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Direttore finanziario: chi è il CFO e quando serve a una PMI

Direttore finanziario (CFO) in una PMI: cosa fa, che differenza c'è con controller e commercialista, quando conviene assumerlo e quali alternative ci sono.

di Redazione Imprenditore VeroL’imprenditore

Il direttore finanziario, o CFO, è la persona che governa i soldi dell'azienda: la cassa, i rapporti con le banche, il budget, il controllo dei risultati e le scelte sugli investimenti. In una PMI questo ruolo esiste sempre, anche quando nessuno ha quel titolo: se non c'è un direttore finanziario, il CFO è il titolare, di solito la sera, dopo aver fatto tutto il resto.

Vediamo cosa fa un direttore finanziario, come si distingue dal controller e dal commercialista, quando serve davvero a una piccola impresa, cosa costa ragionando sui margini e quali strade ci sono prima di assumerne uno.

Cosa fa un direttore finanziario?

CFO sta per chief financial officer. Nelle grandi aziende guida un intero ufficio. In una PMI è spesso una persona sola, a volte con un aiuto in amministrazione. I suoi compiti si possono raggruppare in cinque aree.

  1. Cassa. Prevede incassi e pagamenti dei prossimi mesi, decide quando pagare, sollecita chi deve pagare, evita che l'azienda resti scoperta.
  2. Banche e finanziamenti. Tiene i rapporti con le banche, negozia fidi e mutui, prepara i documenti che la banca chiede, sceglie la forma di finanziamento adatta a ogni investimento.
  3. Pianificazione. Costruisce il budget e il piano industriale, cioè dove l'azienda vuole arrivare nei prossimi anni e con quali soldi.
  4. Controllo. Ogni mese confronta i numeri reali con il budget, capisce le differenze e propone correzioni.
  5. Rapporti con chi guarda i conti. Commercialista, revisori, soci, a volte investitori.

Sopra a tutto, il direttore finanziario è la persona che dice all'imprenditore quello che i numeri dicono, anche quando non è quello che lui vorrebbe sentire.

Che differenza c'è tra CFO, controller e commercialista?

Sono tre ruoli diversi che lavorano sugli stessi numeri.

GuardaServe a
CommercialistaIl passato, per leggeBilancio, dichiarazioni, imposte, adempimenti
ControllerIl mese appena chiuso e quelli che vengonoMargini, costi, scostamenti dal budget, punto di pareggio
Direttore finanziarioIl futuro, cassa e capitale compresiPianificazione, banche, investimenti, decisioni finanziarie

Il commercialista resta indispensabile, e non è un'alternativa al CFO: fa un altro mestiere. Il controller è spesso il primo passo verso una funzione finanziaria, perché costruisce i numeri gestionali su cui poi si decide. Ne parliamo nell'articolo sul consulente di controllo di gestione.

Quando serve un direttore finanziario a una PMI?

Non c'è una soglia di fatturato oltre la quale diventa obbligatorio. Ci sono però segnali che indicano che il titolare non riesce più a fare da CFO da solo.

  • Passi più tempo in banca e sul conto corrente che con clienti e collaboratori.
  • Hai più di una società, o più linee di business con conti separati.
  • Stai preparando un investimento importante, un'acquisizione o un ampliamento.
  • Le banche ti chiedono piani e previsioni che non sai preparare.
  • Scopri i problemi di cassa quando sono già arrivati.
  • L'azienda cresce, ma non sai se la crescita sta creando margine o consumando liquidità.

Per le società c'è anche un dovere di legge. L'art. 2086 del codice civile chiede all'imprenditore che opera in forma societaria di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche per accorgersi in tempo di una crisi. Il CFO non è richiesto per legge, ma qualcuno quel presidio deve tenerlo. Ne parliamo negli adeguati assetti organizzativi.

Quanto costa un direttore finanziario?

Dipende dall'esperienza, dalla zona e dalla dimensione dell'azienda, e qui non diamo cifre di mercato. Possiamo però ragionare su come si valuta il costo, con un'ipotesi.

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 3 milioni con un primo margine del 35% e immaginiamo un direttore finanziario con un costo aziendale di 90.000 € l'anno. Per pagarlo servono:

Fatturato necessario = 90.000 ÷ 35% = 257.143 €

Cioè l'azienda deve vendere circa 257.000 € in più, oppure recuperare 90.000 € di margine o di costi, solo per coprire quel ruolo. È tanto o poco? Dipende da cosa porta. Se il CFO alza il primo margine di tre punti, sono 90.000 €. Se evita un investimento sbagliato o ottiene condizioni bancarie migliori, il conto si fa da sé. Se invece passa le giornate a registrare fatture, è un costo fisso in più.

Ci sono alternative al CFO interno?

Sì, e per molte PMI sono il primo passo giusto.

  • Un direttore finanziario a tempo parziale. Un professionista che segue l'azienda alcuni giorni al mese. Porta esperienza senza il costo di una persona a tempo pieno.
  • Un controller esterno. Costruisce il controllo di gestione, il budget e il cash flow, e li legge con te ogni mese. Copre buona parte del lavoro di un CFO in una piccola impresa.
  • Far crescere una persona interna. Chi oggi lavora in amministrazione può imparare a leggere i numeri gestionali. Ci vuole tempo e formazione, ma resta in azienda.

Qualunque strada scegli, una cosa non si delega: capire i numeri. Il CFO ti spiega cosa dicono, le decisioni restano tue.

Cosa cambia con un presidio finanziario?

Andrea Strollo guida con la sorella Eleonora Protezione Ferro, zincatura a caldo e verniciatura dei metalli. Lavoravano dalla mattina alla notte e il suo compenso era di 11.100 € l'anno. Nel percorso di controllo di gestione hanno riclassificato i bilanci, analizzato ogni business unit e chiuso la verniciatura, che aveva margini nulli. Poi hanno costruito un piano industriale quinquennale, 2025-2029, con cui hanno ottenuto il finanziamento. In 12 mesi il compenso di Andrea è passato a 51.250 €. «L'imprenditore ha bisogno di una voce fuori dal coro», dicono. I dettagli sono nel caso studio di Andrea. Come si prepara un piano che la banca prende sul serio lo spieghiamo nel business plan per la banca.

Cosa fare lunedì mattina?

Prendi un foglio e scrivi quante ore a settimana dedichi a cassa, banche e numeri. Poi scrivi cosa non riesci a fare: un budget, un cash flow, un piano per la banca. Se la lista è lunga, non serve per forza un CFO domani, ma serve qualcuno che prenda in mano almeno una di quelle cose questo mese.

Domande frequenti

Una piccola impresa ha bisogno di un CFO?

Ha bisogno della funzione, non per forza della persona assunta. In molte piccole imprese il lavoro del CFO lo fanno insieme il titolare e un controller, interno o esterno.

Che differenza c'è tra direttore finanziario e direttore amministrativo?

L'amministrativo si occupa di contabilità, fatture, adempimenti. Il finanziario guarda avanti: cassa, banche, budget, investimenti. In una PMI spesso è la stessa persona, ma sono due mestieri diversi.

Il commercialista può fare da direttore finanziario?

Di solito no, perché il suo lavoro è un altro: bilancio, imposte, adempimenti. Alcuni offrono anche servizi di consulenza finanziaria, ma vanno concordati a parte. Servono entrambi.

Da dove si parte se oggi il CFO sono io?

Da tre strumenti: conto economico riclassificato ogni mese, budget annuale, cash flow previsionale. Con questi in mano, capisci meglio anche che tipo di aiuto ti serve.


Se vuoi un presidio sui numeri senza assumere un direttore finanziario, nel controllo di gestione chiavi in mano un controller formato sul metodo costruisce il controllo di gestione della tua azienda e ogni mese lo legge insieme a te.