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Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni

Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni: cosa sono, come si valutano, dove le trovi nel bilancio e cosa dicono su come usi la liquidità.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni sono gli investimenti finanziari che l'azienda tiene per un periodo breve: titoli comprati per far rendere la liquidità, quote di fondi, partecipazioni destinate a essere rivendute, strumenti derivati attivi. Stanno nell'attivo circolante, alla voce C.III, e si valutano al minore tra il costo e il valore di mercato.

Per un'azienda che produce o vende, sono soldi che non lavorano nel suo mestiere. Vediamo come si leggono e quando è il caso di farsi qualche domanda.

Cosa sono, voce per voce?

Lo schema dello stato patrimoniale dell'art. 2424 del codice civile elenca, nella sezione C.III:

    1. partecipazioni in imprese controllate
    1. partecipazioni in imprese collegate
    1. partecipazioni in imprese controllanti
  • 3-bis) partecipazioni in imprese sottoposte al controllo delle controllanti
    1. altre partecipazioni
    1. strumenti finanziari derivati attivi
    1. altri titoli

Nella PMI tipica la voce che si vede di più è la 6: titoli di Stato, obbligazioni, quote di fondi comprati con la liquidità in eccesso. Le partecipazioni compaiono qui solo se l'azienda le ha comprate per rivenderle a breve.

Un dettaglio: le azioni proprie, che prima del 2016 potevano stare in questa sezione, oggi riducono direttamente il patrimonio netto e non sono più un'attività.

Che differenza c'è con le immobilizzazioni finanziarie?

Lo stesso titolo può stare in due posti diversi. Decide la destinazione, come per i beni materiali: secondo l'art. 2424-bis del codice civile, ciò che è destinato a restare durevolmente in azienda va tra le immobilizzazioni.

  • Se compri un BTP per tenerlo fino alla scadenza, fra otto anni, è un'immobilizzazione finanziaria (B.III).
  • Se compri lo stesso BTP per parcheggiare liquidità qualche mese, è un'attività finanziaria non immobilizzata (C.III).

Per le partecipazioni c'è una presunzione: quelle che danno almeno un quinto dei voti in assemblea (un decimo se la società è quotata) si presumono immobilizzazioni. Le altre voci della sezione B.III le trovi nella guida alle immobilizzazioni finanziarie.

Come si valutano?

Al costo di acquisto oppure al valore di realizzazione desumibile dal mercato, se minore. Lo dice l'art. 2426, n. 9 del codice civile. Se il valore di mercato risale, la svalutazione si annulla, ma senza mai superare il costo originario.

Fanno eccezione i derivati, che si iscrivono sempre al fair value, cioè al loro valore di mercato a fine anno, anche se è più alto del costo.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 5 milioni e a fine anno ha 600.000 € sul conto. A marzo ne investe 300.000 in un fondo obbligazionario, per tenerli pronti ma farli rendere un po'.

MomentoValore di mercatoValore in bilancioEffetto sul conto economico
Acquisto, marzo anno 1300.000300.000nessuno
31 dicembre anno 1288.000288.000svalutazione −12.000
31 dicembre anno 2296.000296.000ripristino +8.000
31 dicembre anno 3305.000300.000ripristino +4.000 (fino al costo)

Nell'anno 3 il mercato vale 305.000 €, ma in bilancio il fondo resta a 300.000 €: il guadagno di 5.000 € si vedrà solo quando lo vendi.

Le svalutazioni e i ripristini finiscono nella sezione D del conto economico, «rettifiche di valore di attività e passività finanziarie». Interessi e cedole stanno invece tra i proventi finanziari della sezione C. In entrambi i casi sono sotto l'EBITDA e il reddito operativo: non dicono nulla su come va il tuo mestiere.

Perché all'imprenditore interessano?

Tre domande da farsi quando vedi questa voce nel tuo bilancio.

  1. Quanto sono liquide davvero? Un titolo di Stato si vende in pochi giorni. Una quota di un fondo chiuso o una partecipazione in una piccola società no. Quando valuti la liquidità dell'azienda, conta come quasi cassa solo quello che puoi vendere in fretta e senza perdite pesanti. Il quadro completo lo trovi nella guida alle disponibilità liquide.
  2. Rendono più di quanto costano i debiti? Se l'azienda ha 300.000 € in titoli che rendono il 3% e 400.000 € di finanziamenti che costano il 5%, sta pagando 2 punti per tenere i soldi parcheggiati. Su 300.000 € sono 6.000 € l'anno.
  3. È una scelta o un'abitudine? Liquidità investita in prodotti finanziari è liquidità che non va in macchine, persone o magazzino. Può essere una scelta prudente, ma va decisa guardando i piani dei prossimi due anni.

Cosa fare lunedì mattina?

Guarda la sezione C.III del tuo stato patrimoniale e chiedi il dettaglio: che titoli sono, quanto rendono, quanto ci vuole a venderli, quanto valgono oggi. Poi mettili accanto ai debiti finanziari e al loro costo. Se paghi più interessi di quanto incassi, valuta con il commercialista e la banca se ha senso ridurre i debiti.

Domande frequenti

Dove si trovano le attività finanziarie non immobilizzate nel bilancio?

Nello stato patrimoniale, nell'attivo circolante, alla voce C.III, tra i crediti e le disponibilità liquide.

Un BTP è un'immobilizzazione o un'attività finanziaria non immobilizzata?

Dipende da cosa ne vuoi fare. Se lo tieni a lungo, fino alla scadenza, è un'immobilizzazione finanziaria. Se è un impiego temporaneo di liquidità, va nell'attivo circolante.

Perché il guadagno sui titoli non compare in bilancio finché non vendo?

Perché, a parte i derivati, queste attività si valutano al minore tra costo e valore di mercato. Le perdite di valore si registrano subito, i guadagni solo quando si realizzano.

Questi investimenti contano nell'EBITDA?

No. Proventi, interessi e svalutazioni finanziarie stanno sotto il reddito operativo. L'EBITDA misura solo l'attività tipica dell'azienda.


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