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Titoli di debito: cosa sono e come si leggono nel bilancio

Titoli di debito: cosa sono, dove si trovano nel bilancio se l'azienda li compra o li emette, come si valutano e cosa sapere prima di emettere un minibond.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Un titolo di debito è un prestito diviso in pezzi: chi lo compra presta soldi a chi lo emette, che si impegna a restituirli a una scadenza con un interesse. Obbligazioni, titoli di Stato, cambiali finanziarie e minibond sono tutti titoli di debito.

Nel bilancio li trovi in due posti diversi. Nell'attivo, se l'azienda li ha comprati per investire la liquidità. Nel passivo, tra i debiti, se li ha emessi per finanziarsi. Vediamo come si leggono in tutti e due i casi.

Cosa sono i titoli di debito?

La differenza da capire è quella con i titoli di capitale. Chi compra un'azione o una quota diventa socio: partecipa ai guadagni e alle perdite, e non ha diritto alla restituzione dei soldi. Chi compra un titolo di debito diventa creditore: ha diritto agli interessi e al rimborso alla scadenza, qualunque sia il risultato dell'emittente, salvo che questo non sia in grado di pagare.

I titoli di debito più comuni sono:

  • titoli di Stato, come BOT e BTP
  • obbligazioni emesse da società per azioni e banche
  • titoli di debito delle Srl, compresi i minibond
  • cambiali finanziarie, titoli a breve scadenza emessi dalle imprese

Dove si trovano nel bilancio se l'azienda li ha comprati?

Nello stato patrimoniale dell'art. 2424 del codice civile i titoli di debito comprati stanno nella voce «altri titoli», in uno di due posti:

  • B.III.3, tra le immobilizzazioni finanziarie, se l'azienda li tiene a lungo, di solito fino alla scadenza
  • C.III.6, nell'attivo circolante, se sono un impiego temporaneo della liquidità

Cambia anche il modo di valutarli. Quelli immobilizzati seguono il costo ammortizzato previsto dall'art. 2426, n. 1 del codice civile. Le società che fanno il bilancio abbreviato possono invece iscriverli al costo di acquisto (art. 2435-bis). Quelli nel circolante si valutano al minore tra costo e valore di mercato, come spiegato nella guida alle attività finanziarie non immobilizzate.

Gli interessi incassati finiscono nel conto economico tra gli altri proventi finanziari, voce C.16, alla lettera b) per i titoli immobilizzati e alla lettera c) per quelli del circolante.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che compra un BTP con valore nominale di 100.000 €, scadenza fra quattro anni, cedola del 2% l'anno. Lo paga 96.000 € perché sul mercato quotava sotto la pari, e pensa di tenerlo fino alla scadenza.

Ogni anno incassa 2.000 € di cedola. Alla scadenza riceverà 100.000 €, cioè 4.000 € più di quanto ha pagato. Quei 4.000 € sono anche loro un rendimento, e il costo ammortizzato li distribuisce sui quattro anni invece di registrarli tutti alla fine.

In modo semplificato, a quote costanti:

AnnoCedola incassataQuota dello scontoProvento dell'annoValore in bilancio a fine anno
12.0001.0003.00097.000
22.0001.0003.00098.000
32.0001.0003.00099.000
42.0001.0003.000100.000

Il calcolo vero usa il tasso di interesse effettivo e dà numeri leggermente diversi anno per anno, ma il principio è questo. Lo approfondiamo nella guida al costo ammortizzato.

E se l'azienda li emette?

Allora il titolo è un debito. Lo trovi nel passivo, nella sezione D «debiti», e la nota integrativa deve spiegarne importo, scadenze e condizioni.

Per una Srl la regola è l'art. 2483 del codice civile. Tre punti da sapere:

  1. La Srl può emettere titoli di debito solo se l'atto costitutivo lo prevede.
  2. I titoli possono essere sottoscritti soltanto da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale.
  3. Se poi i titoli passano di mano, chi li trasferisce risponde della solvenza della società verso gli acquirenti che non sono investitori professionali o soci.

In pratica un minibond è un finanziamento alternativo alla banca, con costi di emissione, documenti da preparare e spesso impegni da rispettare su alcuni indici di bilancio. Nel conto economico pesano gli interessi e, distribuiti negli anni, i costi sostenuti per l'emissione.

Perché all'imprenditore interessano?

Per due motivi diversi, a seconda del lato.

  • Se li compri, sono un modo per far rendere la liquidità. Funziona se i soldi non servono all'attività e se il rendimento supera il costo dei tuoi debiti. Altrimenti stai pagando interessi alla banca per prestare soldi a qualcun altro a un tasso più basso.
  • Se li emetti, sono capitale di terzi come un finanziamento bancario. Nei conti della posizione finanziaria netta contano come debito finanziario, e chi te li ha sottoscritti guarderà i tuoi bilanci con attenzione. Un'azienda che vuole emettere un minibond deve avere numeri chiari, budget e controllo mensile prima, non dopo.

Cosa fare lunedì mattina?

Guarda le voci B.III.3 e C.III.6 del tuo bilancio. Se ci sono titoli, chiedi che cosa sono, quando scadono, quanto rendono e quanto valgono oggi sul mercato. Poi confronta quel rendimento con il tasso medio dei tuoi debiti. Se stai pensando a un minibond, prima prepara un piano finanziario a tre anni che dimostri come lo rimborserai.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra titoli di debito e titoli di capitale?

Con un titolo di debito presti soldi e hai diritto a interessi e rimborso. Con un titolo di capitale, come un'azione o una quota, diventi socio e partecipi a guadagni e perdite.

Una Srl può emettere obbligazioni?

Le obbligazioni sono lo strumento tipico delle società per azioni. La Srl può emettere titoli di debito, se l'atto costitutivo lo prevede, sottoscritti da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale.

Dove finiscono gli interessi dei titoli nel conto economico?

Tra gli altri proventi finanziari, voce C.16 lettera b) per i titoli immobilizzati e lettera c) per quelli dell'attivo circolante.

I titoli di Stato in bilancio sono liquidità?

Non sono disponibilità liquide. Se sono un impiego temporaneo stanno nell'attivo circolante e possono essere venduti in fretta, ma il loro valore cambia con il mercato.


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