Copertura finanziaria delle immobilizzazioni: il calcolo
Copertura delle immobilizzazioni: margine e quoziente di struttura primario e secondario, dove trovi i numeri nel bilancio e come si legge il risultato.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
La copertura finanziaria delle immobilizzazioni dice se macchinari, immobili e altri beni che l'azienda usa per anni sono pagati con fonti altrettanto lunghe: il patrimonio dei soci e i debiti a medio-lungo termine. Si misura con il margine di struttura e con il quoziente di copertura, nelle versioni primaria e secondaria.
Vediamo le formule, dove trovi i numeri nel bilancio, come si legge il risultato e cosa fare quando la copertura non c'è.
Perché le immobilizzazioni vanno coperte con fonti a lungo termine?
Un macchinario da 300.000 € si ripaga in molti anni, con il margine che ti aiuta a produrre. Se lo paghi con il fido di cassa, che la banca può ridurre o revocare, hai un bene che rende in dieci anni finanziato con soldi che potresti dover restituire domani.
La regola di fondo dell'equilibrio finanziario è semplice: gli impieghi a lungo termine si finanziano con fonti a lungo termine, quelli a breve con fonti a breve. Quando la regola salta, l'azienda può guadagnare e trovarsi comunque senza cassa, perché i debiti scadono prima che gli investimenti abbiano reso.
Quali sono le formule?
Ci sono due livelli, primario e secondario. Per ognuno c'è una differenza in euro, il margine, e un rapporto, il quoziente.
Margine di struttura primario = Patrimonio netto − Immobilizzazioni
Quoziente di copertura primario = Patrimonio netto ÷ Immobilizzazioni
Margine di struttura secondario = (Patrimonio netto + Passività consolidate) − Immobilizzazioni
Quoziente di copertura secondario = (Patrimonio netto + Passività consolidate) ÷ Immobilizzazioni
Il primario dice quanta parte delle immobilizzazioni è pagata con i soldi dei soci. Il secondario aggiunge i debiti che non scadono entro l'anno e dice se le fonti a lungo termine, tutte insieme, bastano a coprire gli investimenti.
Il margine di struttura secondario coincide con il capitale circolante netto, guardato dall'altro lato dello stato patrimoniale, se lo stato patrimoniale è riclassificato secondo le scadenze. Se uno è positivo, lo è anche l'altro.
Dove trovo i numeri nel bilancio?
Tutto sta nello stato patrimoniale, il cui schema è fissato dall'art. 2424 del codice civile. Come è fatto lo spieghiamo nell'articolo sullo stato patrimoniale.
- Immobilizzazioni: voce B dell'attivo. Comprende le immateriali (B.I), come software e marchi, le materiali (B.II), come terreni, fabbricati, impianti e macchinari, e le finanziarie (B.III), come partecipazioni e crediti a lungo termine. Si prende il valore netto, cioè al netto dei fondi di ammortamento.
- Patrimonio netto: voce A del passivo.
- Passività consolidate: i fondi per rischi e oneri (voce B del passivo), il TFR (voce C) e la parte dei debiti (voce D) esigibile oltre l'esercizio successivo. Il bilancio indica separatamente, per ogni voce dei debiti, gli importi che scadono oltre i dodici mesi.
Come si legge il risultato?
Per il quoziente secondario la lettura è chiara:
- sopra 1: le fonti a lungo termine coprono tutte le immobilizzazioni e avanzano. L'avanzo finanzia anche una parte di magazzino e crediti. È la situazione di equilibrio.
- uguale a 1: copertura esatta, senza margine.
- sotto 1: una parte delle immobilizzazioni è finanziata con debiti a breve. È un segnale di tensione da capire subito.
Per il quoziente primario un valore sotto 1 è normale in molte PMI, soprattutto in settori con impianti costosi. Vuol dire solo che una parte degli investimenti è finanziata con debito a lungo termine. Più è alto, meno l'azienda dipende dalla banca. Lo stesso concetto, visto sull'intero bilancio, è l'indice di autonomia finanziaria.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che produce componenti in plastica. Il suo stato patrimoniale riassunto dice:
| Voce | Euro |
|---|---|
| Immobilizzazioni nette | 1.200.000 |
| Patrimonio netto | 500.000 |
| Mutuo, quota oltre i 12 mesi | 450.000 |
| TFR | 150.000 |
| Passività consolidate | 600.000 |
I calcoli:
- margine primario: 500.000 − 1.200.000 = −700.000 €
- quoziente primario: 500.000 ÷ 1.200.000 = 0,42
- margine secondario: (500.000 + 600.000) − 1.200.000 = −100.000 €
- quoziente secondario: 1.100.000 ÷ 1.200.000 = 0,92
Il quoziente primario dice che i soci coprono il 42% degli investimenti, il resto viene dal debito. Il dato che preoccupa è il secondario: 100.000 € di impianti sono pagati con il fido o con i fornitori. Se la banca riduce il fido, quei soldi vanno trovati in fretta.
La soluzione tipica è consolidare: trasformare una parte del debito a breve in un finanziamento a medio termine. Se l'azienda converte 150.000 € di fido in un finanziamento a cinque anni, la parte che scade oltre i 12 mesi, circa 120.000 €, va tra le passività consolidate, che salgono a circa 720.000 €. Il quoziente secondario diventa 1.220.000 ÷ 1.200.000 = 1,02. Il debito totale non cambia, ma ora le scadenze sono allineate agli investimenti.
Cosa cambia quando un investimento è pianificato? Il caso di Andrea
Andrea Strollo guida con la sorella Eleonora Protezione Ferro Srls, zincatura a caldo e verniciatura dei metalli. Nel percorso di controllo di gestione ha costruito un piano industriale quinquennale, il business plan 2025-2029, per ottenere finanziamenti bancari. Il suo racconto: «In banca hanno detto: Non ho mai visto un lavoro così dettagliato».
Il piano industriale è stato approvato e il finanziamento ottenuto. In programma ci sono nuovi impianti, già in avvio, e una nuova struttura più grande. Nei 12 mesi del percorso, intanto, l'EBITDA è passato da 31.000 € a 75.500 €. I dettagli sono nel caso studio di Andrea.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra margine di struttura e quoziente di copertura?
Misurano la stessa cosa. Il margine è una differenza in euro, il quoziente è un rapporto. Il margine dice quanto manca o avanza, il quoziente permette di confrontare aziende di dimensioni diverse.
Il leasing entra nel calcolo?
Nel bilancio civilistico delle PMI i beni in leasing non stanno fra le immobilizzazioni e il debito non sta fra i debiti finanziari. Per un'analisi più fedele si possono aggiungere entrambi, così la struttura dell'azienda si vede per intero.
Un quoziente secondario sotto 1 vuol dire che l'azienda è in crisi?
Non da solo. Vuol dire che la struttura delle scadenze è squilibrata e che l'azienda dipende dal rinnovo dei debiti a breve. Va letto con la cassa, i margini e i rapporti con le banche.
Prima di un investimento cosa conviene controllare?
Come cambiano i quozienti dopo l'investimento e con quale finanziamento. Se il nuovo impianto è pagato con il fido, il secondario scende. Con un finanziamento a medio termine di durata simile alla vita del bene, resta in equilibrio.
Nel webinar gratuito Mirco Gasparotto e Alessandro Palumbo mostrano come leggere lo stato patrimoniale dal punto di vista dell'imprenditore, con i file Excel per calcolare gli indici sulla tua azienda.


