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Margine di struttura: i tuoi investimenti sono coperti bene?

Margine di struttura primario e secondario: cosa misura, come si calcola dallo stato patrimoniale, un esempio con i numeri e cosa fare se è negativo.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Il margine di struttura dice se gli investimenti a lungo termine dell'azienda (macchinari, immobili, partecipazioni) sono pagati con soldi che restano in azienda a lungo. Il margine primario confronta le immobilizzazioni con il patrimonio netto, quello secondario aggiunge i debiti a medio e lungo termine.

Se è negativo, una parte degli investimenti è finanziata con debiti a breve, come il fido. È una situazione comune nelle PMI, e anche una delle prime cose che la banca nota. Vediamo come si calcola, come si legge e cosa fare se il tuo è negativo.

Cos'è il margine di struttura?

È un indicatore dello stato patrimoniale che mette a confronto due cose con la stessa durata. Da una parte gli impieghi che restano in azienda per anni, le immobilizzazioni. Dall'altra le fonti che restano in azienda per anni, cioè i soldi dei soci e i debiti che si rimborsano oltre i dodici mesi.

La regola di buon senso dietro è semplice: un capannone che userai per vent'anni non si paga con un fido che la banca può chiederti indietro domani. Ne abbiamo parlato più in generale nell'articolo sulla copertura finanziaria delle immobilizzazioni.

Come si calcola il margine di struttura?

Ci sono due versioni.

Margine di struttura primario = Patrimonio netto − Immobilizzazioni

Margine di struttura secondario = (Patrimonio netto + Passività consolidate) − Immobilizzazioni

Le passività consolidate sono i debiti che scadono oltre dodici mesi: la parte dei mutui da pagare dopo il prossimo anno, il TFR, i fondi per rischi e oneri, eventuali finanziamenti dei soci senza scadenza vicina.

Esistono anche le versioni in rapporto, dette quozienti:

Quoziente primario di struttura = Patrimonio netto ÷ Immobilizzazioni

Quoziente secondario di struttura = (Patrimonio netto + Passività consolidate) ÷ Immobilizzazioni

Il margine dice quanti euro mancano o avanzano, il quoziente dice in che proporzione. Un quoziente secondario sopra 1 corrisponde a un margine secondario positivo.

Dove trovo i dati nel bilancio?

Nello stato patrimoniale, che l'art. 2424 del codice civile divide in lettere.

  • Immobilizzazioni: voce B dell'attivo, divisa in immateriali (B.I), materiali (B.II) e finanziarie (B.III). Si prendono al netto dei fondi di ammortamento.
  • Patrimonio netto: voce A del passivo, con capitale, riserve e utile dell'esercizio.
  • Passività consolidate: fondi per rischi e oneri (B), TFR (C) e, dentro i debiti (D), gli importi «esigibili oltre l'esercizio successivo», che il bilancio deve indicare separatamente per ogni voce.

Nel bilancio in forma abbreviata i debiti sono raggruppati in una riga sola, ma la parte esigibile oltre l'esercizio successivo resta indicata a parte. Se non la trovi, chiedila al tuo commercialista. Una guida a come è costruito lo stato patrimoniale è nell'articolo sullo stato patrimoniale.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda metalmeccanica di esempio che fattura 2 milioni di euro.

VoceEuro
Immobilizzazioni nette900.000
Patrimonio netto500.000
Mutui oltre 12 mesi300.000
TFR80.000
Passività consolidate totali380.000

I calcoli:

Margine primario = 500.000 − 900.000 = −400.000 €

Margine secondario = (500.000 + 380.000) − 900.000 = −20.000 €

Il primario negativo dice che i soci hanno finanziato poco più della metà degli investimenti. Non è un dramma, quasi tutte le aziende con macchinari usano anche il debito. Il secondario negativo invece dice che 20.000 € di investimenti stanno in piedi grazie a debiti a breve: fido, anticipi, fornitori pagati in ritardo.

Il problema non sono i 20.000 € in sé. È la direzione. Se il prossimo anno l'azienda compra un macchinario da 250.000 € pagandolo con il fido, il margine secondario scende a −270.000 € e la tesoreria si stringe: ogni mese dovrà trovare cassa a breve per qualcosa che rende in dieci anni.

Come si legge il margine di struttura secondario?

C'è un legame che aiuta. Per come è costruito lo stato patrimoniale, il margine di struttura secondario è uguale alla differenza tra attivo corrente e passivo corrente, cioè al capitale circolante netto finanziario. Sono due modi di guardare la stessa cosa: dall'alto, se gli investimenti sono coperti, e dal basso, se le attività a breve bastano a pagare i debiti a breve. Lo spieghiamo nell'articolo sul capitale circolante netto.

Una lettura pratica:

  • secondario positivo: gli investimenti sono coperti da fonti stabili e avanza qualcosa per il magazzino e i crediti.
  • secondario vicino a zero: struttura in equilibrio precario, ogni nuovo investimento va finanziato con attenzione.
  • secondario negativo: una parte degli investimenti è pagata con debito a breve. Va corretto prima del prossimo acquisto.

Come si migliora il margine di struttura?

  • Finanziare gli investimenti a lungo con debiti a lungo. Un mutuo o un leasing con durata simile alla vita del bene, invece del fido.
  • Consolidare il debito a breve. Trasformare parte del fido usato stabilmente in un finanziamento a medio termine.
  • Rafforzare il patrimonio netto. Lasciare in azienda una parte degli utili invece di distribuirli, o versare capitale.
  • Vendere ciò che non serve. Macchinari fermi o immobili non usati pesano sulle immobilizzazioni senza produrre margine.

Avere numeri leggibili aiuta anche in banca. Ivano Zordan, titolare di Zordan Logistica Srl, lo racconta così: «Con la riclassificazione, solamente con la riclassificazione del bilancio, il rapporto con le banche è subito cambiato». In 8 mesi l'EBITDA dell'azienda è passato da 310.391 € a 575.926 €. La storia è nel caso studio di Ivano.

Domande frequenti

Un margine di struttura primario negativo è grave?

Non necessariamente. Molte PMI con impianti e macchinari lo hanno negativo e usano debiti a lungo termine in modo corretto. Il campanello d'allarme è il secondario negativo.

Che differenza c'è tra margine e quoziente di struttura?

Il margine è una differenza in euro, il quoziente è un rapporto. Il quoziente permette di confrontare aziende di dimensioni diverse o lo stesso anno con anni lontani.

Il leasing entra nel calcolo?

Nel bilancio delle PMI il bene in leasing non compare tra le immobilizzazioni e il debito non compare tra le passività. Per un quadro realistico conviene aggiungere entrambi in una riclassificazione gestionale.

Ogni quanto va controllato?

Almeno a ogni bilancio, e sempre prima di un investimento importante, per decidere come finanziarlo.


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