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Fair value: cos'è e come entra nel bilancio di un'azienda

Fair value: cos'è, come si determina, quando entra nel bilancio di una PMI (soprattutto con i derivati sul mutuo) e cosa cambia nei numeri. Con un esempio.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Il fair value è il prezzo che si incasserebbe vendendo un'attività, o che si pagherebbe per trasferire una passività, in una normale transazione tra operatori di mercato alla data della valutazione. In parole semplici: quanto vale oggi sul mercato. Nel bilancio di una PMI italiana entra in pochi casi, e il più frequente è il derivato legato al mutuo.

Vediamo cosa significa, come si calcola, dove lo trovi nel bilancio e perché un contratto firmato in banca può far scendere il tuo patrimonio netto senza che tu abbia speso un euro.

Cos'è il fair value?

La parola inglese si traduce con «valore equo». Il codice civile non ne dà una definizione propria: all'ultimo comma dell'art. 2426 rimanda ai principi contabili internazionali, cioè all'IFRS 13.

Tre parole della definizione contano:

  • prezzo di uscita: è quanto ricaveresti vendendo, non quanto spenderesti per comprare
  • operatori di mercato: conta il prezzo che pagherebbe un compratore qualsiasi, non quanto vale quel bene per te
  • alla data della valutazione: è una fotografia di oggi, che domani può cambiare

Il bilancio italiano si basa invece sul costo storico: un macchinario resta scritto a quanto l'hai pagato, meno gli ammortamenti. Il fair value è l'eccezione, non la regola. Nei bilanci IFRS lo spazio è più ampio, come spieghiamo nell'articolo sui principi contabili IFRS.

Come si determina il fair value?

Il codice civile indica due strade. Se esiste un mercato attivo, il fair value è il prezzo di mercato. Se non esiste, si usano modelli e tecniche di valutazione generalmente accettati.

I principi internazionali ordinano le fonti in tre livelli, dal più oggettivo al più stimato:

LivelloDa dove viene il valoreEsempio
1Prezzo quotato in un mercato attivo per lo stesso beneUn'azione quotata in Borsa
2Dati osservabili sul mercato, anche se non il prezzo esattoUn derivato sui tassi calcolato con la curva dei tassi del giorno
3Stime interne, non osservabili sul mercatoUna partecipazione in una società non quotata

Più si scende di livello, più il valore dipende da ipotesi. Per questo chi legge un bilancio guarda con più cautela un fair value di livello 3.

Quando il fair value entra nel bilancio di una PMI?

Nel bilancio di una PMI italiana che usa i principi OIC i casi sono pochi.

I derivati. È il caso principale. Il codice civile, al numero 11-bis dell'art. 2426, stabilisce che gli strumenti finanziari derivati sono iscritti al fair value. Il più diffuso nelle PMI è lo swap sui tassi (IRS), che la banca propone insieme a un mutuo a tasso variabile per trasformarlo, di fatto, in un tasso fisso.

La nota integrativa. L'art. 2427-bis chiede di indicare il fair value dei derivati e alcune informazioni su entità e natura.

Fuori dal bilancio. Il fair value compare quando l'azienda viene valutata per una vendita, un conferimento, l'ingresso di un socio o una perizia su un immobile. Non cambia il bilancio, ma cambia la trattativa.

Le micro imprese sono esonerate dalla valutazione dei derivati al fair value. Per loro la regola del numero 11-bis non si applica.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 6 milioni di euro e ha preso un mutuo di 1.000.000 € a tasso variabile per 5 anni. Insieme al mutuo ha firmato un IRS: paga alla banca un tasso fisso del 3% e riceve il tasso variabile. Così la rata resta stabile.

Durante l'anno i tassi scendono. Il contratto ora è sfavorevole all'azienda: paga il 3% fisso mentre il mercato è più basso. Se volesse chiuderlo oggi, dovrebbe pagare alla banca 18.000 €. Questo è il fair value del derivato al 31 dicembre: −18.000 €.

Come entra nel bilancio dipende da cosa serve il derivato.

Derivato di coperturaDerivato non di copertura
Passivo: strumenti finanziari derivati passivi (B.3)18.000 €18.000 €
Patrimonio netto: riserva per operazioni di copertura (A.VII)−18.000 €nessun effetto diretto
Conto economico: svalutazioni di derivati (D.19)nessun effetto−18.000 €

Se il derivato copre davvero il rischio sul mutuo, con una correlazione stretta e documentata fin dall'inizio, la perdita va in una riserva negativa di patrimonio netto. Se non è di copertura, la perdita passa dal conto economico e riduce l'utile. Su come si leggono queste voci trovi più dettagli negli articoli sulle voci del patrimonio netto e sui proventi e oneri finanziari.

Se l'anno dopo i tassi risalgono, il fair value migliora e la riserva si riduce. Gli eventuali utili da fair value di derivati non di copertura non si possono distribuire.

Fair value e valore di mercato sono la stessa cosa?

Sono parenti stretti. Il fair value è il valore di mercato definito in modo preciso: prezzo di uscita, compratore qualsiasi, data certa. È diverso dal valore che un bene ha per te perché lo usi nella tua produzione. Un macchinario costruito su misura può avere un fair value basso, perché nessuno lo comprerebbe, e un valore alto per la tua azienda, perché ci produci tutti i giorni.

Perché il fair value interessa all'imprenditore?

Per tre motivi concreti.

  1. Il patrimonio netto si muove senza movimenti di cassa. Una riserva negativa sui derivati riduce il patrimonio netto che la banca vede nel bilancio, anche se non hai pagato nulla.
  2. Chiudere il mutuo prima ha un costo nascosto. Se estingui il mutuo in anticipo, il derivato non sparisce: va chiuso pagando il suo fair value, se negativo.
  3. Nelle trattative conta il fair value. Quando vendi un ramo d'azienda o fai entrare un socio, si parla di quanto valgono oggi i beni, non di quanto li hai pagati.

Cosa fare lunedì mattina?

Controlla se la tua azienda ha derivati: cerca nella nota integrativa la parte sugli strumenti finanziari derivati, oppure chiedi alla banca l'elenco dei contratti in essere. Per ognuno chiedi il valore di mercato al 31 dicembre e capisci se è registrato come copertura. Se stai pensando di estinguere un mutuo, chiedi prima quanto costa chiudere il derivato collegato.

Domande frequenti

Il fair value è obbligatorio per tutte le aziende?

No. Nel bilancio OIC si usa soprattutto per i derivati. Le micro imprese ne sono esonerate. La regola generale resta il costo storico.

Dove trovo il fair value dei derivati nel bilancio?

Nello stato patrimoniale, tra gli strumenti finanziari derivati attivi o passivi, e nella nota integrativa, che ne indica il valore e la natura.

Se il fair value dell'IRS è negativo, ho perso soldi?

Non ancora. È quanto pagheresti se chiudessi il contratto oggi. Se lo tieni fino alla scadenza, il costo reale dipende da come si muoveranno i tassi.

Che differenza c'è tra fair value e valore d'uso?

Il fair value è quanto ti pagherebbe il mercato. Il valore d'uso è quanto vale il bene per la tua azienda, calcolato sui flussi di cassa che produrrà usandolo.


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