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Criterio del costo ammortizzato: cos'è e chi lo applica

Costo ammortizzato: cos'è, chi lo applica a crediti e debiti, come funziona il tasso effettivo su un finanziamento e cosa cambia nel bilancio, con esempi.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Il criterio del costo ammortizzato è il modo in cui il codice civile chiede di iscrivere in bilancio crediti, debiti e titoli: si parte dal valore iniziale, che comprende costi come le spese di istruttoria di un finanziamento, e lo si aggiorna nel tempo con il tasso di interesse effettivo. Lo devono applicare le società che redigono il bilancio in forma ordinaria. Chi redige il bilancio abbreviato e le micro imprese possono non applicarlo.

Detto così sembra un tecnicismo da contabili. In realtà risponde a una domanda che ogni imprenditore dovrebbe farsi: quanto mi costa davvero questo finanziamento, e quanto mi costa concedere una dilazione lunga a un cliente?

Cos'è il criterio del costo ammortizzato?

L'art. 2426 del codice civile, al numero 8, stabilisce che «i crediti e i debiti sono rilevati in bilancio secondo il criterio del costo ammortizzato, tenendo conto del fattore temporale e, per quanto riguarda i crediti, del valore di presumibile realizzo». Il numero 1 applica lo stesso criterio ai titoli immobilizzati. La regola vale dai bilanci degli esercizi iniziati dal 1° gennaio 2016.

Per la definizione, il codice rimanda ai principi contabili internazionali. Le regole pratiche sono nei principi contabili OIC 15 per i crediti e OIC 19 per i debiti.

L'idea è semplice. Un finanziamento da 500.000 € con 10.000 € di spese di istruttoria non ti mette in tasca 500.000 €, ma 490.000 €. Quindi il suo costo vero non è solo il tasso scritto nel contratto: è un tasso un po' più alto, che tiene conto anche delle spese. Si chiama tasso di interesse effettivo e il costo ammortizzato lo usa per distribuire tutti i costi sulla durata del prestito.

Chi deve applicare il costo ammortizzato?

Tipo di bilancioCosa deve fare
OrdinarioApplica il costo ammortizzato a crediti, debiti e titoli
AbbreviatoPuò iscrivere i crediti al valore di presumibile realizzo, i debiti al valore nominale e i titoli al costo di acquisto
Micro impreseHanno le stesse facoltà del bilancio abbreviato

La facoltà per il bilancio abbreviato è scritta nell'art. 2435-bis.

Anche chi redige il bilancio ordinario può non applicarlo quando l'effetto è irrilevante. I principi OIC indicano i casi tipici: crediti e debiti con scadenza entro 12 mesi, oppure costi di transazione e differenze tra valore iniziale e valore a scadenza di scarso rilievo. Per questo, nella pratica, il criterio pesa soprattutto su finanziamenti bancari a medio e lungo termine e su dilazioni concesse o ricevute oltre l'anno.

Come funziona su un finanziamento bancario?

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 8 milioni di euro e redige il bilancio ordinario. Ottiene un finanziamento di 500.000 € per 5 anni, al 4% annuo, con 10.000 € di spese di istruttoria. Per tenere l'esempio semplice, immaginiamo che paghi solo gli interessi ogni anno e restituisca il capitale alla fine.

L'azienda incassa 490.000 €. Paga 20.000 € di interessi l'anno per 5 anni e restituisce 500.000 € alla fine. Il tasso che rende uguali i soldi ricevuti e quelli restituiti è il tasso effettivo, circa 4,455%.

AnnoDebito a inizio annoInteressi al tasso effettivoInteressi pagatiDebito a fine anno
1490.000 €21.830 €20.000 €491.830 €
2491.830 €21.911 €20.000 €493.741 €
3493.741 €21.996 €20.000 €495.737 €
4495.737 €22.085 €20.000 €497.822 €
5497.822 €22.178 €20.000 €500.000 €

Il debito parte da 490.000 € e sale fino a 500.000 €, il valore da restituire. Gli interessi in conto economico sono un po' più alti di quelli pagati, perché comprendono una quota delle spese di istruttoria. Alla fine dei 5 anni il costo totale è lo stesso, 110.000 €: 100.000 € di interessi e 10.000 € di spese. Cambia come viene distribuito.

Per questo il debito verso la banca che leggi in bilancio può essere diverso dal debito residuo scritto nell'estratto conto. Come si leggono le varie voci dei debiti lo spieghiamo nell'articolo sui debiti in bilancio.

Cosa succede con una dilazione senza interessi?

Qui il criterio diventa davvero utile per chi guida un'azienda. Il codice parla di «fattore temporale»: un credito incassato tra tre anni vale meno dello stesso importo incassato oggi.

Supponiamo che la stessa azienda venda un impianto a 300.000 € e conceda al cliente di pagare tutto tra tre anni, senza interessi. Il tasso di mercato per un'operazione simile è del 5%. Con il costo ammortizzato il credito si iscrive al valore attuale:

Valore attuale = 300.000 ÷ (1,05 x 1,05 x 1,05) = circa 259.150 €

Il ricavo di vendita è di circa 259.150 €. I restanti 40.850 € diventano proventi finanziari, distribuiti sui tre anni di attesa. In pratica la dilazione «gratuita» costa all'azienda circa 40.850 €, cioè oltre il 13% del prezzo. Nel bilancio abbreviato questa differenza non si vede, ma il costo esiste lo stesso. Su come leggere queste voci trovi più dettagli nell'articolo sui crediti in bilancio.

Perché il costo ammortizzato interessa a te?

Per due ragioni, anche se il tuo bilancio è abbreviato e non lo applichi.

La prima è il costo vero del debito. Spese di istruttoria, commissioni e assicurazioni legate al finanziamento sono parte del suo costo. Quando confronti due offerte di banche diverse, confronta il tasso effettivo, non quello nominale.

La seconda è il costo vero delle dilazioni. Ogni mese che concedi a un cliente è un finanziamento che gli fai gratis. Il costo ammortizzato lo rende visibile nel bilancio. Il controllo di gestione dovrebbe renderlo visibile prima, quando decidi le condizioni di pagamento.

Cosa fare lunedì mattina?

Prendi i contratti dei finanziamenti in corso e somma, per ognuno, tutte le spese pagate all'inizio. Chiedi alla banca o al commercialista il tasso effettivo e confrontalo con quello nominale. Poi guarda le dilazioni oltre i 12 mesi che concedi ai clienti: calcola quanto valgono oggi con un tasso del 5% e chiediti se il prezzo di vendita ne tiene conto.

Domande frequenti

Il costo ammortizzato è obbligatorio?

Per le società che redigono il bilancio in forma ordinaria sì, salvo quando l'effetto è irrilevante. Chi redige il bilancio abbreviato e le micro imprese possono non applicarlo.

Si applica anche ai debiti verso fornitori?

In teoria sì, ma per i debiti con scadenza entro 12 mesi l'effetto si considera di regola irrilevante. Pesa sulle dilazioni lunghe e sui finanziamenti.

Cos'è il tasso di interesse effettivo?

È il tasso che rende uguali i soldi ricevuti all'inizio, al netto delle spese, e tutti i pagamenti futuri. Misura il costo vero del finanziamento.

Cosa succedeva prima del 2016?

Debiti e crediti si iscrivevano al valore nominale e le spese dei finanziamenti si distribuivano negli anni come costi a parte. Le società con bilancio abbreviato possono ancora seguire questa strada.


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