Rotazione dei crediti: quante volte incassi in un anno
Rotazione dei crediti commerciali: cos'è, come si calcola dal bilancio con l'IVA, come si trasforma in giorni di incasso e quanta cassa libera. Con esempio.
di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca
La rotazione dei crediti dice quante volte in un anno l'azienda incassa l'equivalente dei crediti che ha verso i clienti. Si calcola dividendo il fatturato, IVA compresa, per i crediti commerciali: se il risultato è 6, in media incassi ogni due mesi, cioè ogni 365 ÷ 6 = 61 giorni.
È uno dei numeri che spiegano meglio perché un'azienda in utile può avere la cassa vuota.
Cos'è la rotazione dei crediti commerciali?
Quando vendi con pagamento a 60 o 90 giorni, stai facendo credito al cliente. Per tutto quel tempo hai già pagato materiali, stipendi e fornitori, ma i soldi della vendita non sono ancora arrivati. La somma di tutte le fatture emesse e non ancora incassate è il totale dei crediti verso clienti.
La rotazione mette questo totale a confronto con le vendite dell'anno. Più è alta, più in fretta i crediti si trasformano in soldi sul conto. Più è bassa, più a lungo l'azienda finanzia i propri clienti.
Dove trovo i crediti verso clienti nel bilancio?
Nello stato patrimoniale, tra le attività, alla voce C.II.1 «crediti verso clienti», secondo lo schema dell'art. 2424 del codice civile. Il valore è quello al 31 dicembre, già al netto dei crediti che l'azienda considera difficili da incassare.
Le vendite le trovi nel conto economico, alla voce A.1 «ricavi delle vendite e delle prestazioni».
Come si calcola la rotazione dei crediti?
Rotazione dei crediti = Ricavi IVA compresa ÷ Crediti verso clienti
Giorni medi di incasso = 365 ÷ Rotazione dei crediti
Il dettaglio dell'IVA è importante. I ricavi nel conto economico sono senza IVA, mentre i crediti nello stato patrimoniale la comprendono, perché il cliente ti deve l'intera fattura. Se non correggi, il confronto è sbagliato e i giorni di incasso sembrano più lunghi di quelli veri. Per vendite in Italia con IVA al 22% basta moltiplicare i ricavi per 1,22. Se vendi all'estero o con aliquote diverse, usa la quota di ricavi che ha davvero l'IVA.
Un'altra accortezza: il dato del 31 dicembre può ingannare. Se a dicembre fatturi molto, i crediti di fine anno sono alti anche se i clienti pagano puntuali. Meglio usare la media dei crediti di fine mese, che il controllo di gestione ha già.
I giorni medi di incasso sono lo stesso numero visto dall'altra parte: è il DSO, di cui abbiamo parlato nell'articolo sul DSO e i giorni medi di incasso.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che produce arredi su misura e vende a negozi e imprese in Italia.
| Voce | Euro |
|---|---|
| Ricavi (senza IVA) | 1.800.000 |
| Ricavi con IVA al 22% | 2.196.000 |
| Crediti verso clienti | 650.000 |
| Rotazione | 3,38 volte l'anno |
| Giorni medi di incasso | 108 |
I contratti prevedono pagamento a 60 giorni. In media l'azienda incassa a 108. I 48 giorni di differenza sono ritardi, contestazioni, fatture dimenticate.
Se l'azienda riportasse i giorni medi a 75, i crediti scenderebbero a:
Crediti = 2.196.000 × 75 ÷ 365 = 451.233 €
Circa 199.000 € in meno di crediti, cioè 199.000 € in più sul conto. Sono soldi che oggi l'azienda chiede alla banca, pagando interessi, o che mancano quando arrivano le scadenze delle imposte. Quanto costano davvero i ritardi lo abbiamo calcolato nell'articolo sui clienti che pagano in ritardo.
Qual è un buon valore?
Il confronto più utile è con le tue condizioni di pagamento. Se vendi a 60 giorni e incassi a 65, va bene. Se incassi a 100, il problema non è il mercato, è il modo in cui l'azienda segue gli incassi.
Il secondo confronto è con il passato. Se la rotazione scende anno dopo anno, i clienti stanno usando l'azienda come una banca. Il terzo è con i fornitori: se incassi a 100 giorni e paghi a 60, ogni euro di crescita del fatturato chiede altra cassa.
Come si alza la rotazione dei crediti?
Non servono grandi strumenti, serve un metodo costante.
- Condizioni chiare prima di vendere: termini scritti nel preventivo e nella conferma d'ordine, non decisi dopo.
- Fatturare subito: ogni giorno di ritardo nell'emettere la fattura sposta in avanti l'incasso.
- Uno scadenziario controllato ogni settimana: chi deve pagare, quanto, da quanti giorni è scaduto.
- Un sollecito gentile il giorno dopo la scadenza, non dopo tre mesi.
- Regole per chi paga tardi: anticipi, acconti a stato avanzamento o stop alle nuove forniture oltre una certa soglia di scaduto.
- Guardare i clienti uno per uno: spesso pochi clienti fanno gran parte del ritardo.
Francesco Gelao, titolare di Tecnoeleva SRL, racconta così la sua azienda prima del percorso: «Non si parlava di cassa, non si parlava di recupero crediti». Il lavoro con il controller è partito dal piano dei conti e dal monitoraggio mensile dei numeri chiave. La sua storia è nel caso studio di Francesco.
Cosa fare lunedì mattina?
Prendi l'ultimo bilancio, moltiplica i ricavi per 1,22 e dividili per i crediti verso clienti. Poi calcola i giorni medi di incasso e confrontali con i termini che scrivi nei preventivi. Se la differenza supera due o tre settimane, fatti dare l'elenco dei crediti scaduti per cliente e comincia dai dieci più grandi.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra rotazione dei crediti e DSO?
Nessuna nella sostanza. La rotazione dice quante volte incassi in un anno, il DSO dice in quanti giorni. Uno si ricava dall'altro: giorni = 365 ÷ rotazione.
Perché devo aggiungere l'IVA ai ricavi?
Perché i crediti verso clienti nel bilancio comprendono l'IVA delle fatture. Se confronti crediti con IVA e ricavi senza IVA, i giorni di incasso risultano più lunghi del vero.
Ogni quanto va calcolata?
Ogni mese, con i crediti di fine mese e le vendite degli ultimi dodici mesi. Una volta l'anno è troppo tardi per accorgersi che un cliente importante ha smesso di pagare puntuale.
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