Posizione finanziaria netta: cos'è e come si calcola la PFN
Posizione finanziaria netta (PFN): cos'è, come si calcola dal bilancio, come la leggono le banche con il rapporto PFN/EBITDA e cosa fare se è troppo alta.
di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca
La posizione finanziaria netta, o PFN, è la differenza tra i debiti finanziari dell'azienda e la liquidità che ha in cassa e in banca. Dice in un solo numero quanto l'azienda dipende da banche e finanziatori: più è alta, più debito ha da restituire al netto dei soldi che già possiede.
Vediamo come si calcola, dove trovi i numeri nel bilancio e come la leggono le banche, con un esempio.
Cos'è la posizione finanziaria netta?
Un'azienda ha due tipi di debiti. Quelli commerciali, verso fornitori, Erario, dipendenti, che nascono dal lavoro di tutti i giorni. E quelli finanziari, verso banche e finanziatori, che nascono perché qualcuno le ha prestato dei soldi e vuole indietro capitale e interessi.
La PFN guarda solo i secondi e li confronta con la liquidità:
PFN = Debiti finanziari − Liquidità − Attività finanziarie a breve
Attenzione al segno, perché non tutti usano la stessa convenzione. In questo articolo la PFN è positiva quando i debiti finanziari superano la liquidità, che è il caso della maggior parte delle PMI. Un'azienda con più soldi in banca che debiti ha una PFN negativa e si dice «a cassa netta». Alcuni bilanci e alcune banche usano il segno opposto: prima di confrontare due numeri, controlla sempre come sono calcolati.
Come si calcola la PFN?
Nei debiti finanziari metti:
- mutui e finanziamenti bancari, sia la parte entro l'anno sia quella oltre
- fido di cassa utilizzato e anticipi su fatture
- debiti verso altri finanziatori, come società di factoring o di credito
- obbligazioni, se l'azienda le ha emesse
- il debito residuo dei leasing, che nel bilancio civilistico non compare fra i debiti: nel bilancio ordinario lo trovi nella nota integrativa, in quello abbreviato di solito no, e va preso dai contratti o chiesto al commercialista
Dai debiti togli:
- le disponibilità liquide: conti correnti attivi e cassa
- le attività finanziarie a breve facilmente vendibili, come titoli che puoi trasformare in soldi in pochi giorni
Un caso da decidere sono i finanziamenti dei soci. Se i soci non li chiederanno indietro prima che siano rimborsate le banche, molti analisti li tengono fuori. Se invece potrebbero chiederli domani, vanno dentro. Scegli e scrivi la regola, così il confronto fra un anno e l'altro regge.
Non entrano nella PFN i debiti verso fornitori, i debiti tributari e previdenziali, il TFR. Pesano sulla cassa, ma si guardano con altri indicatori.
Dove trovo i numeri nel bilancio?
Nello stato patrimoniale previsto dall'art. 2424 del codice civile:
- nel passivo, voce D: obbligazioni (D1 e D2), debiti verso soci per finanziamenti (D3), debiti verso banche (D4), debiti verso altri finanziatori (D5)
- nell'attivo, voce C.IV disponibilità liquide e voce C.III attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni
Se l'azienda deposita il bilancio in forma abbreviata, i debiti sono in un'unica riga e non vedi quanto è dovuto alle banche. In quel caso servono il bilancio di verifica o la nota integrativa. Il modo di riordinare queste voci lo spieghiamo nella guida sulla riclassificazione del bilancio.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 1,8 milioni di euro e ha questi numeri a fine anno:
| Voce | Euro |
|---|---|
| Mutuo per l'acquisto del capannone (debito residuo) | 400.000 |
| Fido di cassa utilizzato | 120.000 |
| Anticipi su fatture | 80.000 |
| Debito residuo leasing di un macchinario | 60.000 |
| Totale debiti finanziari | 660.000 |
| Liquidità sui conti correnti | 150.000 |
| PFN | 510.000 |
Da sola, la cifra dice poco. Diventa utile quando la confronti con quanto l'azienda produce e con quanto hanno messo i soci. Supponiamo un EBITDA di 180.000 € e un patrimonio netto di 600.000 €.
PFN ÷ EBITDA = 510.000 ÷ 180.000 = 2,8
PFN ÷ Patrimonio netto = 510.000 ÷ 600.000 = 0,85
Il primo rapporto si legge così: se tutto l'EBITDA andasse a ripagare i debiti finanziari, servirebbero circa 2,8 anni. È un calcolo teorico, perché dall'EBITDA vanno tolti anche imposte, investimenti e interessi, ma rende l'idea del peso del debito. Il secondo dice che per ogni euro dei soci ci sono 85 centesimi di debito finanziario netto.
Come la leggono le banche?
Il rapporto PFN/EBITDA è fra i numeri che le banche guardano per valutare se l'azienda può sostenere altro debito. Ogni banca ha le sue soglie, che dipendono anche dal settore. Un valore che cresce anno dopo anno è un segnale da non ignorare, anche se resta sotto le soglie: vuol dire che il debito cresce più in fretta della capacità di ripagarlo.
Il rapporto PFN/patrimonio netto è vicino all'indice di indebitamento, che approfondiamo nell'articolo sull'indice di indebitamento. Insieme dicono se l'azienda è finanziata più dai soci o più dalle banche.
Una PFN negativa è sempre un bene?
Avere più liquidità che debiti dà tranquillità e potere contrattuale con le banche. Ma una liquidità molto alta e ferma per anni può voler dire che l'azienda non sa dove investire, o che lascia sul conto soldi che potrebbero rendere di più altrove. Anche un debito ragionevole, usato per investimenti che rendono più di quanto costano, può far crescere l'azienda più in fretta. È il ragionamento della leva finanziaria.
Come si abbassa la PFN?
Le strade sono tre, e funzionano solo insieme a un controllo mensile della cassa:
- Più EBITDA: margini migliori e costi fissi sotto controllo producono la cassa che ripaga il debito.
- Meno capitale fermo: incassi più rapidi e meno magazzino liberano liquidità che riduce fido e anticipi.
- Investimenti pianificati: ogni nuovo acquisto finanziato va valutato prima, con quanto renderà e in quanto tempo si ripaga.
Cosa fare lunedì mattina?
Prendi l'ultimo bilancio e il saldo dei conti di oggi. Somma mutui, fido utilizzato, anticipi e leasing, togli la liquidità. Dividi per l'EBITDA dell'ultimo anno. Rifai lo stesso conto sull'anno prima: se il rapporto sale, capisci prima tu cosa sta succedendo, prima che lo chieda la banca.
Domande frequenti
La PFN deve essere positiva o negativa?
Dipende dalla convenzione. Con quella usata qui, positiva significa che i debiti finanziari superano la liquidità, negativa che l'azienda ha più liquidità che debiti.
I debiti verso fornitori entrano nella PFN?
No. Sono debiti commerciali. Si guardano con i giorni di pagamento e con il capitale circolante.
Il leasing entra nella PFN?
Nel bilancio civilistico delle PMI il leasing non compare fra i debiti, ma il debito residuo c'è e va pagato. Per questo nell'analisi conviene aggiungerlo.
Ogni quanto si calcola la PFN?
Almeno ogni trimestre. Con il saldo dei conti e l'estratto dei finanziamenti puoi aggiornarla anche ogni mese.
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