Sostenibilità degli oneri finanziari: l'indice di allerta
Indice di sostenibilità degli oneri finanziari: come si calcola, da dove nasce, cosa dice oggi il Codice della crisi e perché va letto insieme al MOL.
di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca
L'indice di sostenibilità degli oneri finanziari misura quanta parte del fatturato se ne va in interessi. Si calcola dividendo gli oneri finanziari per i ricavi: se l'azienda fattura 2 milioni e paga 40.000 € di interessi, l'indice è al 2%.
È nato come uno degli indici di allerta del Codice della crisi d'impresa, e anche se le regole sono cambiate resta un modo rapido per capire se il debito pesa troppo sull'azienda. Vediamo come si calcola, da dove viene, cosa dice oggi la legge e perché da solo non basta.
Come si calcola l'indice di sostenibilità degli oneri finanziari?
La formula è semplice:
Sostenibilità oneri finanziari = Oneri finanziari ÷ Ricavi × 100
I due dati sono nel conto economico previsto dall'art. 2425 del codice civile:
- gli oneri finanziari sono la voce C.17, «interessi e altri oneri finanziari»: interessi su mutui, fidi, anticipi fatture e altri finanziamenti.
- i ricavi sono di solito la voce A.1, «ricavi delle vendite e delle prestazioni».
Più l'indice è basso, più l'azienda è leggera. Più sale, più ogni euro venduto lavora per la banca prima che per l'azienda.
Da dove nasce come indice di allerta?
Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (decreto legislativo 14 del 2019) aveva affidato al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti il compito di elaborare indici per far emergere in anticipo i segnali di crisi. Nel 2019 il Consiglio ha proposto un sistema in più passaggi: prima il patrimonio netto, poi il DSCR, cioè la capacità dei flussi di cassa futuri di pagare i debiti in scadenza, e in mancanza di questo cinque indici con soglie diverse per settore. Uno dei cinque era proprio la sostenibilità degli oneri finanziari, accanto all'adeguatezza patrimoniale, al ritorno liquido dell'attivo, alla liquidità e al peso dei debiti verso fisco ed enti previdenziali.
Per capire il contesto generale c'è l'articolo sul codice della crisi d'impresa.
Cosa dice oggi il Codice della crisi?
Con le modifiche entrate in vigore nel 2022, il sistema degli indici di allerta come meccanismo automatico è stato superato. Oggi l'art. 3 del Codice della crisi chiede all'imprenditore che opera in forma societaria di avere assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati, capaci di:
- rilevare squilibri patrimoniali o economico-finanziari
- verificare se i debiti sono sostenibili e se l'azienda può continuare a operare almeno nei dodici mesi successivi
Lo stesso articolo elenca alcuni segnali concreti, tra cui debiti verso i dipendenti scaduti da almeno 30 giorni per oltre metà delle retribuzioni mensili, debiti verso fornitori scaduti da almeno 90 giorni superiori a quelli non scaduti, ed esposizioni verso le banche scadute o sconfinate da più di 60 giorni, se pari ad almeno il 5% del totale.
Quindi l'indice non fa più scattare nulla da solo. Ma serve proprio a quello che la legge chiede: accorgersi in tempo che il debito sta diventando troppo pesante. Cosa significano in pratica gli assetti adeguati per una PMI lo spieghiamo nell'articolo sugli adeguati assetti organizzativi.
Un esempio con i numeri
Prendiamo due aziende di esempio che fatturano entrambe 2,5 milioni di euro e pagano entrambe 45.000 € di interessi.
| Azienda A | Azienda B | |
|---|---|---|
| Ricavi | 2.500.000 € | 2.500.000 € |
| Oneri finanziari | 45.000 € | 45.000 € |
| Sostenibilità oneri finanziari | 1,8% | 1,8% |
| MOL | 250.000 € (10%) | 75.000 € (3%) |
| Interessi su MOL | 18% | 60% |
Per l'indice di allerta le due aziende sono identiche. Nella realtà non lo sono affatto. L'azienda A spende in interessi meno di un quinto del suo margine e le resta spazio per rate, imposte e investimenti. L'azienda B ne spende più della metà: basta un calo delle vendite o un aumento dei tassi per non riuscire più a pagare le rate.
Ecco il limite dell'indice. Mette gli interessi a confronto con il fatturato, che non è quello con cui si pagano. Gli interessi si pagano con il margine. Per questo va sempre affiancato alla copertura degli oneri finanziari, cioè a quante volte il MOL paga gli interessi.
Come si tiene sotto controllo?
Tre abitudini bastano.
- Calcolarlo ogni trimestre, non solo a bilancio. Un fido usato di più per tre mesi si vede subito negli interessi.
- Leggerlo nel tempo. Il valore di un anno dice poco. Se sale per due o tre anni di fila mentre il fatturato è fermo, il debito sta crescendo più dell'azienda.
- Guardare cosa c'è dietro. Interessi alti possono venire da troppo debito, da tassi cari o da un uso continuo di anticipi fatture perché i clienti pagano tardi. Le soluzioni sono diverse.
Un'azienda con margini alti e numeri ordinati negozia condizioni migliori. Gianni Casamichele, titolare di INCASMED Srl, dispositivi medicali, in 18 mesi ha portato l'EBITDA da 326.282 € (14,17%) a 673.021 € (23,98%). Tra le prospettive racconta: «Ho messo in competizione le mie banche. Hanno fatto a gara con un'azienda così solida a offrirmi il finanziamento». La storia è nel caso studio di Gianni.
Cosa fare lunedì mattina?
Prendi gli ultimi tre bilanci e calcola per ognuno oneri finanziari su ricavi e oneri finanziari su MOL. Se il primo sale, chiediti se il debito sta finanziando crescita o sta coprendo buchi. Se il secondo supera un terzo del MOL, prima di chiedere nuovo credito conviene lavorare sul margine.
Domande frequenti
L'indice di sostenibilità degli oneri finanziari è ancora obbligatorio?
No. Dopo le modifiche del 2022 il Codice della crisi non usa più gli indici come meccanismo di allerta automatico. Chiede però assetti adeguati a rilevare gli squilibri, e questo indice resta uno strumento utile per farlo.
Quali soglie usava il sistema di allerta?
Le soglie del 2019 erano diverse per ogni settore, perché un'azienda con molti impianti ha strutturalmente più debito di una società di servizi. Se vuoi un riferimento, chiedi al tuo commercialista la tabella del tuo settore.
Gli interessi del leasing entrano nel calcolo?
Nel bilancio delle PMI il canone di leasing sta tra i costi per godimento di beni di terzi, interessi compresi. L'indice quindi li esclude, e per un'azienda che usa molto il leasing risulta più basso della realtà.
Che differenza c'è con la copertura degli oneri finanziari?
Questo indice confronta gli interessi con il fatturato. La copertura li confronta con il MOL, che è la fonte con cui si pagano davvero. Vanno letti insieme.
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