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Oneri finanziari su valore della produzione: come leggerli

Oneri finanziari su valore della produzione: cosa misura l'indice, dove trovi i numeri nel bilancio, un esempio con i calcoli e cosa fare se è troppo alto.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Il rapporto tra oneri finanziari e valore della produzione dice quanti euro vanno a banche e finanziatori ogni 100 euro che l'azienda produce. Si calcola dividendo gli interessi e gli altri oneri finanziari per il valore della produzione, e più è alto, più il debito pesa sul lavoro di tutto l'anno.

È un indice che il bilancio ti dà quasi già fatto. Vediamo dove trovare i due numeri, come leggerlo con un esempio e quando diventa un segnale da non ignorare.

Come si calcola l'indice oneri finanziari su valore della produzione?

La formula:

Oneri finanziari su valore della produzione = Oneri finanziari ÷ Valore della produzione × 100

Tutti e due i numeri stanno nel conto economico, secondo lo schema dell'art. 2425 del codice civile:

  • gli oneri finanziari sono la voce C.17, «interessi e altri oneri finanziari»: interessi su mutui, finanziamenti, fidi e anticipi fatture, più gli altri costi legati al debito
  • il valore della produzione è il totale della voce A: ricavi delle vendite, variazione delle rimanenze di prodotti e dei lavori in corso, incrementi di immobilizzazioni per lavori interni, altri ricavi

Il valore della produzione è un po' più ampio del fatturato. In un'azienda che lavora su commessa o tiene molto magazzino di prodotti finiti, la differenza può essere grande. Cosa c'è dentro lo spieghiamo nella voce sul valore della produzione. Alcuni analisti usano direttamente i ricavi delle vendite: va bene, purché tu usi sempre lo stesso denominatore.

Cosa misura questo indice?

Misura quanto del lavoro dell'anno se ne va per pagare il costo del debito. Non dice quanto debito hai, dice quanto ti costa rispetto a quanto produci.

Due aziende con lo stesso debito possono avere indici molto diversi. Una produce 10 milioni e l'altra 2: per la prima gli interessi sono un costo tra tanti, per la seconda un peso. E due aziende con lo stesso indice possono stare in modo molto diverso, a seconda di quanto margine resta dopo i costi operativi. Per questo l'indice si legge sempre accanto all'EBITDA.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che produce macchine per l'imballaggio.

VoceEuro
Valore della produzione5.000.000
EBITDA400.000 (8%)
Debiti verso banche3.000.000
Oneri finanziari (tasso medio 5%)150.000

Il calcolo:

Oneri finanziari su valore della produzione = 150.000 ÷ 5.000.000 × 100 = 3%

Sembra poco: 3 euro ogni 100. Ma guardiamolo dal lato del margine. Su 100 euro prodotti, l'azienda ne tiene 8 di EBITDA. Di questi 8, 3 vanno alla banca. Oltre un terzo del margine operativo se ne va in interessi, prima ancora di ammortamenti e imposte. Lo stesso ragionamento, fatto direttamente sul margine, è quello degli oneri finanziari su MOL.

Cosa succede se i tassi salgono?

Qui l'indice diventa utile per decidere. Prendiamo la stessa azienda e immaginiamo che il tasso medio passi dal 5% al 7%, a parità di debito e di produzione.

Tasso 5%Tasso 7%
Oneri finanziari150.000210.000
Oneri finanziari su valore della produzione3,0%4,2%
Quota dell'EBITDA che va alla banca37,5%52,5%

Con un tasso più alto, più di metà del margine operativo va in interessi. L'azienda non ha cambiato nulla nel suo lavoro, ma il suo risultato è peggiorato di 60.000 €. Se nello stesso anno il margine cala per altri motivi, gli interessi possono mangiarsi tutto.

Per questo l'indice va calcolato anche in previsione: cosa succede se i tassi salgono di due punti? Il debito è a tasso fisso o variabile? Quanto scade nei prossimi dodici mesi?

Quando l'indice è troppo alto?

Non c'è una soglia valida per tutti. Un'azienda con margini alti regge un indice più alto di una che lavora con margini sottili. Le domande utili sono queste:

  • Quanta parte dell'EBITDA si mangiano gli oneri? Se è più di metà, il margine di sicurezza è stretto.
  • L'indice cresce negli anni? Se sale mentre il valore della produzione resta fermo, il debito sta crescendo o sta costando di più.
  • Da dove vengono gli oneri? Un mutuo per un impianto che produce reddito è diverso da interessi su scoperti di conto che si ripetono ogni mese.

Il quadro completo, con gli altri indici che guardano il peso del debito, è nella voce sulla sostenibilità degli oneri finanziari.

Come si abbassa?

Le leve sono tre.

  1. Ridurre il debito che non produce reddito. Spesso il debito a breve nasce da clienti che pagano tardi e da magazzino fermo. Accorciare gli incassi riduce il bisogno di fido e quindi gli interessi.
  2. Rinegoziare il costo. Con numeri chiari si discute meglio con la banca: tassi, garanzie, durata.
  3. Aumentare il margine. A parità di debito, più valore prodotto e più margine fanno scendere il peso degli oneri.

La terza leva è quella che dipende di più da te e che di solito rende di più nel tempo.

Cosa fare lunedì mattina?

Apri l'ultimo bilancio e cerca due righe: la voce C.17 e il totale della voce A. Fai il rapporto. Poi dividi gli oneri finanziari per l'EBITDA: è la quota del tuo margine che va alla banca. Infine rifai il conto con un tasso più alto di due punti. Se il risultato ti preoccupa, è il momento di ragionare sulla struttura del debito, non quando arriva la prossima rata.

Domande frequenti

Dove trovo gli oneri finanziari nel bilancio?

Nel conto economico, alla voce C.17 «interessi e altri oneri finanziari». Comprende gli interessi su finanziamenti, mutui e affidamenti e gli altri costi legati al debito.

Che differenza c'è tra valore della produzione e fatturato?

Il valore della produzione comprende i ricavi delle vendite, ma anche la variazione del magazzino di prodotti, i lavori in corso, i lavori fatti per sé stessi e gli altri ricavi. Il fatturato è solo la parte venduta e fatturata.

Meglio usare il valore della produzione o i ricavi delle vendite?

Il valore della produzione è più completo per aziende che producono o lavorano su commessa. Per un'azienda commerciale i due numeri sono quasi uguali. L'importante è usare sempre lo stesso negli anni.

L'indice basso vuol dire che l'azienda ha pochi debiti?

Non necessariamente. Può avere molti debiti a tassi bassi, o debiti verso fornitori che non generano interessi. Per capire quanto debito c'è servono gli indici dello stato patrimoniale.


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