Immobilizzazioni immateriali: cosa sono e come si valutano
Immobilizzazioni immateriali: quali sono (software, marchi, costi di sviluppo), quando si possono iscrivere, come si ammortizzano e perché la banca le guarda.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
Le immobilizzazioni immateriali sono costi e diritti senza un corpo fisico che portano benefici all'azienda per più anni: software, marchi, brevetti, licenze, costi di sviluppo, lavori fatti su un capannone in affitto, l'avviamento pagato per comprare un'altra azienda. Si iscrivono al costo e si ammortizzano, ma con regole più strette di quelle dei beni materiali.
Il motivo è semplice: un macchinario si può vedere e rivendere, un costo di sviluppo no. Per questo sono la voce del bilancio su cui banche e analisti fanno più domande.
Quali sono le immobilizzazioni immateriali?
Nello stato patrimoniale le trovi alla voce B.I dell'attivo, divisa in sette righe dall'art. 2424 del codice civile:
| Voce | Cosa ci trovi, con esempi |
|---|---|
| 1. Costi di impianto e di ampliamento | spese per costituire la società, per un aumento di capitale, per aprire una nuova sede |
| 2. Costi di sviluppo | progetti per un nuovo prodotto o processo, con un mercato atteso |
| 3. Diritti di brevetto e di utilizzazione delle opere dell'ingegno | brevetti, software acquistato o sviluppato |
| 4. Concessioni, licenze, marchi e diritti simili | marchio registrato, licenze d'uso, concessioni pubbliche |
| 5. Avviamento | il valore pagato in più quando compri un'azienda o un ramo |
| 6. Immobilizzazioni in corso e acconti | un software o un progetto ancora in lavorazione |
| 7. Altre | per esempio le migliorie su beni di terzi, come la ristrutturazione di un capannone in affitto |
Il quadro generale delle tre famiglie di immobilizzazioni è nella guida sulle immobilizzazioni. Per quelle fisiche c'è l'articolo sulle immobilizzazioni materiali.
Quando un costo può diventare un'immobilizzazione immateriale?
Non basta che una spesa sia importante. Secondo il principio contabile OIC 24, pubblicato dalla Fondazione OIC, un costo si può iscrivere nell'attivo solo se è identificabile, se porta benefici economici negli anni futuri e se il suo importo si può misurare in modo attendibile.
Alcune spese, anche se sembrano investimenti, restano costi dell'anno:
- costi di ricerca, cioè studi e prove senza un prodotto definito
- pubblicità, di regola anche quando è una campagna importante
L'art. 2426 del codice civile, ai numeri 5 e 6, aggiunge regole precise per alcune voci:
- costi di impianto e ampliamento e costi di sviluppo si iscrivono con il consenso del collegio sindacale, dove esiste. I primi si ammortizzano in non più di cinque anni, i secondi secondo la loro vita utile, e in non più di cinque anni se non si riesce a stimarla
- finché questi costi non sono ammortizzati, si possono distribuire dividendi solo se restano riserve disponibili sufficienti a coprirli
- l'avviamento si iscrive solo se acquisito a titolo oneroso, cioè pagato
Come si ammortizzano?
Come i beni materiali: il costo si divide sugli anni di utilità. Un software gestionale da 60.000 € che pensi di usare per cinque anni pesa 12.000 € l'anno sul conto economico. Le migliorie su un capannone in affitto si ammortizzano sul periodo più breve fra la loro utilità e la durata residua del contratto. Il meccanismo è spiegato nella guida sull'ammortamento.
Perché capitalizzare un costo cambia l'utile?
Qui c'è il punto che interessa davvero all'imprenditore. Decidere se una spesa è un costo dell'anno o un'immobilizzazione sposta l'utile in modo forte.
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 2 milioni e spende 100.000 € per sviluppare un nuovo prodotto, con una vita utile stimata di cinque anni.
| Spesa come costo dell'anno | Spesa capitalizzata | |
|---|---|---|
| Costo nel conto economico, anno 1 | 100.000 € | 20.000 € |
| Effetto sull'utile, anno 1 | − 100.000 € | − 20.000 € |
| Costo negli anni 2-5 | 0 € | 20.000 € l'anno |
| Immobilizzazione a fine anno 1 | 0 € | 80.000 € |
Nel primo anno l'utile cambia di 80.000 €. I soldi spesi sono gli stessi. Capitalizzare è corretto quando il progetto porterà davvero ricavi negli anni dopo. Diventa un problema quando si usa per far sembrare migliore un anno difficile: il costo arriva lo stesso, solo più tardi.
Perché la banca guarda le immobilizzazioni immateriali?
Perché in caso di difficoltà valgono poco. Un capannone si vende, un costo di impianto capitalizzato no. Per questo, quando si valuta la solidità di un'azienda, molti analisti guardano il patrimonio netto tolte le immobilizzazioni immateriali.
Un esempio. Un'azienda ha 400.000 € di patrimonio netto e 250.000 € di immateriali: 80.000 € di costi di impianto, 70.000 € di software, 100.000 € di lavori sul capannone in affitto. Tolte quelle, il patrimonio «tangibile» è 150.000 €. Sulla carta l'azienda è solida, nella sostanza molto meno.
Questo non vuol dire che gli investimenti immateriali siano sbagliati. Software, marchi e sviluppo sono spesso quello che fa crescere un'azienda. Vuol dire che devono essere ragionati sui numeri.
Gabriele Conti, titolare di Conti Srl, macchinari per laboratori di pasticceria e panificio, lo racconta così: «Abbiamo inserito altri più di 100 mila euro di investimenti in software. Più sei sotto controllo velocemente e più ti puoi dedicare ad altre cose». È uno dei passi indicati fra le prospettive dopo il lavoro con il controller Domenico Magnifico, con cui in 12 mesi l'utile è passato da 14.000 € a 350.000 €. La storia è nel caso studio di Gabriele.
Cosa fare lunedì mattina?
Apri la nota integrativa e cerca il prospetto delle immobilizzazioni immateriali. Per ogni voce chiediti: questo costo produrrà ancora ricavi nei prossimi anni? Se la risposta è no, quel valore è già perso, anche se il bilancio lo porta ancora come attivo.
Domande frequenti
Il software è un'immobilizzazione materiale o immateriale?
Di regola immateriale. Fa eccezione il software di base, come il sistema operativo comprato insieme al computer: è considerato parte del computer e va con lui tra le immobilizzazioni materiali. I programmi applicativi, come il gestionale, restano immateriali.
La pubblicità si può capitalizzare?
Di regola no. Con i principi contabili italiani in vigore la pubblicità è un costo dell'anno in cui la fai, anche se i suoi effetti durano di più. Le eccezioni sono rare e le valuta il commercialista.
I lavori sul capannone in affitto dove vanno?
Se non si possono staccare dal capannone, nelle immobilizzazioni immateriali alla voce «altre», e si ammortizzano sul periodo più breve fra la loro utilità e la durata residua dell'affitto.
Il marchio che ho creato io vale qualcosa a bilancio?
Solo per i costi sostenuti per ottenerlo, come la registrazione. Il valore che il mercato gli riconosce non entra nel bilancio finché nessuno lo compra.
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