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Centrale Rischi Banca d'Italia: come leggerla e perché conta

Centrale Rischi della Banca d'Italia: cos'è, come richiederla gratis online con SPID, come leggere il prospetto e cosa guarda la banca prima di darti un fido.

di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca

La Centrale Rischi della Banca d'Italia è l'archivio in cui banche e società finanziarie segnalano ogni mese i debiti di imprese e famiglie, dai 30.000 euro in su (250 euro se il debito è in sofferenza). È tra le prime cose che una banca consulta prima di darti un fido, e tu puoi richiederla gratis online con SPID per vedere esattamente quello che vede lei.

Cos'è la Centrale Rischi della Banca d'Italia?

La Banca d'Italia la definisce una base dati sui debiti di famiglie e imprese verso il sistema bancario e finanziario. Il nome ufficiale è Centrale dei rischi (CR).

Funziona così, secondo la guida ufficiale «La Centrale dei rischi in parole semplici»:

  • Chi segnala. Banche, società finanziarie e gli altri intermediari indicati dalla legge, che sono obbligati a partecipare.
  • Cosa segnala. Finanziamenti (mutui, leasing, aperture di credito, anticipi) e garanzie, comprese le fideiussioni che firmi per altri.
  • Le soglie. Un intermediario segnala la tua posizione quando, a fine mese, è pari o superiore a 30.000 euro. Per i crediti in sofferenza la soglia scende a 250 euro.
  • Ogni quanto. Ogni mese. I dati di fine settembre, per esempio, arrivano alla banca a inizio novembre.
  • Cosa vede la banca. Il tuo indebitamento complessivo verso tutto il sistema, il tipo di finanziamenti e la regolarità dei pagamenti, per gli ultimi 36 mesi. Non vede i nomi delle altre banche con cui lavori.

La CR non è una lista di cattivi pagatori: registra anche le informazioni positive, come le rate pagate regolarmente. E un ritardo in una rata non basta per finire in sofferenza, perché l'intermediario deve valutare la situazione finanziaria complessiva del cliente.

Come si richiede la Centrale Rischi online con SPID?

La richiesta è gratuita e si fa dal portale Servizi online della Banca d'Italia, che dal 13 aprile 2026 è l'unico canale telematico per l'accesso ai dati, come spiega la pagina ufficiale «Accesso ai dati della Centrale dei Rischi».

  1. Dalla pagina della Banca d'Italia sull'accesso ai dati CR entri nel portale Servizi online con SPID, CIE o CNS.
  2. Compili la richiesta nell'area personale. Per i dati della società la fa il legale rappresentante (o le altre figure previste, come i soci di Srl o i sindaci).
  3. Scarichi il prospetto dalla stessa area.

Di norma la Banca d'Italia risponde entro 30 giorni, ma con SPID, CIE o CNS la guida ufficiale indica che la risposta può arrivare anche in tempo reale. Chi non ha queste credenziali può inviare la richiesta con un documento d'identità, oppure rivolgersi a una Filiale.

C'è anche un servizio poco conosciuto: le società iscritte al Registro delle Imprese possono attivare un abbonamento gratuito di un anno, rinnovabile, che invia i dati della CR ogni mese alla PEC aziendale. Lo sottoscrive il legale rappresentante con SPID, CIE o CNS.

Centrale Rischi e CRIF: che differenza c'è?

La Centrale Rischi è pubblica: la gestisce la Banca d'Italia per finalità di interesse pubblico e gli intermediari sono obbligati a partecipare.

I Sistemi di Informazione Creditizia (SIC) sono archivi privati, come CRIF, Experian, CTC e Assilea. Gli intermediari vi partecipano su base volontaria, e la Banca d'Italia precisa nelle sue domande frequenti che non li supervisiona in alcun modo.

In pratica: per sapere cosa c'è su di te in CRIF o negli altri SIC devi chiederlo direttamente a loro. La Banca d'Italia ti dà solo la Centrale Rischi.

Come si legge il prospetto della Centrale Rischi?

La Banca d'Italia pubblica una guida alla lettura del prospetto. Il prospetto ha tre parti: la sezione anagrafica, la sezione importi con le segnalazioni mese per mese e la sezione richieste di informazione, con le banche che hanno consultato la tua posizione negli ultimi 6 mesi.

Nella sezione importi i finanziamenti sono raggruppati in categorie. Le principali per un'impresa sono:

  • Rischi autoliquidanti: anticipi su crediti verso terzi, come anticipo fatture e factoring. Si rimborsano con l'incasso delle fatture.
  • Rischi a scadenza: finanziamenti con scadenza fissata dal contratto, come mutui e leasing.
  • Rischi a revoca: aperture di credito in conto corrente, cioè il fido di cassa, che la banca può revocare.
  • Sofferenze: crediti verso chi è in una situazione di grave e non transitoria difficoltà.
  • Crediti di firma e garanzie ricevute: fideiussioni rilasciate dalla banca per te e garanzie che hai firmato per altri.

Per ogni categoria trovi tre importi da capire subito:

  • Accordato: quanto la banca ha deciso di concederti.
  • Accordato operativo: quanto puoi davvero usare in base al contratto (di solito coincide).
  • Utilizzato: quanto devi alla banca a fine mese.

Ecco un'azienda di esempio con tre linee presso la stessa banca:

CategoriaAccordato operativoUtilizzatoCosa racconta
Rischi a revoca (fido di cassa)100.000 €98.000 €Il fido è usato quasi tutto, a fine mese
Rischi autoliquidanti (anticipo fatture)200.000 €80.000 €C'è ancora spazio sulla linea
Rischi a scadenza (mutuo)300.000 €210.000 €Debito residuo del mutuo

Quando l'utilizzato supera l'accordato operativo si parla di sconfinamento. La guida ufficiale chiama inadempimento persistente una rata non pagata da più di 90 giorni, oppure un utilizzo oltre l'accordato che dura più di 90 giorni: è un'informazione negativa.

Cosa guarda la banca nella tua Centrale Rischi?

Chi valuta un fido cerca nella CR l'andamento, non una singola foto. Queste sono le domande tipiche.

  • Il fido di cassa è sempre al limite? Un utilizzato vicino all'accordato operativo mese dopo mese racconta un'azienda che vive appesa al fido.
  • Ci sono sconfinamenti? Si vedono anche quelli brevi. Se diventano persistenti pesano molto.
  • L'anticipo fatture segue il fatturato? Una linea autoliquidante usata sempre di più mentre le vendite sono ferme fa nascere domande sugli incassi.
  • Quante banche hai interpellato? Molte richieste di prima informazione in sei mesi possono raccontare un'azienda che cerca soldi ovunque.
  • Ci sono rate scadute o garanzie attivate? Sono le righe più pesanti.

La CR registra le conseguenze di come gestisci la cassa. Un fido sempre pieno o uno sconfinamento sono quasi sempre il segnale di un flusso di cassa non previsto. Per questo si sistema a monte, gestendo crediti, magazzino e pagamenti come spieghiamo nella guida al flusso di cassa.

Cos'è il rating bancario e cosa c'entra la Centrale Rischi?

Il rating bancario è il voto che la banca dà alla tua azienda sulla probabilità che restituisca i soldi. Non esiste un rating unico e pubblico: ogni banca ha il suo modello interno. In genere mette insieme tre gruppi di informazioni:

  • il bilancio, cioè redditività, debiti e capacità di produrre cassa
  • l'andamento dei rapporti, cioè come usi i conti e i fidi e cosa dice la Centrale Rischi
  • le informazioni qualitative, come il settore, l'organizzazione e la qualità dei piani che presenti

Più il rating è buono, più credito ottieni e a condizioni migliori. Il bilancio arriva una volta l'anno, la Centrale Rischi ogni mese: è la parte del giudizio che si muove più in fretta. Sul bilancio, una delle prime domande è se l'EBITDA basta a coprire le rate, come spieghiamo nell'articolo su quanto deve essere l'EBITDA.

Il caso di Gabriele Conti, titolare di Conti Srl (macchinari per laboratori di pasticceria e panificio), mostra cosa succede quando i numeri tornano in ordine. In 12 mesi, con il controller Domenico Magnifico, l'utile è passato da 14.000 a 350.000 euro, e nel caso studio risultano il rating AAA raggiunto dopo 5 anni e le banche in competizione per offrire credito. Gabriele lo racconta così: "Io non ho più dovuto discutere di affidamenti, di niente" (il caso studio di Gabriele).

Cosa fare ogni mese con la Centrale Rischi?

Ecco una routine da cominciare lunedì.

1. Attiva l'abbonamento mensile via PEC. Così ogni mese hai il prospetto senza doverlo chiedere.

2. Controlla che i dati siano giusti. Confronta accordato e utilizzato con contratti ed estratti conto. A correggere gli errori è l'intermediario che li ha segnalati: scrivi alla banca, poi all'ufficio reclami, che secondo la guida ufficiale deve rispondere entro 60 giorni. Se la risposta non arriva o non ti convince puoi ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario o presentare un esposto alla Banca d'Italia.

3. Guarda le righe come le guarda la banca. Se vedi fido sempre pieno, sconfinamenti o troppe richieste di informazione, sai già di cosa ti chiederà conto il direttore di filiale.

4. Collega la CR al flusso di cassa. Un fido sempre al limite non si risolve con un fido più alto, ma capendo dove si ferma la cassa e usando ogni linea per il suo scopo: il fido per il circolante, i mutui per gli investimenti.

5. Vai in banca con un piano, non con una richiesta. Francesco Manenti, fondatore di CT Consulting Srl, soluzioni di pagamento digitale e ICT, viveva il rapporto con le banche come qualcosa da subire. Con il controller Riccardo ha rifatto il piano dei conti, introdotto budget e analisi degli scostamenti, costruito un piano industriale fino al 2029 e preparato la documentazione per trattare con le banche da una posizione di forza. In 12 mesi l'EBITDA è passato da 171.301 a 212.338 euro. "Il famoso DSCR per me prima era solo una sigla. Adesso lo padroneggio. Quando vado in banca parliamo uno a uno", racconta Francesco (il caso studio di Francesco).

Banca, commercialista e controllo di gestione guardano la stessa azienda da punti diversi: servono tutti. Il tuo lavoro è arrivare al tavolo sapendo già cosa vedranno.

Domande frequenti

Essere segnalati in Centrale Rischi vuol dire essere cattivi pagatori?

No. Chi ha un finanziamento o una garanzia sopra la soglia di censimento viene segnalato comunque, anche se paga regolarmente. La CR registra la storia creditizia, con le informazioni positive e quelle negative.

Si può essere cancellati dalla Centrale Rischi?

Solo se i dati sono sbagliati, chiedendo la correzione all'intermediario che li ha segnalati. Quando un finanziamento si chiude o scende sotto la soglia, la segnalazione si ferma dal mese successivo, ma la storia resta negli archivi. Gli intermediari ne vedono solo gli ultimi 36 mesi.

La banca vede con quali altre banche lavoro?

No. Vede il tuo indebitamento complessivo verso il sistema, suddiviso per categoria, ma non i nomi degli altri intermediari.

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