi?
Quelli che coprono costi di gestione sì, e vanno indicati a parte nella A.5. Quelli per un investimento si ripartiscono sugli anni di vita del bene. Se il commercialista usa il metodo del risconto, la quota annuale passa da qui. Altrimenti il contributo riduce direttamente il costo del bene e non compare nella A.5.
Gli interessi attivi del conto corrente sono altri ricavi?
No. Sono proventi finanziari e stanno nella sezione C del conto economico, sotto il risultato operativo.
Gli altri ricavi contano nel fatturato?
No. Il fatturato, nel senso dei ricavi tipici, è la voce A.1. Gli altri ricavi entrano nel valore della produzione ma non vanno sommati alle vendite quando misuri quanto vende l'azienda.
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