Indici di rotazione: quali sono e cosa dicono dell'azienda
Indici di rotazione: magazzino, crediti, debiti e capitale investito. Formule, dove trovarli nel bilancio, come leggerli in giorni e cosa dicono della cassa.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
Gli indici di rotazione dicono quanto in fretta girano i soldi dentro l'azienda: quante volte in un anno si rinnova il magazzino, si incassano i crediti, si pagano i fornitori e lavora il capitale investito. Ogni indice si può leggere anche in giorni, e messi insieme spiegano perché un'azienda in utile può avere la banca in rosso.
Vediamo i quattro indici principali, le formule, dove trovare i dati nel bilancio e come leggerli con un esempio su un'azienda da 3 milioni di fatturato.
Cosa sono gli indici di rotazione?
Sono rapporti fra un flusso dell'anno (vendite, costo del venduto, acquisti) e un valore fermo in un certo momento (magazzino, crediti, debiti, attivo). Rispondono tutti alla stessa domanda: quante volte, in un anno, questa voce si svuota e si riempie?
Una rotazione alta significa che i soldi girano in fretta. Una rotazione bassa significa che restano fermi più a lungo: sugli scaffali, nei cassetti dei clienti, o nei conti dei fornitori se sei tu a pagare tardi.
Dividendo 365 per la rotazione si ottiene la durata in giorni, che per un imprenditore è il numero più facile da leggere.
Quali sono i principali indici di rotazione?
| Indice | Formula | Durata in giorni |
|---|---|---|
| Rotazione del magazzino | Costo del venduto ÷ Magazzino | 365 ÷ rotazione |
| Rotazione dei crediti | Ricavi IVA compresa ÷ Crediti verso clienti | 365 ÷ rotazione |
| Rotazione dei debiti | Acquisti IVA compresa ÷ Debiti verso fornitori | 365 ÷ rotazione |
| Rotazione del capitale investito | Ricavi ÷ Totale attivo | 365 ÷ rotazione |
Nei primi tre l'IVA conta. Crediti e debiti nel bilancio la comprendono, ricavi e acquisti nel conto economico no. Per un confronto corretto si aggiunge l'IVA ai flussi, per esempio moltiplicando per 1,22 se le operazioni sono tutte in Italia all'aliquota ordinaria.
Dove trovo i dati nel bilancio?
Lo schema è quello degli articoli 2424 e 2425 del codice civile.
- Magazzino: stato patrimoniale, attivo, voce C.I «Rimanenze».
- Crediti verso clienti: attivo, voce C.II.1.
- Debiti verso fornitori: passivo, voce D.7.
- Ricavi: conto economico, voce A.1.
- Acquisti: conto economico, voci B.6 (materie prime e merci) e B.7 (servizi).
- Costo del venduto: per un'azienda commerciale sono gli acquisti di merci più le rimanenze iniziali meno le finali; per un'azienda di produzione vanno aggiunti i costi di produzione (personale di produzione, lavorazioni esterne, ammortamenti industriali) e la variazione delle rimanenze di prodotti. Nel conto economico civilistico non c'è già calcolato, va ricostruito.
Il bilancio dà i valori al 31 dicembre. Se l'attività è stagionale conviene usare la media dei valori di fine mese, che il controllo di gestione ha già.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che produce serramenti e vende in Italia:
| Voce | Euro |
|---|---|
| Ricavi | 3.000.000 |
| Costo del venduto | 1.950.000 |
| Acquisti di beni e servizi | 1.900.000 |
| Magazzino | 480.000 |
| Crediti verso clienti | 820.000 |
| Debiti verso fornitori | 500.000 |
| Totale attivo | 2.500.000 |
I calcoli:
- Magazzino: 1.950.000 ÷ 480.000 = 4,06 volte, cioè 90 giorni.
- Crediti: 3.660.000 ÷ 820.000 = 4,46 volte, cioè 82 giorni.
- Debiti: 2.318.000 ÷ 500.000 = 4,64 volte, cioè 79 giorni.
- Capitale investito: 3.000.000 ÷ 2.500.000 = 1,2 volte.
Letti così dicono già molto. La merce resta ferma tre mesi. I clienti pagano in quasi tre mesi. I fornitori vengono pagati in poco più di due mesi e mezzo.
Come si mettono insieme gli indici?
Il modo più utile è il ciclo monetario, cioè il tempo che passa fra quando paghi il fornitore e quando incassi dal cliente:
Ciclo monetario = Giorni di magazzino + Giorni di incasso − Giorni di pagamento
Nell'esempio: 90 + 82 − 79 = 93 giorni. Per 93 giorni l'azienda anticipa i soldi di ogni vendita, con la propria cassa o con il fido. Ne abbiamo parlato nell'articolo sul ciclo monetario.
Ogni giorno in meno vale denaro. Nell'esempio un giorno di crediti vale circa 10.000 € (3.660.000 ÷ 365), un giorno di magazzino circa 5.300 € (1.950.000 ÷ 365). Se l'azienda accorciasse di 10 giorni sia gli incassi sia il magazzino, libererebbe circa 154.000 € di cassa, con le stesse vendite.
Cosa dicono gli indici quando peggiorano?
- Giorni di magazzino in aumento: si compra più di quanto si vende, oppure ci sono articoli fermi che nessuno guarda. Vedi l'articolo sulla rotazione del magazzino.
- Giorni di incasso in aumento: i clienti pagano più tardi, o la fatturazione è lenta. Vedi l'articolo sulla rotazione dei crediti.
- Giorni di pagamento in aumento: può essere una buona trattativa con i fornitori, ma se non è stata decisa è spesso un segnale di tensione di cassa. Pagare sempre più tardi logora i rapporti e prima o poi si paga in prezzi più alti.
- Rotazione del capitale in calo: l'azienda investe di più per vendere lo stesso, e il rendimento scende.
Il confronto che conta è con gli anni precedenti e con le condizioni che hai concordato con clienti e fornitori. Le medie di settore sono un riferimento, ma variano molto da un'attività all'altra.
Cosa succede quando si lavora sulle rotazioni?
Matteo Falaguasta, titolare di Agrofata Srl, commercializza prodotti per l'agricoltura. Prima del percorso con il controller Enrico aveva un magazzino sovradimensionato che assorbiva liquidità e una forte stagionalità che metteva in tensione la cassa. Tra gli interventi ci sono stati la riduzione del valore del magazzino e il lavoro sui tempi di pagamento con clienti e fornitori. Il racconto di Matteo: «Abbiamo abbassato il valore di acquisto, ridotto il magazzino e accorciato la forbice dei pagamenti». In 11 mesi l'EBITDA è passato dal 7,11% al 13,66%. La storia è nel caso studio di Matteo.
Cosa fare lunedì mattina?
Prendi gli ultimi due bilanci e calcola i quattro indici per entrambi gli anni, in giorni. Scrivi i risultati in una tabella, una riga per indice e una colonna per anno: i giorni che crescono uno accanto all'altro mostrano quello che il bilancio da solo non dice. Poi calcola il ciclo monetario. Se è cresciuto, guarda quale dei tre pezzi lo ha allungato: lì c'è la cassa che manca. Da quel momento rifai il conto ogni trimestre con i dati del controllo di gestione, non solo una volta l'anno.
Domande frequenti
Quali sono gli indici di rotazione più importanti?
Rotazione del magazzino, dei crediti, dei debiti e del capitale investito. I primi tre insieme danno il ciclo monetario, il quarto entra nel calcolo del ROI.
Perché si usa il costo del venduto per il magazzino?
Perché il magazzino è valutato al costo. Confrontarlo con i ricavi, che contengono anche il margine, darebbe una rotazione più alta del vero.
Una rotazione dei debiti bassa è un vantaggio?
Pagare i fornitori più tardi aiuta la cassa, ma solo se è concordato. Se nasce da ritardi non decisi è un segnale di difficoltà, e i fornitori prima o poi lo fanno pagare.
Ogni quanto vanno calcolati?
Almeno una volta l'anno sul bilancio, meglio ogni trimestre o ogni mese con i dati gestionali, quando c'è ancora tempo per intervenire.
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