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Tipi di bilancio: civilistico, fiscale, gestionale e altri

Tipi di bilancio: ordinario, abbreviato, micro, consolidato, fiscale, gestionale e previsionale. A cosa serve ognuno e quali deve guardare chi guida una PMI.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

I tipi di bilancio si dividono in due grandi famiglie: quelli che la legge chiede, come il bilancio d'esercizio ordinario, abbreviato o delle micro-imprese e il consolidato, e quelli che l'azienda fa per sé, come il bilancio gestionale, le situazioni mensili e il bilancio previsionale. I primi servono a soci, banche, fisco e terzi. I secondi servono all'imprenditore per decidere.

Quasi tutti gli imprenditori conoscono solo il primo tipo, quello che il commercialista deposita ogni anno. In questo articolo vediamo tutti i tipi di bilancio, a cosa serve ognuno e quali numeri dovresti avere sul tavolo ogni mese.

Quali sono i tipi di bilancio?

Ecco una mappa, prima di entrare nel dettaglio.

TipoChi lo chiedeOgni quantoA cosa serve
Bilancio d'esercizio ordinariola leggeogni annoinformare soci e terzi
Bilancio abbreviatola legge, per le società più piccoleogni annocome l'ordinario, con meno dettagli
Bilancio delle micro-impresela legge, per le società molto piccoleogni annocome l'abbreviato, ancora più semplice
Bilancio consolidatola legge, per alcuni gruppiogni annovedere il gruppo come un'unica azienda
«Bilancio fiscale»il fiscoogni annocalcolare le imposte
Bilancio gestionalel'imprenditoreogni mesedecidere
Bilancio previsionale (budget)l'imprenditore, la bancaogni anno, rivisto in corso d'annopianificare
Bilanci straordinarila legge, in casi particolariquando servonofusioni, liquidazioni, cessioni

Cos'è il bilancio d'esercizio ordinario?

È il bilancio previsto dall'art. 2423 del codice civile. È composto da quattro documenti:

  • Stato patrimoniale: cosa possiede l'azienda e come lo ha finanziato, alla data di chiusura.
  • Conto economico: ricavi e costi dell'anno, fino all'utile o alla perdita.
  • Rendiconto finanziario: come si è mossa la liquidità durante l'anno.
  • Nota integrativa: le spiegazioni e i dettagli delle voci.

Lo accompagna la relazione sulla gestione degli amministratori. Il bilancio si approva entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio, o entro 180 se lo statuto lo prevede e la società deve redigere il consolidato o ha particolari esigenze legate alla sua struttura e al suo oggetto (art. 2364), e va depositato al registro delle imprese entro trenta giorni dall'approvazione. Da lì diventa pubblico: banche, clienti e fornitori lo possono leggere. Lo spieghiamo in dettaglio nella guida al bilancio d'esercizio.

Cosa sono il bilancio abbreviato e quello delle micro-imprese?

Sono versioni semplificate del bilancio ordinario, per le società più piccole.

Il bilancio abbreviato (art. 2435-bis) si può usare se nel primo esercizio, o per due esercizi consecutivi, la società non ha superato due di questi tre limiti: 5.500.000 € di totale attivo, 11.000.000 € di ricavi, 50 dipendenti in media. Non c'è il rendiconto finanziario e molte voci sono raggruppate. Per esempio, i debiti compaiono in un'unica riga, divisi solo tra entro e oltre l'anno.

Il bilancio delle micro-imprese (art. 2435-ter) vale per le società che non superano due di questi limiti: 220.000 € di attivo, 440.000 € di ricavi, 5 dipendenti. È ancora più essenziale.

Per l'imprenditore c'è una conseguenza pratica: nel bilancio abbreviato mancano molti dettagli che servono per capire l'azienda. Non vedi quanto devi ai fornitori, quanto alle banche e quanto al fisco, ma solo il totale dei debiti. Per leggere davvero i numeri serve il bilancio di verifica, cioè l'elenco completo dei conti, che il commercialista ha sempre.

Cos'è il bilancio consolidato?

È il bilancio di un gruppo di società, presentato come se fosse un'unica azienda. Si sommano i bilanci della capogruppo e delle controllate e si eliminano i rapporti interni: le vendite da una società all'altra, i crediti e i debiti reciproci, le partecipazioni.

Per legge lo devono redigere i gruppi che superano certe dimensioni. Ma anche una PMI con due o tre società di famiglia ha tutto l'interesse a farne una versione semplificata per sé. Se la società A vende alla società B, guardare i due bilanci separati può dare un'idea sbagliata di quanto guadagna il gruppo.

Esiste un bilancio fiscale?

Non come documento a sé. Esiste il reddito imponibile, che si calcola partendo dall'utile del bilancio civilistico e aggiungendo o togliendo le voci che il fisco tratta in modo diverso. Queste correzioni si chiamano variazioni in aumento e in diminuzione e si fanno nella dichiarazione dei redditi.

Un esempio: un'azienda chiude con 100.000 € di utile in bilancio. Ha 8.000 € di costi per auto che il fisco considera deducibili solo in parte, e 3.000 € di sanzioni che non sono deducibili. Il reddito su cui si calcolano le imposte sarà più alto dell'utile. È per questo che le imposte a volte sembrano «sproporzionate» rispetto al risultato del bilancio.

Cos'è il bilancio gestionale?

È il bilancio che serve all'imprenditore per decidere. Non ha una forma fissata dalla legge: si costruisce sulle esigenze dell'azienda. In genere ha tre caratteristiche:

  1. Costi divisi per comportamento, tra fissi e variabili, e non per natura come nel bilancio civilistico.
  2. Margini per linea di business, prodotto o cliente.
  3. Frequenza mensile, con i numeri disponibili pochi giorni dopo la fine del mese.

Il primo passo per costruirlo è riclassificare il bilancio civilistico, cioè rimettere le stesse voci in un ordine che risponda alle domande dell'imprenditore. Come si fa è spiegato nella guida alla riclassificazione del bilancio.

Un esempio: stesso anno, due bilanci

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 1,2 milioni. Ecco come appare l'anno nel bilancio civilistico e in quello gestionale.

Bilancio civilisticoEuroBilancio gestionaleEuro
Ricavi1.200.000Ricavi1.200.000
Materie prime−480.000Costi variabili−660.000
Servizi−250.000Margine di contribuzione540.000 (45%)
Personale−330.000Costi fissi−450.000
Altri costi−50.000EBITDA90.000
Ammortamenti−40.000Ammortamenti−40.000
Risultato operativo50.000Risultato operativo50.000

Il risultato finale è lo stesso. Ma solo la colonna di destra ti dice che ogni 100 € venduti restano 45 € per pagare i costi fissi, e che il punto di pareggio è a 1.000.000 € di fatturato a livello di EBITDA, circa 1.090.000 € se si vogliono coprire anche gli ammortamenti. Con questi numeri puoi decidere un prezzo, uno sconto, un'assunzione. Con quelli di sinistra puoi solo pagare le tasse e depositare il bilancio.

Cos'è il bilancio previsionale?

È il bilancio dell'anno che deve ancora venire: ricavi, costi, margini e cassa che l'azienda si aspetta. Si chiama anche budget, e serve a due cose. La prima è dare una direzione: obiettivi di fatturato, margine e costi da raggiungere. La seconda è il confronto mensile tra previsto e consuntivo, che permette di correggere in corsa. La banca lo chiede spesso quando valuta un finanziamento. Lo spieghiamo nella guida al budget aziendale.

E i bilanci straordinari?

Sono quelli che si redigono in momenti particolari della vita dell'azienda: la situazione patrimoniale per una fusione o una scissione, i bilanci durante la liquidazione e il bilancio finale di liquidazione, le perizie per una cessione. Si fanno raramente e sempre con il commercialista.

A questi si aggiungono il bilancio di sostenibilità, che descrive gli impatti ambientali e sociali dell'azienda, e i bilanci secondo i principi contabili internazionali, usati dalle società quotate.

Quali bilanci deve guardare l'imprenditore?

Due, con ritmi diversi.

  • Il bilancio d'esercizio, una volta l'anno, perché è quello che leggono la banca e i terzi. Va capito, anche se non lo prepari tu.
  • Il bilancio gestionale, ogni mese, confrontato con il budget. È quello che ti permette di cambiare qualcosa mentre l'anno è ancora in corso.

Servono entrambi, e servono entrambi i professionisti: il commercialista per il bilancio d'esercizio e le imposte, il controllo di gestione per i numeri che servono a decidere.

Francesco Manenti, alla guida di CT Consulting Srl, soluzioni di pagamento digitale, non aveva mai fatto un budget. Con il controller Riccardo ha riorganizzato il piano dei conti insieme al commercialista e introdotto budget e analisi degli scostamenti. Dalla revisione del bilancio sono emersi 4 punti percentuali che prima non si vedevano, e in 12 mesi l'EBITDA è passato da 171.301 € a 212.338 €. La storia è nel caso studio di Francesco.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra bilancio civilistico e fiscale?

Il bilancio civilistico è quello previsto dal codice civile e mostra l'utile dell'azienda. Il «bilancio fiscale» non è un documento separato: è il calcolo del reddito imponibile, che parte dall'utile e lo corregge secondo le regole fiscali.

Il bilancio abbreviato basta per capire come va l'azienda?

No. È sufficiente per la legge, ma raggruppa troppe voci. Per leggere i numeri serve almeno il bilancio di verifica, e per decidere serve un bilancio gestionale.

Chi prepara il bilancio gestionale?

Di solito l'amministrazione interna con un controller, interno o esterno. Si parte dai dati della contabilità, gli stessi del commercialista, organizzati in modo diverso.

Ogni quanto si fa un bilancio?

Quello d'esercizio una volta l'anno. Quello gestionale conviene farlo ogni mese, perché un problema scoperto a fine anno non si può più correggere.


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