Elasticità dell'attivo: quanto è flessibile la tua azienda
Elasticità dell'attivo: cos'è, come si calcola dal bilancio, un esempio con due aziende e perché un indice alto non basta se magazzino e crediti sono fermi.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
L'elasticità dell'attivo misura quanta parte degli investimenti dell'azienda torna in cassa entro un anno. Si calcola dividendo l'attivo circolante (magazzino, crediti, liquidità) per il totale dell'attivo: più è alta, più l'azienda può adattarsi in fretta quando il mercato cambia.
Il suo opposto è la rigidità: la parte dell'attivo legata a capannoni, macchinari e altri beni che restano per anni. Vediamo come si calcola, come si legge, e perché un'elasticità alta a volte nasconde soldi fermi.
Cosa vuol dire elasticità dell'attivo?
L'attivo dello stato patrimoniale è l'elenco di dove sono investiti i soldi dell'azienda. Si divide in due blocchi:
- attivo fisso: immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie. Si trasformano in denaro lentamente, attraverso gli ammortamenti e i margini di più anni
- attivo circolante: rimanenze, crediti verso clienti, altri crediti a breve, liquidità. Gira nel giro di mesi: compri, produci, vendi, incassi
Un'azienda elastica ha gran parte dei soldi nel secondo blocco. Se le vendite calano, può comprare meno merce, ridurre il magazzino e liberare cassa. Un'azienda rigida ha i soldi bloccati in impianti che deve pagare e ammortizzare comunque, anche se lavora a metà. I due blocchi li abbiamo spiegati negli articoli su attivo circolante e attivo fisso.
Come si calcola?
Elasticità dell'attivo = Attivo circolante ÷ Totale attivo
Rigidità dell'attivo = Attivo fisso ÷ Totale attivo
I due indici sommati fanno sempre 1. Se l'elasticità è 0,70, la rigidità è 0,30.
I numeri li trovi nello stato patrimoniale. L'attivo fisso corrisponde alla voce B, le immobilizzazioni. L'attivo circolante è la voce C. I ratei e risconti attivi della voce D di solito si aggiungono al circolante, perché si chiudono entro l'anno. Un'attenzione: un credito che scade oltre i 12 mesi sta nella voce C, ma in un'analisi seria va spostato nell'attivo fisso, perché non tornerà in cassa a breve.
Un esempio con due aziende
Prendiamo due aziende inventate.
| Voce | Distribuzione (fattura 3 milioni) | Produzione (fattura 2,8 milioni) |
|---|---|---|
| Immobilizzazioni | 300.000 | 1.500.000 |
| Magazzino | 700.000 | 350.000 |
| Crediti verso clienti | 650.000 | 450.000 |
| Liquidità | 150.000 | 100.000 |
| Totale attivo | 1.800.000 | 2.400.000 |
| Elasticità | 0,83 | 0,38 |
Il risultato non sorprende. Chi distribuisce merce non ha bisogno di grandi impianti e vive di magazzino e crediti. Chi produce ha bisogno di macchinari. Per questo l'elasticità non si confronta tra settori diversi: si confronta con le aziende del tuo settore e con te stesso negli anni.
Un'elasticità alta è sempre una buona notizia?
No. L'indice presume che tutto l'attivo circolante torni in cassa entro l'anno. Non sempre succede.
Torniamo all'azienda di distribuzione. Supponiamo che 250.000 € di magazzino siano articoli che non vendono da oltre 12 mesi e che 80.000 € di crediti siano scaduti da tanto tempo che difficilmente verranno incassati. Sulla carta l'elasticità è 0,83. Se togli dal circolante quello che non gira, il conto diventa:
(1.500.000 − 250.000 − 80.000) ÷ 1.800.000 = 0,65
L'azienda è meno flessibile di quanto sembri. Quei 330.000 € sono soldi spesi che non tornano, e intanto qualcuno li deve finanziare, di solito la banca.
Lo mostra il caso di Francesco Vigorito, co-fondatore di Studio Aurea SRL, società di progettazione e ristrutturazione immobiliare. All'inizio del percorso la liquidità dell'azienda era bloccata negli immobili da ristrutturare. Il lavoro è partito da lì: completare i progetti in corso, vendere gli immobili ristrutturati e bloccare i nuovi acquisti per liberare liquidità e ridurre l'esposizione finanziaria. In 12 mesi l'EBITDA è passato da -184.000 € a 248.000 €. La storia completa è nel caso studio di Francesco.
E una rigidità alta è un problema?
Neanche questo in automatico. Un'azienda rigida ha costi fissi più alti, quindi soffre di più quando le vendite calano, ma guadagna di più quando crescono, perché gli impianti ci sono già. È la logica della leva operativa.
La rigidità diventa un problema quando:
- gli impianti sono usati poco, per esempio una linea che lavora su un turno quando ne potrebbe fare due
- sono stati comprati con debiti a breve invece che con mutui o patrimonio netto
- comprendono beni che non servono all'attività, come un immobile vuoto o una partecipazione ferma
In questi casi l'azienda ha soldi immobilizzati che non producono margine.
Come cambia l'elasticità nel tempo?
L'indice si muove per due motivi, e conviene capire quale dei due sta agendo.
- Sale perché cresce il circolante. Può essere una buona notizia (vendi di più e i crediti crescono con le vendite) o una cattiva (i clienti pagano più tardi, il magazzino si gonfia).
- Sale perché scende l'attivo fisso. Succede quando gli impianti si ammortizzano e non vengono rinnovati. L'indice migliora, ma l'azienda sta invecchiando.
Per questo l'elasticità va letta accanto agli indici di rotazione. Se l'elasticità sale e la rotazione del magazzino scende, la flessibilità è solo apparente.
Cosa fare lunedì mattina?
Prendi gli ultimi due bilanci e calcola elasticità e rigidità. Poi fai un passo in più: chiedi l'elenco degli articoli di magazzino fermi da oltre un anno e dei crediti scaduti da oltre sei mesi. Toglili dal circolante e ricalcola. La differenza tra i due numeri è la quota di attivo che lavora solo sulla carta.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra elasticità e liquidità?
L'elasticità guarda solo la composizione dell'attivo. Gli indici di liquidità confrontano l'attivo a breve con i debiti a breve. Un'azienda può essere molto elastica e avere comunque problemi di liquidità, se i debiti a breve sono troppi.
Quale valore è normale?
Dipende dal settore. Nel commercio e nei servizi l'elasticità è di solito alta, nella manifattura pesante e nell'immobiliare è bassa. Il confronto utile è con aziende simili alla tua e con i tuoi anni precedenti.
I ratei e risconti attivi vanno nel circolante?
Di solito sì, perché si chiudono entro l'anno. Se una parte riguarda più esercizi futuri, per esempio un maxicanone di leasing, quella quota può essere spostata nell'attivo fisso.
Il leasing cambia l'elasticità?
Sì. Nei bilanci delle PMI i beni in leasing non compaiono nell'attivo, quindi un'azienda che usa molto il leasing sembra più elastica di una che compra gli stessi macchinari.
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