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Ciclo monetario: quanti giorni passano tra spesa e incasso

Ciclo monetario: cos'è, come si calcola con giorni di magazzino, clienti e fornitori, quanto costa ogni giorno in più e come si accorcia, con un esempio.

di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca

Il ciclo monetario è il numero di giorni che passano tra quando paghi i fornitori e quando incassi dai clienti. Si calcola sommando i giorni di magazzino e i giorni di incasso e togliendo i giorni di pagamento ai fornitori: più è lungo, più soldi deve anticipare l'azienda, di tasca sua o con la banca.

È il motivo per cui un'azienda che guadagna può restare senza liquidità, e per cui un'azienda che cresce spesso ne ha ancora meno. Vediamo come si calcola, quanto vale ogni giorno e quali leve lo accorciano.

Cos'è il ciclo monetario?

Segui un euro dentro l'azienda. Compri la merce o la materia prima. La tieni in magazzino per un certo numero di giorni, la lavori, la vendi. Poi aspetti che il cliente paghi. Nel frattempo, a un certo punto, hai pagato il fornitore.

Il periodo che va dall'acquisto all'incasso si chiama ciclo operativo:

Ciclo operativo = Giorni di magazzino + Giorni di incasso clienti

Una parte di questo periodo però non la finanzi tu, la finanzia il fornitore, che ti dà tempo per pagare. Il ciclo monetario, chiamato anche ciclo di cassa o ciclo di conversione della cassa, è quello che resta a carico tuo:

Ciclo monetario = Giorni di magazzino + Giorni di incasso clienti − Giorni di pagamento fornitori

Se il risultato è 77, vuol dire che per 77 giorni l'azienda ha già tirato fuori i soldi e non li ha ancora rivisti.

Come si calcolano i tre giorni?

Servono cinque numeri: tre dallo stato patrimoniale e due dal conto economico.

Giorni di magazzino

Giorni di magazzino = Rimanenze ÷ Costo del venduto × 365

Il costo del venduto è il valore della merce o dei materiali usciti nell'anno: acquisti più rimanenze iniziali meno rimanenze finali. Più il numero è alto, più la merce resta ferma. Lo approfondiamo nell'articolo sulla rotazione del magazzino.

Giorni di incasso clienti

Giorni di incasso = Crediti verso clienti ÷ Fatturato IVA inclusa × 365

I crediti in bilancio comprendono l'IVA, quindi il confronto va fatto con il fatturato IVA inclusa. Se dimentichi questo passaggio, i giorni ti escono più alti di quelli veri. È il DSO, di cui parliamo nell'articolo su in quanti giorni ti pagano i clienti.

Giorni di pagamento fornitori

Giorni di pagamento = Debiti verso fornitori ÷ Acquisti IVA inclusa × 365

Anche qui, i debiti comprendono l'IVA, e gli acquisti vanno presi IVA inclusa. Se tra i fornitori ci sono anche servizi, consulenze e utenze, conviene aggiungerli agli acquisti per non gonfiare il risultato.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che distribuisce materiale elettrico e fattura 3 milioni di euro l'anno.

VoceEuro
Fatturato3.000.000
Costo del venduto (merce)2.100.000
Rimanenze di magazzino350.000
Crediti verso clienti900.000
Debiti verso fornitori520.000

Il calcolo, con IVA al 22%:

  • Giorni di magazzino: 350.000 ÷ 2.100.000 × 365 = 61 giorni
  • Giorni di incasso: 900.000 ÷ 3.660.000 × 365 = 90 giorni
  • Giorni di pagamento: 520.000 ÷ 2.562.000 × 365 = 74 giorni

Ciclo monetario = 61 + 90 − 74 = 77 giorni

Per 77 giorni l'azienda finanzia da sola il proprio lavoro. In euro, quel fabbisogno è il capitale circolante operativo:

Rimanenze + Crediti − Fornitori = 350.000 + 900.000 − 520.000 = 730.000 €

Sono 730.000 € fermi fra scaffali e fatture da incassare. Se non li ha l'azienda, li mette la banca, con fido, anticipi fatture o finanziamenti.

Quanto costa un giorno di ciclo monetario?

Nell'esempio, un giorno di incasso vale circa 10.000 € (3.660.000 ÷ 365). Se i clienti pagassero in media 15 giorni prima, in cassa entrerebbero circa 150.000 € una volta per tutte. A un tasso ipotetico del 6% sul fido, sono circa 9.000 € di interessi risparmiati ogni anno, che vanno dritti nell'utile.

Lo stesso ragionamento vale per il magazzino: 15 giorni di merce in meno sono circa 86.000 € liberati (2.100.000 ÷ 365 × 15).

Questo è il punto che sfugge spesso. Si lavora mesi per guadagnare due punti di margine, e intanto si lasciano fermi centinaia di migliaia di euro in un ciclo troppo lungo.

Perché un'azienda che cresce resta senza soldi?

Perché con le stesse condizioni di incasso e di magazzino, se il fatturato cresce cresce anche il capitale fermo. Se l'azienda dell'esempio aumenta le vendite del 20% senza cambiare il ciclo, il capitale circolante sale da 730.000 € a circa 876.000 €. Servono 146.000 € in più, subito, prima di aver incassato un euro della nuova crescita.

È la ragione per cui una crescita veloce va finanziata e pianificata, e per cui il capitale circolante netto va tenuto d'occhio ogni mese, non solo a bilancio.

Come si accorcia il ciclo monetario?

Le leve sono tre, una per ogni componente.

Incassare prima. Condizioni di pagamento scritte e fatte rispettare, acconti sulle commesse, fatture emesse appena il lavoro è finito e non a fine mese, solleciti con un calendario preciso. Un cliente che paga sempre in ritardo costa più di quanto sembra.

Tenere meno magazzino. Conoscere la rotazione di ogni prodotto, riordinare in base a quanto vende davvero, smaltire quello che è fermo da anni anche a prezzo ridotto. La merce ferma è cassa ferma.

Concordare i tempi con i fornitori. Non pagando in ritardo, che rovina il rapporto e la reputazione, ma negoziando condizioni più lunghe in cambio di volumi o di continuità.

Matteo Falaguasta, titolare di Agrofata Srl, commercio di prodotti per l'agricoltura, ha lavorato proprio su queste leve con il controller Enrico. Partiva con un magazzino sovradimensionato che assorbiva liquidità e una forte stagionalità con tensione finanziaria. Lo racconta così: «Abbiamo abbassato il valore di acquisto, ridotto il magazzino e accorciato la forbice dei pagamenti». In 11 mesi l'EBITDA è passato da 347.003 € a 815.790 €. Il percorso è nel caso studio di Matteo.

Esiste un ciclo monetario negativo?

Sì. Succede quando incassi dai clienti prima di pagare i fornitori. È il caso di chi vende al dettaglio e incassa subito, ma paga la merce a 60 o 90 giorni. In quel caso sono i fornitori a finanziare l'azienda.

Attenzione però: un ciclo negativo dà liquidità finché le vendite tengono. Se calano, la cassa si svuota in fretta, perché i fornitori vanno pagati per merce venduta mesi prima.

Cosa fare lunedì mattina?

Prendi l'ultimo bilancio e calcola i tre giorni con le formule sopra. Poi rifai il conto sul bilancio dell'anno prima. Se il ciclo si è allungato, guarda quale delle tre componenti è peggiorata. Infine traduci in euro: quanti soldi libereresti con 10 giorni di incasso in meno? Quel numero ti dice dove mettere le energie.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra ciclo operativo e ciclo monetario?

Il ciclo operativo va dall'acquisto della merce all'incasso dal cliente. Il ciclo monetario toglie i giorni di dilazione dei fornitori, e misura solo il periodo che finanzia l'azienda.

Perché nei giorni di incasso si usa il fatturato IVA inclusa?

Perché i crediti verso clienti in bilancio comprendono l'IVA. Se li dividi per il fatturato senza IVA, i giorni risultano più alti di quelli reali.

Quanto deve essere il ciclo monetario?

Dipende dal settore. Il confronto che conta è con il tuo anno precedente e con le condizioni che hai concordato con clienti e fornitori.

Il ciclo monetario si può calcolare ogni mese?

Sì, con i saldi di fine mese e il fatturato e gli acquisti degli ultimi dodici mesi. È un controllo che vale la pena fare almeno ogni trimestre.


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