Capitale circolante netto: cos'è e come si calcola
Capitale circolante netto: cos'è, come si calcola dal bilancio, la versione con clienti, magazzino e fornitori e un esempio su quanta cassa resta ferma.
di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca
Il capitale circolante netto è la differenza fra le attività che diventeranno soldi entro un anno e i debiti da pagare entro un anno. Nella versione che serve di più a un imprenditore si calcola così: crediti verso clienti più magazzino meno debiti verso fornitori. Dice quanti soldi restano fermi nel giro commerciale dell'azienda.
È il motivo per cui un'azienda può crescere, guadagnare e restare senza liquidità. Vediamo come si calcola, come si legge e come si riduce, con un esempio.
Cos'è il capitale circolante netto?
Ogni azienda che vende a credito e tiene un magazzino anticipa soldi. Paga i fornitori, paga gli stipendi, compra la merce, e solo dopo settimane o mesi incassa dai clienti. Nel frattempo quei soldi sono fermi: nei crediti verso clienti e nella merce sugli scaffali. In parte li finanziano i fornitori, che a loro volta ti danno tempo per pagare.
Il capitale circolante netto misura la differenza. Se è alto, l'azienda deve trovare molti soldi per far girare il lavoro di ogni giorno: dai soci, dalla banca o dagli utili. Se è basso, il giro commerciale si finanzia quasi da solo.
Come si calcola il capitale circolante netto?
Ci sono due versioni, e conviene sapere quale stai guardando.
La versione finanziaria, quella dei libri di analisi di bilancio:
CCN = Attività correnti − Passività correnti
Le attività correnti sono quelle che diventano liquidità entro dodici mesi: magazzino, crediti a breve, cassa e conti correnti. Le passività correnti sono i debiti che scadono entro dodici mesi: fornitori, banche a breve, debiti fiscali, rate dei mutui dell'anno.
La versione operativa, quella che serve per gestire:
CCN operativo = Crediti verso clienti + Magazzino − Debiti verso fornitori
Lascia fuori banche e cassa e guarda solo il ciclo commerciale. È il numero su cui puoi intervenire direttamente: quando incassi, quanto magazzino tieni, quando paghi.
Dove trovo i numeri nel bilancio?
Nello stato patrimoniale, secondo lo schema dell'articolo 2424 del codice civile:
- il magazzino è la voce C.I dell'attivo, rimanenze
- i crediti verso clienti sono la voce C.II.1 dell'attivo
- la liquidità è la voce C.IV dell'attivo, disponibilità liquide
- i debiti verso fornitori sono la voce D.7 del passivo
- gli altri debiti sono nella lettera D del passivo, con l'indicazione della parte che scade oltre l'anno successivo
Nel bilancio abbreviato crediti e debiti compaiono solo come totale, quindi per avere il dettaglio di clienti e fornitori devi chiedere al commercialista il bilancio di verifica o la nota integrativa.
Quanto vale il circolante in un'azienda da 3,65 milioni?
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 3.650.000 € l'anno, cioè 10.000 € al giorno, e ha un costo del venduto di 2.190.000 €, cioè 6.000 € al giorno. Per semplicità ignoriamo l'IVA.
| Voce | Euro | In giorni |
|---|---|---|
| Crediti verso clienti | 900.000 | 90 giorni di fatturato |
| Magazzino | 480.000 | 80 giorni di costo del venduto |
| Debiti verso fornitori | 360.000 | 60 giorni di acquisti |
| CCN operativo | 1.020.000 |
L'azienda ha più di un milione di euro fermo nel giro commerciale. Messo in giorni:
Ciclo di cassa = Giorni di incasso + Giorni di magazzino − Giorni di pagamento
90 + 80 − 60 = 110 giorni. Fra il momento in cui l'azienda paga i fornitori e quello in cui incassa dai clienti passano in media 110 giorni. Quei giorni vanno finanziati.
I giorni di incasso si possono approfondire con il DSO, quelli di magazzino con la rotazione del magazzino.
Perché crescere assorbe cassa?
Perché il circolante cresce con il fatturato. Se l'azienda dell'esempio cresce del 20% e mantiene gli stessi giorni di incasso, magazzino e pagamento, anche il CCN operativo cresce del 20%: da 1.020.000 a 1.224.000 €.
Sono 204.000 € di cassa in più che servono per sostenere la crescita, anche se l'azienda è in utile. Se l'utile dell'anno è più basso di questa cifra, la differenza la dovrà mettere la banca o i soci. È la spiegazione più comune di aziende che crescono e hanno il conto sempre in rosso. Il legame fra utile e cassa lo spieghiamo nella guida sul flusso di cassa.
Come si riduce il capitale circolante?
Lavorando sui tre giorni, uno alla volta.
- Incassare prima. Se l'azienda dell'esempio porta i giorni di incasso da 90 a 75, i crediti scendono a 750.000 €: libera 150.000 € di cassa. Le leve: condizioni di pagamento chiare in offerta, fatture emesse subito, solleciti regolari, acconti sulle commesse.
- Tenere meno magazzino. Da 80 a 60 giorni di magazzino il valore scende a 360.000 €: altri 120.000 € liberati. Le leve: riordini basati sulla rotazione di ogni articolo, liquidazione della merce ferma, meno scorte di sicurezza sui prodotti che si trovano facilmente.
- Pagare in modo concordato. Allungare i pagamenti ai fornitori riduce il circolante, ma va negoziato, non imposto pagando in ritardo. Un fornitore pagato tardi alza i prezzi o ti mette in fondo alla lista.
Insieme, le prime due mosse liberano 270.000 € senza vendere un euro in più.
Un capitale circolante negativo è un problema?
Non sempre. Nella grande distribuzione o in alcune attività di servizi i clienti pagano subito e i fornitori a 60 o 90 giorni: il circolante operativo è negativo e i fornitori, di fatto, finanziano l'azienda.
Diventa un problema quando è negativo il CCN finanziario per un'altra ragione: debiti a breve con la banca che superano crediti e magazzino. Lì l'azienda usa debiti a breve per finanziare beni a lungo termine, e basta una riduzione dei fidi per metterla in difficoltà.
Cosa cambia quando il circolante si mette sotto controllo?
Lo racconta Matteo Falaguasta, titolare di Agrofata Srl, prodotti per l'agricoltura. L'azienda aveva una forte stagionalità e un magazzino sovradimensionato che assorbiva liquidità. Con il controller Enrico ha lavorato sulle business unit, sugli acquisti e sul magazzino: «Abbiamo abbassato il valore di acquisto, ridotto il magazzino e accorciato la forbice dei pagamenti». In 11 mesi l'EBITDA è passato da 347.003 a 815.790 €. La storia è nel caso di Matteo.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra capitale circolante e capitale circolante netto?
Il capitale circolante, detto anche lordo, è il totale delle attività correnti. Il capitale circolante netto toglie le passività correnti.
Il capitale circolante va calcolato con o senza IVA?
Crediti e debiti in bilancio comprendono l'IVA, i ricavi no. Per calcolare i giorni con precisione si confrontano crediti con fatturato IVA compresa. Per seguire la tendenza nel tempo basta usare sempre lo stesso metodo.
Ogni quanto va controllato?
Ogni mese, insieme al saldo delle banche. Il bilancio lo mostra una volta l'anno e solo al 31 dicembre, che in un'azienda stagionale può essere il giorno meno rappresentativo.
Un circolante alto vuol dire un'azienda sana?
Non necessariamente. Può voler dire clienti che pagano tardi e magazzino fermo. Conta quanto è alto rispetto al fatturato e come cambia nel tempo.
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