Bilancio d'esercizio: cos'è, come è fatto e perché leggerlo
Bilancio d'esercizio: cos'è, da quali documenti è composto, quando si approva e quali numeri deve guardare un imprenditore per capire come va la sua azienda.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
Il bilancio d'esercizio è il documento che ogni anno racconta com'è andata un'azienda: cosa possiede, quanto deve, quanto ha guadagnato o perso. Lo preparano gli amministratori, lo approvano i soci e, per le società di capitali, finisce al registro delle imprese dove chiunque può leggerlo.
Per un imprenditore è il primo specchio dell'azienda, ed è anche quello che guardano banche, fornitori e grandi clienti prima di fidarsi. Vediamo com'è fatto, quando arriva e cosa leggere per primo.
Cos'è il bilancio d'esercizio?
Lo definisce l'articolo 2423 del codice civile: gli amministratori devono redigerlo con chiarezza e in modo da rappresentare «in modo veritiero e corretto» la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell'esercizio.
L'esercizio è il periodo di riferimento, quasi sempre un anno solare, dal 1° gennaio al 31 dicembre. Il bilancio fotografa la situazione all'ultimo giorno e racconta cosa è successo nei dodici mesi.
L'obbligo di un bilancio vero e proprio, con gli schemi del codice civile e il deposito pubblico, vale per le società di capitali: Srl, Spa, società in accomandita per azioni, e per le cooperative. Ditte individuali e società di persone hanno regole diverse, legate al tipo di contabilità che tengono.
Da quali documenti è composto?
Il bilancio d'esercizio è fatto di quattro parti:
- Stato patrimoniale: cosa possiede l'azienda (attivo) e da dove vengono i soldi per averlo (passivo e patrimonio netto). È una fotografia al 31 dicembre.
- Conto economico: ricavi e costi dell'anno, fino all'utile o alla perdita. È il film dei dodici mesi.
- Rendiconto finanziario: come si è mossa la liquidità, cioè da dove sono arrivati i soldi e dove sono andati.
- Nota integrativa: le spiegazioni. Criteri di valutazione, dettagli sui debiti e sulle scadenze, numero dei dipendenti, impegni presi.
Le società più grandi aggiungono la relazione sulla gestione, prevista dall'articolo 2428, in cui gli amministratori commentano l'andamento e i rischi.
Cos'è il bilancio in forma abbreviata?
La maggior parte delle PMI deposita il bilancio in forma abbreviata. Secondo l'articolo 2435-bis possono farlo le società che non superano due di questi tre limiti: 5.500.000 € di totale attivo, 11.000.000 € di ricavi delle vendite e delle prestazioni, 50 dipendenti in media durante l'anno.
Il bilancio abbreviato ha schemi più sintetici e non ha il rendiconto finanziario. Per chi lo legge da fuori vuol dire meno dettaglio: per esempio, i debiti verso banche e quelli verso fornitori possono comparire in un'unica riga. Per l'imprenditore vuol dire che il bilancio depositato racconta meno di quanto servirebbe per guidare l'azienda.
Quando si approva e si deposita?
I soci devono approvare il bilancio entro il termine dello statuto, e comunque entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio. Lo statuto può allungarlo fino a 180 giorni in casi particolari, come prevede l'articolo 2364. Per chi chiude al 31 dicembre, quindi, l'approvazione arriva di solito fra fine aprile e fine giugno.
Entro 30 giorni dall'approvazione gli amministratori depositano il bilancio al registro delle imprese, come stabilisce l'articolo 2435.
Qui sta il limite più grande per chi guida l'azienda: i numeri dell'anno arrivano quattro, cinque o sei mesi dopo la fine dell'anno. Marco Illuminati, titolare di ORIL SRL, distribuzione di bevande, lo racconta così: «Il problema principale è che la chiusura del bilancio veniva fatta a giochi fatti, quando già era tardi per pianificare un nuovo anno». Quando finalmente vedi i numeri, metà dell'anno nuovo è già passata.
Quali numeri deve guardare per primi un imprenditore?
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 1,2 milioni. Il suo bilancio, ridotto all'osso, dice questo:
| Voce | Euro |
|---|---|
| Ricavi delle vendite (A.1) | 1.200.000 |
| Differenza tra valore e costi della produzione (A − B) | 84.000 |
| Utile dell'esercizio | 41.000 |
| Patrimonio netto | 310.000 |
| Debiti verso banche | 420.000 |
| Crediti verso clienti | 290.000 |
| Rimanenze di magazzino | 180.000 |
Ecco come leggerlo in cinque minuti.
- Quanto resta delle vendite. 84.000 su 1.200.000 è il 7% di risultato operativo. L'utile netto è il 3,4% del fatturato. Su 100 € venduti restano circa 3,40 €. La differenza fra le due cose la spieghiamo in differenza tra fatturato e utile.
- Quanto è solida l'azienda. I debiti verso banche superano il patrimonio netto: 420.000 contro 310.000. Non è un allarme, ma dice che l'azienda dipende parecchio dal credito.
- Dove sono fermi i soldi. Crediti verso clienti per 290.000 € su 1,2 milioni di fatturato vogliono dire che in media i clienti pagano dopo circa 88 giorni (290.000 ÷ 1.200.000 × 365). Il calcolo è grezzo, perché i crediti contengono l'IVA e i ricavi no, ma basta per accendere una spia.
- Cosa dice la nota integrativa. Quanta parte dei debiti scade entro l'anno, se ci sono garanzie date, quanti dipendenti ci sono.
Per un metodo completo di lettura, passo per passo, c'è la guida su come leggere un bilancio.
Perché un imprenditore dovrebbe leggere il proprio bilancio?
Perché lo leggono gli altri. La banca lo usa per decidere fidi e tassi. Un fornitore importante lo scarica prima di concederti dilazioni. Un grande cliente lo guarda prima di affidarti una commessa. Se non sai cosa c'è scritto, entri in quelle trattative senza conoscere le carte che l'altro ha in mano.
C'è poi una ragione più concreta. Il bilancio è il punto di partenza di ogni analisi seria: indici, punto di pareggio, confronto con gli anni precedenti. Chi non sa leggerlo dipende sempre da qualcun altro per capire la propria azienda.
Che differenza c'è fra bilancio d'esercizio e controllo di gestione?
Il bilancio d'esercizio guarda indietro, una volta l'anno, con regole fissate dalla legge e dai principi contabili. Serve ai soci, alle banche, al fisco. I costi sono divisi per natura: materie prime, servizi, personale, ammortamenti.
Il controllo di gestione guarda avanti, ogni mese, con regole decise in azienda. Divide i costi in fissi e variabili, misura il margine di ogni prodotto o cliente, confronta i risultati con il budget. Serve a decidere.
Il commercialista ti consegna il bilancio, ed è un lavoro che serve. Il controllo di gestione ti dà i numeri mentre puoi ancora cambiare qualcosa. Servono entrambi.
Cosa fare lunedì mattina?
- Fatti dare gli ultimi tre bilanci approvati, completi di nota integrativa.
- Metti in colonna, anno per anno: ricavi, differenza A − B, utile, patrimonio netto, debiti verso banche.
- Guarda le tendenze. Ricavi che crescono con utile fermo, o debiti che crescono più del patrimonio, sono le prime domande da fare.
Domande frequenti
Chi firma il bilancio d'esercizio?
Lo redigono e lo sottoscrivono gli amministratori. Lo approva l'assemblea dei soci. Il commercialista di solito lo prepara materialmente, ma la responsabilità resta degli amministratori.
Dove posso leggere il bilancio di un'altra azienda?
Al registro delle imprese, dove le società di capitali lo depositano ogni anno. Si richiede tramite i servizi online delle Camere di commercio, con un piccolo costo.
Il bilancio abbreviato è meno affidabile?
No, segue gli stessi principi, con qualche semplificazione consentita dalla legge: per esempio può non applicare il costo ammortizzato a crediti e debiti. È soprattutto più sintetico: alcune voci sono raggruppate e manca il rendiconto finanziario.
Utile in bilancio vuol dire soldi in banca?
No. L'utile segue la competenza dei ricavi e dei costi, il conto corrente segue incassi e pagamenti. Un'azienda può chiudere in utile e avere poca liquidità, per esempio se i clienti pagano tardi o il magazzino cresce.
Se vuoi imparare a leggere il bilancio sui numeri della tua azienda, il posto giusto è il workshop dal vivo: due giorni a Milano, a numero chiuso, in cui si lavora sui propri bilanci al computer con i controller in sala.


