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IFRS: i principi contabili internazionali e la tua PMI

IFRS: cosa sono i principi contabili internazionali, chi li deve applicare in Italia, le differenze con gli OIC e quando riguardano anche una PMI. Con esempio.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Gli IFRS sono i principi contabili internazionali scritti dallo IASB e adottati dall'Unione europea. In Italia sono obbligatori per le società quotate, le banche, gli intermediari finanziari vigilati e le assicurazioni. Una PMI di solito continua a usare i principi nazionali OIC, ma può incontrare gli IFRS quando entra in un gruppo, cerca investitori o vende l'azienda.

Vediamo cosa sono, chi li applica, dove differiscono dai principi italiani e perché lo stesso bilancio può mostrare un EBITDA diverso a seconda delle regole.

Cosa sono gli IFRS e gli IAS?

Sono due sigle della stessa famiglia. Gli IAS (International Accounting Standards) sono i principi più vecchi, scritti fino all'inizio degli anni 2000. Gli IFRS (International Financial Reporting Standards) sono quelli emessi dopo dallo IASB, l'organismo internazionale che oggi li scrive. Molti IAS sono ancora in vigore, per questo si parla spesso di «IAS/IFRS».

Hanno un obiettivo diverso da quello del codice civile italiano. Sono pensati soprattutto per gli investitori: devono far capire quanto vale l'azienda e quanti flussi di cassa può generare. Per questo usano di più le valutazioni a valori correnti e meno il costo storico.

Nell'Unione europea un principio IFRS vale solo dopo che la Commissione lo ha adottato con un regolamento. Per questo nei bilanci si legge «IFRS adottati dall'Unione europea».

Chi deve applicare gli IFRS in Italia?

Lo stabilisce il decreto legislativo 38 del 2005. In sintesi:

  • sono obbligati le società con titoli quotati, le banche, gli intermediari finanziari vigilati e, con regole specifiche, le imprese di assicurazione
  • possono sceglierli le altre società di capitali, tranne quelle che hanno i requisiti per redigere il bilancio in forma abbreviata
  • tutte le altre usano il codice civile e i principi contabili OIC

Quindi una PMI che resta sotto i limiti del bilancio abbreviato non può scegliere gli IFRS per il suo bilancio d'esercizio. Una PMI più grande può, ma la scelta comporta costi, consulenze e un cambio di abitudini che di rado si giustificano.

Quali sono le differenze principali tra IFRS e OIC?

Le differenze sono molte, ma quelle che spostano i numeri di una PMI sono poche.

TemaPrincipi OICPrincipi IFRS
AvviamentoSi ammortizza lungo la vita utile (al massimo 10 anni se non è stimabile)Non si ammortizza, si verifica ogni anno con un test di perdita di valore
Leasing e affitti lunghiNel bilancio d'esercizio i canoni vanno tra i costi, con informazioni in nota integrativaQuasi tutti i leasing e gli affitti lunghi diventano un'attività (diritto d'uso) e un debito
Schemi di bilancioFissi, stabiliti dal codice civilePiù liberi, con contenuti minimi
Valori correntiUso limitato, per esempio per i derivatiUso più ampio, per esempio per gli immobili da investimento se l'azienda lo sceglie
Costi di avvioAlcuni si possono capitalizzareDi regola vanno tra i costi dell'anno

Sull'avviamento trovi tutti i dettagli nell'articolo dedicato all'avviamento. Sui ricavi, invece, le distanze si sono ridotte: il nuovo OIC 34 ha preso molte idee dal principio internazionale IFRS 15.

Un esempio con i numeri: lo stesso affitto, due EBITDA

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 5 milioni di euro e paga 120.000 € l'anno di affitto per un capannone, con un contratto di 6 anni. Con i principi OIC l'affitto è un costo operativo. Con l'IFRS 16 il contratto diventa un diritto d'uso nell'attivo e un debito nel passivo. Al posto del canone, nel conto economico compaiono l'ammortamento del diritto d'uso e gli interessi sul debito.

Il debito si calcola attualizzando i canoni futuri. Con un tasso del 5%:

Debito per leasing = 120.000 x 5,0757 = circa 609.000 €

dove 5,0757 è il valore attuale di 1 euro pagato ogni anno per 6 anni al 5%.

Con OICCon IFRS 16
EBITDA400.000 €520.000 €
Debiti finanziari netti1.200.000 €circa 1.809.000 €
Debiti finanziari netti su EBITDA3,0circa 3,5

L'azienda è identica, paga lo stesso affitto, incassa gli stessi soldi. Ma con gli IFRS l'EBITDA sale di 120.000 € e i debiti di 609.000 €. Chi confronta due aziende senza sapere quali principi usano rischia di trarre conclusioni sbagliate. Ed è per questo che le banche, gli investitori e chi compra aziende chiedono sempre con quali regole è fatto il bilancio.

Esiste un IFRS per le piccole e medie imprese?

Lo IASB ha scritto una versione semplificata, chiamata «IFRS for SMEs». Però l'Unione europea non l'ha adottata, quindi in Italia non si può usare per il bilancio d'esercizio. Per le PMI italiane il riferimento resta l'OIC.

Quando gli IFRS riguardano anche una PMI?

In tre situazioni frequenti.

  1. Quando entri in un gruppo che usa gli IFRS. Se la tua azienda viene comprata da una società quotata o da un gruppo estero, il tuo bilancio resta OIC, ma ogni anno dovrai preparare un pacchetto di dati secondo gli IFRS per la capogruppo.
  2. Quando cerchi investitori o vendi l'azienda. Un fondo o un acquirente internazionale rifà i tuoi numeri con le sue regole. Affitti, avviamento e leasing sono le prime voci che cambiano.
  3. Quando ti confronti con aziende quotate. Se prendi come metro i margini di un concorrente quotato, ricordati che il suo EBITDA è calcolato con regole diverse dalle tue.

Per orientarti tra i vari bilanci che può avere un'azienda, civilistico, fiscale, consolidato, gestionale, c'è l'articolo sui tipi di bilancio.

Cosa fare lunedì mattina?

Nulla di drastico. Se non sei in nessuna delle tre situazioni, gli IFRS non ti riguardano. Ma se stai parlando con un investitore, un gruppo o un possibile acquirente, chiedi da subito con quali principi rifaranno i tuoi numeri. Poi prepara, con il commercialista, una tabella che mostri come cambiano EBITDA, debiti e patrimonio netto: affitti e leasing sono il primo punto da guardare.

Domande frequenti

Una PMI può scegliere di usare gli IFRS?

Solo se non ha i requisiti per redigere il bilancio in forma abbreviata. Le società che possono farlo restano ai principi OIC.

Che differenza c'è tra IAS e IFRS?

Nessuna nella sostanza: gli IAS sono i principi più vecchi, gli IFRS quelli emessi dopo. Insieme formano i principi contabili internazionali.

Con gli IFRS l'utile è più alto?

Dipende dalle voci. Per esempio l'avviamento non ammortizzato alza l'utile, ma un test di perdita di valore negativo può abbassarlo di colpo. Non c'è una regola fissa.

La banca vuole il bilancio in IFRS?

No, per una PMI la banca lavora sul bilancio civilistico OIC. Ma sa che i numeri sono calcolati con regole diverse da quelle delle società quotate.


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