Strumenti finanziari derivati: come si leggono in bilancio
Strumenti finanziari derivati in bilancio: cosa sono, dove si trovano, come si valutano al fair value e cosa cambia se coprono un mutuo. Esempio sull'IRS.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
Uno strumento finanziario derivato è un contratto il cui valore dipende da qualcos'altro: un tasso di interesse, un cambio, il prezzo di una materia prima. In bilancio si iscrive al fair value, cioè al suo valore di mercato a fine anno: nell'attivo se è positivo, tra i fondi per rischi e oneri del passivo se è negativo.
Le variazioni di valore finiscono nel conto economico oppure, se il derivato copre i flussi di un mutuo o di un'operazione futura, in una riserva del patrimonio netto. Vediamo come riconoscerli e cosa significano per la tua azienda.
Cosa sono i derivati in una PMI?
Nelle PMI i derivati arrivano quasi sempre dalla banca, insieme a un finanziamento o a un'operazione con l'estero. I più comuni:
- IRS (interest rate swap): trasforma un mutuo a tasso variabile in uno a tasso fisso, o viceversa
- cap: fissa un tetto massimo al tasso variabile
- contratti a termine su valuta: bloccano oggi il cambio a cui incasserai o pagherai fra qualche mese
- contratti sulle materie prime: bloccano il prezzo di metalli, energia o gas
Servono a coprire un rischio, se sono costruiti su misura di un'operazione reale. Diventano una scommessa se l'importo, la durata o le condizioni non corrispondono a nulla di quello che l'azienda fa.
Dove si trovano nel bilancio?
Lo schema dell'art. 2424 del codice civile prevede voci apposite:
| Dove | Voce |
|---|---|
| Attivo, se il derivato vale più di zero ed è durevole | B.III.4 strumenti finanziari derivati attivi |
| Attivo, se è a breve | C.III.5 strumenti finanziari derivati attivi |
| Passivo, se il derivato vale meno di zero | B.3 strumenti finanziari derivati passivi |
| Patrimonio netto | A.VII riserva per operazioni di copertura dei flussi finanziari attesi |
Nel conto economico le variazioni di valore stanno nella sezione D, alle voci 18.d (rivalutazioni) e 19.d (svalutazioni) di strumenti finanziari derivati. I differenziali pagati o incassati ogni trimestre sull'IRS sono invece oneri o proventi finanziari, come spieghiamo nella guida ai proventi e oneri finanziari.
Come si valutano?
La regola è l'art. 2426, n. 11-bis del codice civile: i derivati si iscrivono al fair value. Per un IRS è il valore che la banca ti comunica come «mark to market», cioè, in parole semplici, quanto pagheresti o incasseresti per chiudere il contratto oggi. Cos'è il fair value lo spieghiamo nella guida dedicata al fair value.
Dove finiscono le variazioni dipende dall'uso:
- Derivato di copertura dei flussi, per esempio l'IRS che fissa il tasso di un mutuo: la variazione va nella riserva A.VII del patrimonio netto, senza toccare l'utile. Perché valga la copertura serve, fin dall'inizio, una stretta e documentata correlazione tra il derivato e il mutuo.
- Derivato non di copertura: la variazione va nel conto economico. Gli eventuali utili da valutazione non si possono distribuire.
Il principio contabile OIC 32 della Fondazione OIC spiega nel dettaglio come verificare la copertura. Le micro-imprese, secondo l'art. 2435-ter, non applicano questa regola di valutazione.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 6 milioni e ha un mutuo di 1 milione a tasso variabile per dieci anni. Con il mutuo la banca le propone un IRS sullo stesso importo e sulla stessa durata: l'azienda paga un tasso fisso del 3% e riceve il variabile. A fine anno i tassi sono scesi e la banca comunica un mark to market di −45.000 €.
| IRS di copertura | IRS non di copertura | |
|---|---|---|
| Passivo, B.3 derivati passivi | 45.000 | 45.000 |
| Riserva A.VII del patrimonio netto | −45.000 | 0 |
| Conto economico, D.19.d svalutazioni | 0 | −45.000 |
| Effetto sull'utile dell'anno | nessuno | −45.000 |
Per semplicità ignoriamo l'effetto delle imposte. Nel primo caso l'utile non cambia ma il patrimonio netto scende di 45.000 €. Nel secondo cala l'utile. In tutti e due i casi la cassa non si muove: i 45.000 € sono quanto costerebbe uscire oggi dal contratto. Se i tassi risalgono, il valore torna verso zero o diventa positivo.
C'è un dettaglio che conta: le riserve da copertura dei flussi non si considerano nel calcolo del patrimonio netto per le norme sulla riduzione del capitale per perdite, sempre secondo l'art. 2426, n. 11-bis. Una riserva negativa per un IRS di copertura, quindi, non entra in quel calcolo. Il quadro delle voci di patrimonio è nella guida al patrimonio netto.
Perché all'imprenditore interessano?
Perché un derivato firmato in banca in dieci minuti può pesare sul bilancio per dieci anni. Tre controlli concreti.
- Il derivato corrisponde al finanziamento? Stesso importo, stessa durata, stesse date. Se l'IRS è su 1,5 milioni e il mutuo è di 1 milione, mezzo milione non copre nulla.
- Quanto vale oggi? Chiedi alla banca il mark to market almeno una volta l'anno, prima della chiusura del bilancio. È anche il costo per uscire.
- Chi legge il tuo bilancio lo vede. Un derivato passivo importante riduce il patrimonio netto o l'utile, e le altre banche lo notano.
Cosa fare lunedì mattina?
Cerca nel bilancio le voci B.3 del passivo e A.VII del patrimonio netto. Se c'è un importo, recupera il contratto del derivato e mettilo accanto al contratto del mutuo: confronta importo, scadenza e tasso. Poi chiedi alla banca il valore aggiornato e mettilo nel tuo controllo di gestione, così le sorprese le vedi durante l'anno.
Domande frequenti
Cos'è il mark to market di un derivato?
È il suo valore di mercato a una certa data, comunicato di solito dalla banca. Indica quanto pagheresti, o incasseresti, per chiudere il contratto in quel momento.
Un IRS negativo è una perdita?
Se il derivato copre un mutuo, la variazione va in una riserva di patrimonio netto e non tocca l'utile. Se non è di copertura, è una svalutazione nel conto economico. In nessuno dei due casi escono soldi finché non chiudi il contratto.
Le piccole aziende devono valutare i derivati al fair value?
Sì, se fanno il bilancio ordinario o abbreviato. Le micro-imprese invece non applicano questa regola.
Si può uscire da un derivato prima della scadenza?
Sì, d'accordo con la banca, pagando o incassando il suo valore di mercato in quel momento.
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