Ritorno liquido dell'attivo: come si calcola e si interpreta
Ritorno liquido dell'attivo: la formula (cash flow su totale attivo), dove prendere i numeri, un esempio e la differenza con il ROA. Cosa ti dice e come usarlo.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
Il ritorno liquido dell'attivo dice quanti euro di cassa genera l'azienda in un anno per ogni 100 euro investiti. Si calcola dividendo il flusso di cassa prodotto dalla gestione per il totale dell'attivo: se l'azienda ha 3 milioni di attivo e genera 300.000 € di cassa, il ritorno liquido è del 10%.
È il fratello del ROA, con una differenza importante: il ROA guarda l'utile, questo indice guarda i soldi. Vediamo come si calcola, dove trovi i numeri e come si legge.
Cos'è il ritorno liquido dell'attivo?
L'attivo è tutto quello in cui l'azienda ha investito: capannoni, macchinari, magazzino, crediti, liquidità. Chi ha messo quei soldi, soci o banche, vuole sapere quanto rendono.
Il modo classico di misurarlo è il ROA, il rendimento dell'attivo, che usa l'utile o il reddito operativo. Ne abbiamo parlato nell'articolo sul ROA. L'utile però contiene costi che non escono dalla cassa nell'anno, come gli ammortamenti e gli accantonamenti. Il ritorno liquido dell'attivo li rimette dentro e guarda solo il denaro che la gestione ha prodotto davvero.
Per questo è un indice che interessa molto a chi presta soldi: dice quanta cassa l'azienda è capace di generare con quello che ha, cioè con cosa pagherà le rate.
Come si calcola?
La formula è semplice:
Ritorno liquido dell'attivo = Flusso di cassa ÷ Totale attivo
Il punto delicato è quale flusso di cassa usare. Le versioni più diffuse sono due.
1. Il flusso di cassa reddituale, chiamato anche autofinanziamento o cash flow «potenziale»:
Flusso di cassa reddituale = Utile netto + Ammortamenti + Accantonamenti
Si calcola dal conto economico in pochi minuti. Gli accantonamenti comprendono il TFR maturato e non pagato, le svalutazioni dei crediti, i fondi rischi. Lo abbiamo spiegato nell'articolo sull'autofinanziamento.
2. Il flusso di cassa della gestione operativa, preso dal rendiconto finanziario. Tiene conto anche di quello che è successo a crediti, magazzino e debiti verso fornitori. È più vicino alla cassa vera.
Il rendiconto finanziario è obbligatorio nel bilancio ordinario, come prevede l'art. 2425-ter del codice civile. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata ne sono esonerate (art. 2435-bis). Per molte PMI, quindi, si parte dalla prima versione, e la seconda va costruita a parte.
Qualunque versione usi, dichiarala e tienila uguale negli anni.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda inventata che fattura 4 milioni, con un totale attivo di 3 milioni.
| Voce | Euro |
|---|---|
| Utile netto | 90.000 |
| Ammortamenti | 160.000 |
| Accantonamento TFR | 40.000 |
| Svalutazione crediti | 10.000 |
| Flusso di cassa reddituale | 300.000 |
| Totale attivo | 3.000.000 |
I calcoli:
- ritorno liquido dell'attivo = 300.000 ÷ 3.000.000 = 10%
- ROA sull'utile netto = 90.000 ÷ 3.000.000 = 3%
Letto con il ROA, l'azienda sembra rendere poco. Letto con il ritorno liquido, genera ogni anno una cassa pari a un decimo di tutto quello che ha investito. Messo in un altro modo: al ritmo attuale, servono circa 10 anni perché la gestione «ripaghi» in cassa l'intero attivo.
Ora aggiungiamo un dettaglio. Nello stesso anno i crediti verso clienti sono cresciuti di 200.000 €, perché due clienti grandi hanno allungato i pagamenti. Il flusso della gestione operativa diventa:
300.000 − 200.000 = 100.000 €
e il ritorno liquido calcolato su questo flusso scende al 3,3%. Il conto economico è uguale, la cassa è un terzo. È il motivo per cui il flusso reddituale si chiama «potenziale»: è la cassa che avresti se clienti, magazzino e fornitori restassero fermi.
Come si interpreta il risultato?
Tre letture pratiche.
- Confrontalo con il ROA. Se il ritorno liquido è molto più alto, l'azienda ha ammortamenti pesanti: buona capacità di generare cassa, ma impianti che prima o poi andranno rinnovati. Quella cassa non è tutta libera.
- Confrontalo con le rate. Moltiplica il ritorno liquido per l'attivo e confronta il risultato con le quote capitale dei finanziamenti dell'anno. Se le rate assorbono quasi tutto il flusso, l'azienda non ha margine per investire o per assorbire un imprevisto.
- Guardalo nel tempo. Un indice che scende anno dopo anno, con attivo che cresce, dice che stai investendo in cose che non producono cassa: magazzino che si gonfia, crediti che si allungano, impianti sottoutilizzati.
Non esiste un valore giusto valido per tutti. Un'azienda con molti impianti avrà un attivo grande e un indice più basso di una società di servizi. Il confronto utile è con aziende simili e con i tuoi anni precedenti.
Cosa fare lunedì mattina?
Dall'ultimo conto economico prendi utile netto, ammortamenti e accantonamenti e sommali. Dividi per il totale attivo. Poi guarda di quanto sono cresciuti crediti e magazzino rispetto all'anno prima e togli quella crescita dal flusso. Se i due numeri sono molto distanti, la tua azienda guadagna sulla carta ma i soldi restano fermi nel circolante. Per seguire la cassa vera mese per mese serve un rendiconto finanziario aggiornato.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra ritorno liquido dell'attivo e ROA?
Il ROA divide un utile per l'attivo, il ritorno liquido divide un flusso di cassa per l'attivo. Il primo misura la redditività, il secondo la capacità di generare denaro.
Quale flusso di cassa devo usare?
Il flusso reddituale è più facile da calcolare, quello della gestione operativa è più fedele alla cassa vera. Se hai il rendiconto finanziario usa il secondo, altrimenti il primo, e dichiaralo.
Un ritorno liquido alto vuol dire che l'azienda ha soldi in banca?
Non per forza. Indica la cassa generata dalla gestione, ma quella cassa può essere servita per pagare rate, investimenti o dividendi. Il saldo in banca dipende anche da come la usi.
Si può calcolare ogni mese?
Sì, se hai un conto economico mensile con ammortamenti e accantonamenti di competenza. Basta usare il flusso dei 12 mesi precedenti e l'attivo dell'ultimo mese.
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