Webinar gratuito del 23 novembre: Mirco Gasparotto e Alessandro Palumbo mostrano come calcolare i 5 indicatori da cui dipende il 100% dei guadagni di un’azienda. Iscriviti gratis

Fondo di garanzia PMI: come funziona e come si calcola

Fondo di garanzia PMI: cos'è, come si accede tramite banca o Confidi, come si calcola la garanzia, come funziona il rating del Fondo e cosa preparare prima.

di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca

Il Fondo di garanzia per le PMI è uno strumento pubblico che garantisce una parte dei finanziamenti che le banche concedono alle piccole e medie imprese. Se l'azienda non restituisce il prestito, il Fondo copre la banca per la quota garantita: così la banca rischia meno e può prestare più facilmente, spesso chiedendo meno garanzie personali.

Non è un contributo e non è un prestito: i soldi li presta la banca e vanno restituiti per intero. Vediamo come funziona, come si calcola la garanzia e come capire in anticipo se la tua azienda può ottenerla.

Cos'è il Fondo di garanzia per le PMI?

È un fondo pubblico istituito dalla legge 662 del 1996 e gestito da Mediocredito Centrale per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Possono accedere le micro, piccole e medie imprese iscritte al registro delle imprese e i professionisti con partita IVA, di quasi tutti i settori. Tutte le informazioni ufficiali sono sul sito del Fondo.

Lavora in due modi:

  • garanzia diretta: il Fondo garantisce direttamente la banca o la società di leasing che concede il finanziamento
  • riassicurazione o controgaranzia: un Confidi garantisce il finanziamento e il Fondo garantisce a sua volta il Confidi

L'impresa non presenta la domanda al Fondo. Ci pensa la banca, o il Confidi, quando istruisce il finanziamento.

Come si calcola la garanzia del Fondo?

Il calcolo di base è semplice:

Importo garantito = Importo del finanziamento × Percentuale di copertura

La percentuale dipende dal tipo di operazione e dall'impresa. Fino al 31 dicembre 2026, con il regime prorogato dal decreto-legge 200 del 2025, le coperture erano queste:

  • 80% per i finanziamenti destinati a investimenti e per alcune categorie (per esempio start-up e PMI innovative) o operazioni (per esempio il microcredito)
  • 50% per i finanziamenti di liquidità

Le percentuali cambiano con le leggi di bilancio e i decreti. Prima di chiedere un finanziamento, controlla sul sito del Fondo quelle in vigore in quel momento.

Prendiamo un'azienda di esempio che chiede due finanziamenti, applicando le percentuali appena viste:

FinanziamentoImportoCoperturaGarantito dal FondoRischio della banca
Macchinario nuovo (investimento)300.000 €80%240.000 €60.000 €
Scorte e stagionalità (liquidità)200.000 €50%100.000 €100.000 €
Totale500.000 €340.000 €160.000 €

Su 500.000 € prestati, la banca resta esposta per 160.000 €. Per una banca è una differenza enorme, e non solo per il rischio di perdita. Come spieghiamo nell'articolo su Basilea 3, la banca deve tenere capitale in proporzione al rischio di ogni prestito. La garanzia del Fondo è a sua volta assistita dallo Stato, quindi la parte coperta assorbe molto meno capitale. Il prestito costa meno alla banca e diventa più facile da concedere.

La garanzia del Fondo sostituisce la fideiussione?

Non del tutto, ma la riduce. Sulla quota garantita dal Fondo la banca non può acquisire garanzie reali, assicurative o bancarie. Sulla quota non garantita può chiedere le garanzie che ritiene necessarie, compresa una fideiussione del titolare.

Nell'esempio, la banca potrebbe chiedere garanzie per i 160.000 € scoperti, non per i 500.000 € totali. Quando tratti con la banca, chiedi sempre su quale importo calcola le garanzie richieste.

Meglio la garanzia diretta o passare da un Confidi?

Dipende dal rapporto che hai con la banca. Con la garanzia diretta è la banca stessa a chiedere l'intervento del Fondo: è la strada più semplice quando la banca ti conosce e il finanziamento è già impostato.

I Confidi sono consorzi di garanzia nati tra imprese, spesso legati alle associazioni di categoria. Garantiscono loro il finanziamento verso la banca e si fanno controgarantire dal Fondo. Possono essere utili quando la banca è più prudente, quando l'azienda è giovane o quando conviene avere qualcuno che aiuti a impostare la pratica. Di solito chiedono una commissione sulla garanzia e una quota per entrare nel consorzio.

Il consiglio è chiedere entrambe le proposte e confrontare il costo totale: tasso, spese, commissioni e garanzie personali richieste sulla parte scoperta.

Come funziona il rating del Fondo?

Il Fondo non garantisce chiunque. Valuta ogni impresa con un suo modello, che la colloca in una di cinque classi di merito, dalla 1 (la migliore) alla 5. Le imprese in classe 5 non sono ammissibili per nessuna operazione.

Il modello di valutazione mette insieme tre blocchi di informazioni:

  • il modulo economico-finanziario: gli ultimi due bilanci depositati, o le ultime due dichiarazioni fiscali per chi è in contabilità semplificata
  • il modulo andamentale: i dati della Centrale Rischi degli ultimi sei mesi, cioè quanto credito hai accordato e quanto ne usi, più eventuali dati da altre banche dati del credito
  • gli eventi pregiudizievoli: protesti, ipoteche giudiziali, pignoramenti e simili

Il risultato è una stima della probabilità che l'impresa non restituisca il prestito. È lo stesso ragionamento delle banche: bilancio più comportamento più segnali negativi.

Sul sito del Fondo c'è un portale che permette alle imprese di simulare la propria valutazione. Conviene usarlo prima di andare in banca, non dopo.

Cosa migliora la valutazione del Fondo?

Le stesse cose che migliorano il rating bancario, con un dettaglio importante: il modulo andamentale guarda gli ultimi sei mesi. Quindi:

  • evita sconfinamenti nei mesi prima della richiesta. Un fido usato sempre al limite pesa
  • deposita bilanci leggibili. Una perdita spiegata in nota integrativa, con un anno successivo in recupero, è diversa da due perdite di fila
  • tieni sotto controllo i debiti fiscali e previdenziali, che possono generare eventi pregiudizievoli
  • porta un piano. Il Fondo valuta i numeri, la banca valuta anche la tua capacità di rimborso futura

Il caso di Andrea Strollo, titolare di Protezione Ferro Srls, azienda di zincatura a caldo e verniciatura dei metalli, mostra quanto conti arrivare in banca preparati. Con il controller ha riclassificato i bilanci, analizzato la marginalità di ogni linea di business e costruito un business plan 2025-2029 per ottenere finanziamenti bancari. In 12 mesi l'EBITDA è passato da 31.000 € a 75.500 €, il piano industriale è stato approvato e il finanziamento ottenuto. «In banca hanno detto: Non ho mai visto un lavoro così dettagliato», racconta Andrea nel suo caso studio.

Cosa fare lunedì mattina?

Prima del prossimo finanziamento, fai tre cose. Scarica la Centrale Rischi dell'azienda e controlla gli ultimi sei mesi. Usa il portale del Fondo per simulare la tua classe di merito. Poi chiedi alla banca, per iscritto, se intende richiedere la garanzia del Fondo e con quale copertura. Se non lo propone lei, chiedilo tu.

Domande frequenti

Il Fondo di garanzia presta soldi alle imprese?

No. I soldi li presta la banca. Il Fondo garantisce una parte del finanziamento e interviene solo se l'impresa non paga.

Posso chiedere la garanzia direttamente al Fondo?

No. La domanda la presenta la banca, la società di leasing o il Confidi che concede o garantisce il finanziamento.

Il Fondo di garanzia abbassa il tasso di interesse?

Tassi e condizioni restano da negoziare con la banca. Con meno rischio e meno capitale assorbito, però, la banca ha più margine per offrire condizioni migliori.

Chi è in perdita può accedere al Fondo?

Dipende dalla valutazione complessiva. Il modello guarda due bilanci, la Centrale Rischi e gli eventi pregiudizievoli: una perdita isolata non esclude in automatico, la classe 5 sì.


Nel webinar gratuito Mirco Gasparotto e Alessandro Palumbo mostrano quali numeri guarda chi ti presta denaro e come prepararli sulla tua azienda. Ricevi i file Excel per rifare i calcoli.