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Rendiconto finanziario: a cosa serve e quando è obbligatorio

Rendiconto finanziario: a cosa serve, quando è obbligatorio, come si legge nelle tre aree e perché un'azienda in utile può chiudere l'anno con meno cassa.

di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca

Il rendiconto finanziario spiega perché la liquidità dell'azienda è aumentata o diminuita nell'anno, dividendo i movimenti di denaro in tre aree: attività operativa, investimenti e finanziamenti. È obbligatorio per le società che redigono il bilancio in forma ordinaria, mentre chi può usare il bilancio abbreviato e le micro-imprese ne sono esonerati.

È il documento che risponde alla domanda che ogni imprenditore si è fatto almeno una volta: «Ho chiuso l'anno in utile, ma dove sono i soldi?». Vediamo come è fatto, come si legge e perché conviene averlo anche quando la legge non lo chiede.

A cosa serve il rendiconto finanziario?

Il conto economico misura l'utile per competenza: conta le vendite quando le fai e i costi quando li sostieni, anche se i soldi non sono ancora arrivati o non sono ancora usciti. Lo stato patrimoniale fotografa la situazione a fine anno. Nessuno dei due spiega come si è mosso il conto corrente.

Il rendiconto finanziario colma questo vuoto. Parte dalla liquidità di inizio anno, mostra tutto quello che è entrato e uscito, e arriva alla liquidità di fine anno. Così vedi se l'azienda genera cassa con il suo lavoro o se la consuma, e da dove ha preso i soldi per investire.

La differenza fra utile e cassa l'abbiamo vista nella guida sul flusso di cassa. Il rendiconto finanziario è il documento ufficiale che la misura.

Quando è obbligatorio il rendiconto finanziario?

Il contenuto è fissato dall'art. 2425-ter del codice civile: per l'esercizio e per quello precedente devono risultare le disponibilità liquide all'inizio e alla fine dell'anno e i flussi dell'attività operativa, di investimento e di finanziamento, con le operazioni con i soci indicate a parte.

Sono esonerate:

  • le società che redigono il bilancio in forma abbreviata. L'art. 2435-bis del codice civile lo permette a chi, nel primo esercizio o poi per due esercizi consecutivi, non supera due di questi tre limiti: 5.500.000 € di totale attivo, 11.000.000 € di ricavi, 50 dipendenti in media.
  • le micro-imprese, cioè, secondo l'art. 2435-ter del codice civile, le società che non superano due di questi limiti: 220.000 € di totale attivo, 440.000 € di ricavi, 5 dipendenti in media.

Il modo di costruirlo è regolato dal principio contabile OIC 10, pubblicato dalla Fondazione OIC.

Tradotto per una PMI: molte aziende sotto quelle soglie non lo depositano. Ma non averlo nel bilancio depositato non vuol dire non averne bisogno.

Come è fatto il rendiconto finanziario?

Ha tre aree, e ognuna risponde a una domanda.

1. Attività operativa: il lavoro di tutti i giorni produce cassa? Comprende incassi dai clienti, pagamenti a fornitori e dipendenti, imposte. Se è negativa per più anni, l'azienda sta in piedi con i soldi di qualcun altro.

2. Attività di investimento: quanto ho speso per macchine, mezzi, immobili? Comprende acquisti e vendite di immobilizzazioni. Di solito è negativa, ed è normale: un'azienda che non investe mai invecchia.

3. Attività di finanziamento: da dove sono arrivati i soldi che mancavano, o dove sono andati quelli in più? Comprende nuovi mutui, rimborsi di rate, versamenti dei soci, dividendi pagati.

La somma delle tre aree è la variazione della liquidità nell'anno.

Metodo diretto e indiretto: che differenza c'è?

Il metodo diretto elenca gli incassi e i pagamenti veri: quanto è entrato dai clienti, quanto è uscito verso i fornitori. È intuitivo, ma richiede di ricostruire i movimenti di cassa.

Il metodo indiretto parte dall'utile e lo corregge. Aggiunge i costi che non sono usciti in cassa, come gli ammortamenti, e tiene conto di quanto i soldi sono rimasti fermi in crediti e magazzino o sono stati anticipati dai fornitori. È quello che si trova di solito nei bilanci, perché si costruisce con i dati di conto economico e stato patrimoniale.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 1,5 milioni di euro e chiude l'anno con 60.000 € di utile. Ecco il suo rendiconto finanziario con il metodo indiretto, in forma semplificata:

VoceEuro
Utile dell'esercizio60.000
+ Ammortamenti50.000
+ Accantonamento TFR al netto degli utilizzi15.000
Aumento dei crediti verso clienti−80.000
Aumento del magazzino−40.000
Aumento dei debiti verso fornitori+25.000
Flusso dell'attività operativa30.000
Acquisto di un macchinario−120.000
Flusso dell'attività di investimento−120.000
Nuovo mutuo+100.000
Rate di mutui rimborsate−45.000
Utili distribuiti ai soci−20.000
Flusso dell'attività di finanziamento+35.000
Variazione della liquidità−55.000
Liquidità a inizio anno140.000
Liquidità a fine anno85.000

L'azienda ha guadagnato 60.000 €, ma ha in banca 55.000 € meno di un anno prima. Il rendiconto dice perché:

  • dei 125.000 € prodotti dalla gestione prima del circolante, 95.000 € sono rimasti fermi fra clienti che pagano più tardi e magazzino più pieno, al netto dei fornitori.
  • il macchinario da 120.000 € è stato pagato per 100.000 € con il nuovo mutuo, ma nell'anno si sono rimborsate anche 45.000 € di rate vecchie e si sono distribuiti 20.000 € di utili.

Come si legge il rendiconto finanziario?

Tre domande bastano per orientarsi.

  1. Il flusso operativo è positivo? Qui è positivo, ma solo di 30.000 € su 60.000 € di utile. Metà dell'utile è finita nel circolante.
  2. Copre gli investimenti? Il flusso operativo meno gli investimenti è −90.000 €. L'azienda ha investito più di quanto ha prodotto, e la differenza l'hanno coperta la banca e la liquidità di inizio anno.
  3. I finanziamenti tappano un buco o finanziano una crescita? Un mutuo per un macchinario che produrrà margine è una scelta. Un fido sempre più usato per pagare i fornitori è un segnale. Per seguire nel tempo il peso del debito serve anche la posizione finanziaria netta.

In utile ma con la cassa vuota: come se ne esce?

È una situazione più comune di quanto si pensi. Simone Mazza, titolare di Benfatto SRL, impresa di pulizie, lavanderie e autolavaggi, aveva proprio questo problema: bilancio in utile, cassa vuota e una tensione finanziaria di cui non capiva la causa. Il controller Luca Andriolo racconta che Simone «voleva capire se la tensione finanziaria fosse problema temporaneo o strutturale».

Il lavoro ha toccato la divisione in business unit, il calcolo del costo orario reale, la previsione del cash flow e la rimozione dei clienti improduttivi. In 9 mesi l'EBITDA è passato da 105.823 € a 140.175 €, con un fatturato sceso per scelta, e la tensione finanziaria è stata risolta. La storia è nel caso studio di Simone.

Rendiconto finanziario e budget di cassa: che differenza c'è?

Il rendiconto finanziario guarda indietro: spiega cosa è successo alla cassa nell'anno chiuso. Il budget di cassa guarda avanti: dice quanti soldi entreranno e usciranno nei prossimi mesi. Il primo serve a capire, il secondo a decidere in tempo. Il budget di cassa lo spieghiamo nell'articolo dedicato al budget di cassa.

Cosa fare lunedì mattina?

Se il tuo bilancio contiene il rendiconto finanziario, aprilo e guarda le tre aree. Se non lo contiene, costruisci la versione semplificata dell'esempio con il bilancio degli ultimi due anni: utile, ammortamenti, variazione di crediti, magazzino e fornitori, investimenti, finanziamenti. Confronta il flusso operativo con l'utile. Se è molto più basso per due anni di fila, il problema non è quanto guadagni, ma dove si fermano i soldi.

Domande frequenti

Chi è obbligato a redigere il rendiconto finanziario?

Le società che redigono il bilancio in forma ordinaria. Chi ha i requisiti per il bilancio abbreviato e le micro-imprese sono esonerati, come prevedono gli articoli 2435-bis e 2435-ter del codice civile.

Che differenza c'è tra rendiconto finanziario e flusso di cassa?

Il flusso di cassa è la differenza fra entrate e uscite di denaro in un periodo. Il rendiconto finanziario è il documento che lo misura e lo divide fra attività operativa, investimenti e finanziamenti.

Perché si parte dall'utile nel metodo indiretto?

Perché l'utile è il dato che si ha già. Si corregge togliendo e aggiungendo le voci che non sono diventate entrate o uscite di cassa nell'anno.

Se non sono obbligato, mi serve lo stesso?

Sì, se vuoi sapere perché il conto corrente non segue l'utile. Una versione semplificata, fatta ogni anno, basta per capire dove si fermano i soldi.


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