Rettifiche di valore di attività e passività finanziarie
Rettifiche di valore: cosa c'è nella sezione D del conto economico, quando si svaluta una partecipazione o un titolo e perché il tuo utile cambia senza cassa.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
Le rettifiche di valore di attività e passività finanziarie sono la sezione D del conto economico. Registrano di quanto sono scesi o saliti, nell'anno, i valori di partecipazioni, titoli e strumenti derivati che l'azienda ha in bilancio, anche se non è stato venduto nulla.
Le svalutazioni abbassano l'utile, le rivalutazioni lo alzano. Né le une né le altre muovono un euro sul conto corrente. Vediamo cosa contengono, quando compaiono e come leggerle.
Dove si trovano le rettifiche di valore nel bilancio?
Nello schema dell'art. 2425 del codice civile la sezione D viene dopo i proventi e oneri finanziari e prima del risultato prima delle imposte. Ha due voci, ognuna divisa in quattro righe:
| Voce | Righe |
|---|---|
| 18 rivalutazioni | a) di partecipazioni, b) di immobilizzazioni finanziarie che non sono partecipazioni, c) di titoli dell'attivo circolante che non sono partecipazioni, d) di strumenti finanziari derivati |
| 19 svalutazioni | le stesse quattro righe |
In molte PMI questa sezione è vuota. Compare quando l'azienda ha quote in altre società, ha prestato soldi a società del gruppo, ha investito la liquidità in titoli o ha firmato un derivato con la banca.
Due cose che non trovi qui. La svalutazione dei crediti verso clienti sta nella voce B.10.d, tra i costi della produzione. La svalutazione di un macchinario sta nella B.10.c. La sezione D riguarda solo le attività di natura finanziaria.
Quando si svaluta una partecipazione o un titolo?
Le regole sono nell'art. 2426 del codice civile e dipendono da dove si trova l'attività.
Partecipazioni e crediti immobilizzati. Sono investimenti destinati a restare in azienda a lungo, che trovi spiegati nell'articolo sulle immobilizzazioni finanziarie. Si svalutano quando il loro valore è durevolmente inferiore a quello iscritto. Il caso tipico è una società controllata che accumula perdite senza prospettive di recupero. Una perdita di un anno, con un piano credibile di ritorno all'utile, di solito non basta.
Titoli nell'attivo circolante. Sono investimenti temporanei della liquidità. Si iscrivono al minore tra il costo e il valore di realizzo desumibile dal mercato. Se a fine anno il mercato li valuta meno di quanto li hai pagati, si svalutano.
Strumenti finanziari derivati. Si iscrivono al fair value, cioè al valore di mercato alla data del bilancio. Le variazioni passano dalla sezione D, salvo quando il derivato copre il rischio sui flussi futuri di un altro strumento, come le rate di un mutuo a tasso variabile: in quel caso vanno in una riserva del patrimonio netto. Il tema è approfondito nell'articolo sugli strumenti finanziari derivati.
E quando si rivaluta?
Una rivalutazione non serve a mettere in bilancio un guadagno sperato. Di solito è un ripristino di valore: se i motivi di una svalutazione fatta negli anni precedenti sono venuti meno, il codice civile impone di togliere la svalutazione, fino al massimo del costo originario.
Per i derivati la rivalutazione è la variazione positiva del fair value. Qui il codice mette un paletto: gli utili che nascono dalla valutazione al fair value di derivati che non servono a coprire un rischio non sono distribuibili.
Perché nel titolo ci sono anche le passività finanziarie?
Perché un derivato può avere valore negativo. Prendiamo un contratto firmato con la banca per fissare il tasso di un mutuo. Se i tassi di mercato scendono, quel contratto per l'azienda vale meno di zero e diventa una passività. La sezione D, dal 2016, raccoglie anche queste variazioni.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che produce arredi, fattura 5 milioni e anni fa ha comprato il 70% di una piccola società commerciale per 300.000 €. La controllata chiude in perdita da tre anni e il suo patrimonio netto, per la quota del 70%, vale ormai 120.000 €. Non c'è un piano realistico per tornare all'utile e l'azienda stima che la partecipazione valga quanto la sua quota di patrimonio netto.
| Voce | Euro |
|---|---|
| Utile prima delle rettifiche | 250.000 |
| Svalutazione della partecipazione (300.000 − 120.000) | − 180.000 |
| Utile prima delle imposte | 70.000 |
L'utile scende di 180.000 € e la cassa resta uguale: i 300.000 € erano usciti anni fa. La svalutazione non crea un problema nuovo, rende visibile un problema vecchio. Quei soldi investiti nella controllata non tornano indietro, e il bilancio lo dice.
Se fra due anni la controllata tornasse all'utile in modo stabile, una parte della svalutazione potrebbe essere ripresa con una rivalutazione, fino a un massimo di 300.000 € di valore complessivo. Come si iscrivono le quote in bilancio lo spieghiamo nell'articolo sulle partecipazioni societarie.
Cosa significano per l'imprenditore?
Vanno lette a parte. Le rettifiche di valore non dicono nulla su come va l'attività tipica. Nella riclassificazione gestionale si tengono sotto il risultato operativo, insieme alla gestione finanziaria.
Sono un campanello d'allarme sugli investimenti. Una svalutazione di una controllata dice che quell'investimento non rende. Prima di metterci altri soldi, magari con un finanziamento soci, conviene capire perché.
Una sezione D vuota non sempre è una buona notizia. Se una partecipata perde da anni e non c'è nessuna svalutazione, chiedi come è stato valutato quell'investimento. La nota integrativa deve motivare quando una partecipazione in una controllata o collegata è iscritta a un valore superiore alla sua quota di patrimonio netto.
Cosa fare lunedì mattina?
Apri l'ultimo bilancio e cerca la sezione D. Se è vuota e la tua azienda non ha partecipazioni, titoli o derivati, hai finito. Se invece hai quote in altre società, confronta il valore a cui sono iscritte con la quota di patrimonio netto che rappresentano oggi. Se c'è un derivato con la banca, chiedi quanto vale a fine anno e dove è registrata la sua variazione.
Domande frequenti
Le rettifiche di valore incidono sulla cassa?
No. Sono valutazioni contabili. Cambiano l'utile e il patrimonio netto, ma non muovono il conto corrente. La cassa si muove solo quando l'attività viene venduta o incassata.
La svalutazione dei crediti verso i clienti è una rettifica di valore finanziaria?
No. I crediti commerciali si svalutano nella voce B.10.d, tra i costi della produzione. La sezione D riguarda partecipazioni, crediti e titoli di natura finanziaria e derivati.
Una partecipazione che perde un anno va sempre svalutata?
No. La svalutazione delle immobilizzazioni serve quando la perdita di valore è durevole. Una perdita temporanea, con prospettive concrete di recupero, di solito non basta.
Gli utili da rivalutazione dei derivati si possono distribuire?
Quelli che derivano dalla valutazione al fair value di derivati non di copertura no: il codice civile li dichiara non distribuibili.
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