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Ammortamento: cos'è e come incide su utile e tasse

Ammortamento: cos'è, dove lo trovi nel bilancio, come si calcola e perché abbassa utile e tasse senza far uscire soldi dal conto. Con un esempio con i numeri.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

L'ammortamento è il modo in cui il costo di un bene che dura più anni, come un macchinario, un furgone o un software, viene diviso sugli anni in cui lo usi. Ogni anno abbassa l'utile e quindi le tasse, ma non fa uscire un euro dal conto corrente: i soldi sono usciti il giorno dell'acquisto.

Per questo è una delle voci che confonde di più chi legge il bilancio. Vediamo cos'è, dove si trova, come si calcola e cosa significa per te.

Cos'è l'ammortamento in parole semplici?

Se compri un macchinario da 120.000 € che userai per dieci anni, non sarebbe corretto caricare tutto il costo sull'anno dell'acquisto. Quell'anno sembrerebbe un disastro e i nove anni successivi sembrerebbero più ricchi di quello che sono. L'ammortamento divide il costo sugli anni di vita utile del bene, così ogni anno porta la sua parte.

Lo prevede il codice civile all'art. 2426: il costo delle immobilizzazioni la cui utilizzazione è limitata nel tempo va ammortizzato in ogni esercizio, in relazione alla loro residua possibilità di utilizzazione. Le regole di dettaglio sono nei principi contabili OIC 16 per i beni materiali e OIC 24 per quelli immateriali, pubblicati dalla Fondazione OIC.

Dove trovo gli ammortamenti nel bilancio?

In due posti.

  • Conto economico, alla voce B.10 «ammortamenti e svalutazioni»: la lettera a) riguarda le immobilizzazioni immateriali (software, marchi, spese pluriennali), la lettera b) quelle materiali (impianti, macchinari, automezzi, attrezzature). È lo schema dell'art. 2425 del codice civile.
  • Stato patrimoniale, fra le immobilizzazioni dell'attivo: i beni sono indicati al valore che resta, cioè il costo meno gli ammortamenti già fatti. Il dettaglio, bene per bene, lo trovi nella nota integrativa.

Come si calcola l'ammortamento?

Il metodo più usato è a quote costanti:

Quota annua = (Costo del bene − Valore residuo) ÷ Anni di vita utile

Prendiamo un furgone pagato 36.000 € che pensi di usare per cinque anni e di rivendere a zero. La quota è 36.000 ÷ 5 = 7.200 € l'anno. Dopo tre anni il furgone vale a bilancio 36.000 − 21.600 = 14.400 €.

Gli anni di vita utile li stima l'azienda, in base a come usa davvero il bene. Un furgone che fa 80.000 chilometri l'anno dura meno di uno che resta in cortile.

Che differenza c'è fra ammortamento civilistico e fiscale?

Il bilancio segue la vita utile reale del bene. Il fisco invece fissa dei coefficienti massimi di deducibilità per ogni categoria di beni, nel decreto ministeriale del 31 dicembre 1988, come previsto dall'art. 102 del TUIR. Quando i due numeri non coincidono, il commercialista fa gli aggiustamenti in dichiarazione dei redditi. A te basta sapere che esistono due conti, e che quello che conta per capire l'azienda è quello civilistico.

Come incide l'ammortamento su utile e tasse?

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 1,5 milioni con un EBITDA di 150.000 €. A gennaio compra un macchinario da 200.000 € e lo paga subito. Lo ammortizza in dieci anni.

VoceEuro
EBITDA150.000
Ammortamento del macchinario−20.000
Interessi−10.000
Utile prima delle imposte120.000

Nel conto economico il macchinario pesa 20.000 €, non 200.000 €. In banca invece sono usciti 200.000 € in un giorno. È il motivo per cui un'azienda può avere un buon utile e il conto in rosso: ne parliamo nella guida sul flusso di cassa.

Sulle tasse l'effetto è semplice. L'ammortamento è un costo deducibile, quindi abbassa il reddito su cui si pagano le imposte. Con l'aliquota IRES ordinaria del 24%, fissata dall'art. 77 del TUIR, ogni 1.000 € di ammortamento deducibile vale 240 € di imposte in meno per una società di capitali. Non è un regalo: è il costo del bene restituito pezzo per pezzo negli anni.

Perché l'ammortamento interessa all'imprenditore?

Per tre motivi pratici.

Separa la gestione dagli investimenti. L'EBITDA si calcola prima degli ammortamenti e dice quanto rende il lavoro di tutti i giorni. L'utile viene dopo e comprende anche il peso degli investimenti. Guardarli insieme ti dice se l'azienda guadagna e se regge i macchinari che ha comprato. Quanto deve essere l'EBITDA lo spieghiamo qui.

Va messo nel conto ogni mese. Se il controllo di gestione mensile ignora gli ammortamenti, ogni mese sembra più ricco di quello che è e a fine anno arriva la sorpresa. Basta caricare un dodicesimo della quota annua ogni mese. Ivano Zordan, titolare di Zordan Logistica, lo racconta così: «Tu hai mensilmente questo controllo, mettiamo dentro tutto, ammortamenti, tutto. È un bilancio tipo finito mensile». In 8 mesi l'utile della sua azienda è passato da 158.094 € a 468.086 €. Tutto il percorso è nel caso studio di Ivano.

Ti ricorda che il bene andrà rifatto. Quando un macchinario finisce di essere ammortizzato, di solito è vicino al momento in cui va sostituito. Se nel frattempo l'azienda ha distribuito tutto, quel giorno serve un finanziamento.

Domande frequenti

L'ammortamento è un'uscita di cassa?

No. La cassa esce quando paghi il bene, o quando paghi le rate se lo finanzi. L'ammortamento è solo la ripartizione contabile di quel costo sugli anni.

Si può scegliere di non ammortizzare un bene?

No. Il codice civile chiede di ammortizzare in modo sistematico ogni anno i beni con utilizzo limitato nel tempo. I terreni, che non si consumano, di solito non si ammortizzano.

Che cos'è il fondo ammortamento?

È la somma degli ammortamenti fatti negli anni su un bene. Il costo meno il fondo dà il valore che il bene ha ancora a bilancio.

Ammortizzare di più fa pagare meno tasse?

Solo nei limiti dei coefficienti fiscali, e solo spostando le imposte nel tempo. Il costo totale del bene è sempre lo stesso: se ne deduci di più oggi, ne deduci di meno domani.


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