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Immobilizzazioni finanziarie: cosa sono e come leggerle

Immobilizzazioni finanziarie: cosa c'è nella voce B.III del bilancio, tra partecipazioni, crediti e titoli, e cosa deve controllare l'imprenditore di una PMI.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Le immobilizzazioni finanziarie sono i soldi che l'azienda ha investito per tenerli a lungo fuori dalla sua attività: quote di altre società, prestiti a società del gruppo o a terzi, titoli comprati per restare in portafoglio. Nel bilancio le trovi nell'attivo dello stato patrimoniale, alla voce B.III.

Sono soldi usciti dalla cassa che non lavorano nella produzione o nelle vendite. Possono essere un investimento sensato, oppure liquidità parcheggiata in un posto da cui è difficile farla tornare. Vediamo cosa c'è dentro, come si valutano e cosa guardare quando apri il tuo bilancio.

Cosa sono le immobilizzazioni finanziarie?

Lo schema dello stato patrimoniale fissato dall'art. 2424 del codice civile divide le immobilizzazioni in tre gruppi: immateriali (B.I), materiali (B.II) e finanziarie (B.III). Le finanziarie si dividono a loro volta in quattro voci:

  • partecipazioni in imprese controllate, collegate, controllanti, sottoposte al controllo delle controllanti e in altre imprese
  • crediti verso le stesse categorie di imprese e verso altri, con l'indicazione di quanto si incassa entro l'esercizio successivo
  • altri titoli, per esempio titoli di Stato o obbligazioni
  • strumenti finanziari derivati attivi, cioè contratti derivati che a fine anno hanno un valore positivo

Il criterio che decide se un investimento finanziario sta qui o nell'attivo circolante è la destinazione. Se l'azienda lo tiene per molti anni, è un'immobilizzazione. Se lo tiene per rivenderlo o come appoggio temporaneo della liquidità, va nell'attivo circolante. Lo stesso titolo di Stato può stare in un posto o nell'altro a seconda di cosa l'azienda intende farne. Per le partecipazioni c'è una regola in più: quelle pari ad almeno un quinto dei voti in un'altra società, o un decimo se è quotata, si presumono immobilizzazioni (art. 2424-bis del codice civile).

Dove si trovano nel bilancio?

Nell'attivo, subito dopo le immobilizzazioni materiali. Se la tua azienda redige il bilancio abbreviato vedrai solo il totale della voce B.III, senza dettaglio. Il dettaglio lo trovi nella nota integrativa o lo chiedi al commercialista.

Le immobilizzazioni finanziarie sono una delle tre famiglie che abbiamo descritto nella guida su immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie. Rispetto alle altre due hanno una differenza importante: non si ammortizzano. Un capannone si consuma con gli anni, una quota di società no. Il suo valore però può scendere, e allora va svalutato.

Cosa c'è dentro in una PMI?

VoceEsempio tipico
Partecipazioni in controllatela società immobiliare che possiede il capannone, una società commerciale all'estero
Partecipazioni in collegateil 30% di una società avviata con un partner
Partecipazioni in altre impresequote di consorzi, di banche cooperative, di confidi
Crediti verso controllateun finanziamento dato alla società immobiliare per pagare il mutuo
Crediti verso altridepositi cauzionali su affitti e utenze
Altri titolititoli di Stato comprati per tenerli fino alla scadenza
Derivati attiviun contratto di copertura sui tassi con valore positivo a fine anno

In molte PMI la voce è piccola: qualche deposito cauzionale e una quota di consorzio. Quando invece è grande, di solito racconta una storia di gruppo, con società collegate tra loro e soldi che girano dall'una all'altra.

Come si valutano?

Le partecipazioni si iscrivono al costo d'acquisto. Se perdono valore in modo durevole vanno svalutate (art. 2426 del codice civile, numeri 1 e 3). Per le controllate e le collegate la legge permette anche il metodo del patrimonio netto, che aggiorna ogni anno il valore della quota in base ai risultati della società partecipata.

I crediti si iscrivono al valore che si pensa di incassare davvero, e chi è tenuto ad applicarlo usa il criterio del costo ammortizzato. Le regole di dettaglio sono nei principi contabili OIC 21 per le partecipazioni, OIC 15 per i crediti, OIC 20 per i titoli di debito e OIC 32 per i derivati, pubblicati sul sito della Fondazione OIC.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 4 milioni, ha un patrimonio netto di 800.000 € e nella voce B.III ha 420.000 €:

Voce B.IIIEuro
Partecipazione al 100% nella società immobiliare250.000
Finanziamento alla stessa immobiliare150.000
Depositi cauzionali20.000
Totale420.000

L'immobiliare possiede il capannone in cui lavora l'azienda e da anni chiude in perdita perché l'affitto che incassa non copre interessi e ammortamenti. Oggi il suo patrimonio netto è di 90.000 €.

Prima domanda: la partecipazione vale ancora 250.000 €? Se la perdita è durevole, va svalutata verso i 90.000 €. Sono 160.000 € di svalutazione, che finiscono nel conto economico e abbassano il patrimonio netto dell'azienda da 800.000 a 640.000 €, senza contare l'effetto delle imposte.

Seconda domanda: i 150.000 € prestati all'immobiliare torneranno? Se l'immobiliare non genera cassa, quel credito dipende solo dalla possibilità di vendere il capannone.

Nessuno di questi numeri si vede guardando il fatturato o il margine dell'azienda. Si vede solo aprendo la voce B.III.

Perché le immobilizzazioni finanziarie interessano all'imprenditore?

Per quattro motivi pratici.

  1. Sono cassa ferma. I 420.000 € dell'esempio non producono primo margine. Se l'azienda chiede un fido per pagare i fornitori, la banca vedrà che una parte dei soldi è andata altrove.
  2. Vanno finanziate con fonti lunghe. Sono investimenti di lungo periodo e vanno coperti con patrimonio netto e debiti a lungo termine, come spieghiamo nell'articolo sul margine di struttura. Se sono state pagate con il fido di cassa, l'azienda ha un problema di equilibrio.
  3. Chi fa credito le guarda con prudenza. Partecipazioni in società in perdita e prestiti a società del gruppo sono valori che si recuperano a fatica.
  4. Nascondono impegni. Accanto alle partecipazioni ci sono spesso garanzie date a favore delle società del gruppo. Le trovi nella nota integrativa, non nello stato patrimoniale.

Cosa fare lunedì mattina?

Apri l'ultimo bilancio e cerca la voce B.III. Se contiene solo depositi cauzionali e qualche quota di consorzio, puoi passare oltre. Altrimenti chiedi al commercialista l'elenco voce per voce e fai tre controlli:

  • per ogni partecipazione, confronta il valore in bilancio con il patrimonio netto dell'ultimo bilancio della società partecipata
  • per ogni finanziamento, chiedi quando e come rientrerà
  • per ogni titolo, chiedi se lo terresti davvero fino alla scadenza o se ti servirebbe come liquidità

Poi decidi cosa tenere e cosa liberare. Una partecipazione che non rende e un prestito che non torna sono soldi che potrebbero lavorare nella tua attività.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra immobilizzazioni finanziarie e attività finanziarie del circolante?

La destinazione. Le immobilizzazioni finanziarie sono investimenti che l'azienda tiene a lungo. Le attività finanziarie del circolante sono investimenti temporanei, destinati a essere venduti o usati come liquidità.

Le immobilizzazioni finanziarie si ammortizzano?

No. Non si consumano con l'uso come un macchinario. Restano al costo, ma vanno svalutate se perdono valore in modo durevole.

I depositi cauzionali sono immobilizzazioni finanziarie?

Di solito sì, tra i crediti verso altri della voce B.III. Sono soldi versati al proprietario dell'immobile o al fornitore di utenze, che tornano alla fine del contratto.

Perché la banca guarda le partecipazioni?

Perché sono soldi che l'azienda ha messo fuori dalla sua attività. Se la società partecipata va male, il valore della quota scende e con lui il patrimonio dell'azienda che chiede il credito.


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