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Rotazione del capitale investito: quanto fatturi per euro

Rotazione del capitale investito: cos'è, come si calcola dal bilancio, quanto fatturi per ogni euro investito e come si collega al ROI, con un esempio.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

La rotazione del capitale investito dice quanti euro di fatturato produce ogni euro investito nell'azienda. Si calcola dividendo i ricavi per il capitale investito: se il risultato è 1,5, ogni euro fermo in capannoni, macchine, magazzino e crediti genera 1,5 € di vendite all'anno.

È un indice poco citato, ma spiega una cosa che il margine da solo non dice: quanto lavora il denaro che hai messo nell'azienda.

Cos'è la rotazione del capitale investito?

Ogni azienda, per vendere, deve tenere impegnati dei soldi. Ci sono gli investimenti che durano anni, come immobili, impianti e macchinari. E c'è il capitale che gira: la merce in magazzino, i crediti verso i clienti non ancora incassati, la cassa. La somma di tutto questo è il capitale investito.

La rotazione mette in rapporto questo capitale con le vendite. Più è alta, meno capitale serve per fare lo stesso fatturato. Un'azienda che con 1 milione di capitale fattura 3 milioni sfrutta meglio i suoi soldi di una che, con lo stesso capitale, ne fattura 1,5.

Come si calcola?

La formula è semplice:

Rotazione del capitale investito = Ricavi delle vendite ÷ Capitale investito

I ricavi sono la voce A.1 del conto economico. Il capitale investito, nella versione più semplice, è il totale dell'attivo dello stato patrimoniale. Chi lavora con il bilancio riclassificato usa spesso il capitale investito operativo: tolti i crediti e le attività che non c'entrano con il lavoro tipico dell'azienda, come gli immobili dati in affitto o le partecipazioni. Come si ottiene questa versione lo abbiamo spiegato nell'articolo sulla riclassificazione del bilancio.

Per un confronto corretto, conviene usare il capitale medio dell'anno, cioè la media fra inizio e fine esercizio. Se l'azienda ha comprato un capannone a dicembre, il capitale di fine anno sarebbe troppo alto rispetto alle vendite che quell'investimento ha potuto produrre.

C'è anche una lettura in giorni:

Giorni di capitale investito = 365 ÷ Rotazione

Con una rotazione di 1,5, il capitale «gira» una volta ogni 243 giorni circa.

Un esempio con i numeri

Prendiamo due aziende di esempio dello stesso settore, entrambe con 3 milioni di fatturato e un reddito operativo del 6%.

VoceAzienda AAzienda B
Ricavi3.000.0003.000.000
Reddito operativo180.000180.000
Immobilizzazioni900.0001.300.000
Magazzino400.000800.000
Crediti verso clienti600.000900.000
Capitale investito1.900.0003.000.000
Rotazione1,581,00

Sulla carta guadagnano uguale. Ma l'azienda B, per fare lo stesso lavoro, tiene impegnati 1,1 milioni in più: più magazzino, clienti che pagano più tardi, un capannone più grande del necessario. Quei soldi sono stati presi da qualcuno, soci o banche, e chiedono di essere remunerati.

Che legame c'è con il ROI?

È qui che la rotazione diventa utile. Il ROI, cioè il rendimento del capitale investito, si può scomporre in due pezzi:

ROI = ROS × Rotazione del capitale investito

dove il ROS è il reddito operativo diviso per i ricavi. Nell'esempio, il ROS è il 6% per entrambe. L'azienda A ha un ROI del 9,5% (6% × 1,58). L'azienda B del 6% (6% × 1,00).

Questo significa che il rendimento si alza in due modi: guadagnando di più su ogni vendita, oppure facendo lavorare di più il capitale. Spesso l'imprenditore guarda solo il primo. Abbiamo approfondito il ROI e la sua scomposizione nell'articolo sul ROI.

Qual è un buon valore?

Dipende molto dal settore. Un commercio all'ingrosso con poco capitale fisso ruota il capitale anche più di due volte l'anno. Un'azienda manifatturiera con impianti costosi può stare sotto 1 ed essere sanissima. Un albergo o un'azienda immobiliare stanno ancora più in basso.

Per questo il confronto che conta è con te stesso. Se la rotazione scende anno dopo anno mentre il fatturato è fermo, il capitale sta crescendo senza portare vendite. Le cause tipiche sono tre: magazzino che si gonfia, clienti che pagano sempre più tardi, investimenti fatti senza un piano su quanto devono far vendere.

Come si alza la rotazione?

Le leve sono quelle del capitale, non dei prezzi:

  • ridurre il magazzino fermo, come spieghiamo nella guida sulla gestione del magazzino
  • accorciare i tempi di incasso con regole chiare sui pagamenti e un controllo mensile dei crediti scaduti
  • verificare gli investimenti prima di farli: ogni macchinario nuovo dovrebbe arrivare con una stima di quanto fatturato o margine in più porterà
  • liberarsi dei beni che non servono: un capannone vuoto a metà o un macchinario fermo pesano sul capitale e non producono nulla

Nell'esempio, se l'azienda B riportasse magazzino e crediti ai livelli dell'azienda A, libererebbe 700.000 € di capitale. La rotazione salirebbe da 1,00 a 1,30 e il ROI dal 6% al 7,8%, senza vendere un pezzo in più.

Cosa fare lunedì mattina?

Prendi gli ultimi due bilanci. Dividi i ricavi per il totale dell'attivo in ciascun anno e confronta i due numeri. Se la rotazione è scesa, guarda quali voci dell'attivo sono cresciute più del fatturato: lì c'è il capitale che lavora poco.

Domande frequenti

Rotazione del capitale investito e rotazione dell'attivo sono la stessa cosa?

Spesso sì. Se usi il totale dell'attivo come capitale investito, i due indici coincidono. Se usi il capitale investito operativo, il risultato è più preciso sulla parte che riguarda il lavoro tipico dell'azienda.

Una rotazione alta è sempre positiva?

Di solito sì, ma va letta insieme al margine. Un'azienda può ruotare molto il capitale vendendo a prezzi troppo bassi. Il ROI tiene conto di entrambe le cose.

Ogni quanto va calcolata?

Almeno una volta l'anno sul bilancio, meglio ogni trimestre con i dati del controllo di gestione, per accorgersi presto se magazzino e crediti crescono più delle vendite.


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