Adeguati assetti organizzativi: cosa chiede la legge
Adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili: cosa chiede l'art. 2086 del codice civile, chi ne risponde e cosa serve in pratica in una PMI.
di Redazione Imprenditore VeroControllo di gestione
La legge chiede a ogni impresa che opera in forma di società di avere un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla sua natura e alle sue dimensioni, capace di far vedere per tempo i segnali di crisi. Lo stabilisce l'art. 2086 del codice civile, e nelle SRL istituire questi assetti è compito esclusivo degli amministratori.
Detto in parole semplici: chi guida una società deve sapere, con un anticipo ragionevole, se l'azienda sta andando verso un problema di cassa o di debiti, e deve essersi organizzato per accorgersene. Non è un adempimento da sbrigare con un documento. È un modo di gestire l'azienda, e coincide in gran parte con il controllo di gestione.
Cosa dice l'articolo 2086 del codice civile?
Il secondo comma dell'art. 2086 del codice civile, introdotto con la riforma della crisi d'impresa, dice che l'imprenditore che opera in forma societaria o collettiva «ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale». E deve attivarsi senza indugio, se la crisi arriva, per usare gli strumenti previsti dalla legge.
Vale per SRL, SPA e anche per le società di persone. Per le SRL l'art. 2475 precisa che l'istituzione degli assetti spetta esclusivamente agli amministratori. Per l'imprenditore individuale il Codice della crisi chiede invece misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi.
Cosa significa assetto organizzativo, amministrativo e contabile?
Sono tre cose diverse, che lavorano insieme:
- Assetto organizzativo: chi fa cosa. Organigramma, deleghe, responsabilità chiare, persone con le competenze giuste nei ruoli chiave.
- Assetto amministrativo: come circolano le informazioni e come si prendono le decisioni. Procedure, scadenziari, budget, controllo degli scostamenti, previsioni di cassa.
- Assetto contabile: una contabilità tempestiva e affidabile, che permetta di avere situazioni economiche e patrimoniali durante l'anno e non solo a bilancio chiuso.
La parola che conta è «adeguato». Una SRL con cinque dipendenti non deve avere l'organizzazione di un gruppo industriale. Deve avere strumenti proporzionati, che però funzionino davvero.
Cosa devono permettere di vedere gli assetti?
Lo dice l'art. 3 del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza. Gli assetti devono consentire di:
- rilevare eventuali squilibri patrimoniali o economico-finanziari, rapportati alle caratteristiche dell'impresa
- verificare la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità aziendale almeno per i dodici mesi successivi
- ricavare le informazioni necessarie per gli strumenti di verifica previsti per la composizione negoziata della crisi
Lo stesso articolo elenca i segnali che aiutano a prevedere la crisi:
- debiti per retribuzioni scaduti da almeno 30 giorni, pari a oltre la metà del monte stipendi mensile
- debiti verso fornitori scaduti da almeno 90 giorni, superiori ai debiti verso fornitori non ancora scaduti
- esposizioni verso banche e intermediari scadute da più di 60 giorni, o oltre il fido da almeno 60 giorni, pari almeno al 5% del totale delle esposizioni
- debiti scaduti verso INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate-Riscossione oltre le soglie che fanno scattare le loro segnalazioni
Il secondo punto, quello sui dodici mesi, è il cuore pratico della norma: significa avere una previsione di cassa che guardi avanti un anno.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 1,8 milioni, con 60.000 € di stipendi al mese. Ecco i quattro segnali a fine settembre:
| Segnale | Situazione | Soglia | Stato |
|---|---|---|---|
| Stipendi scaduti da 30 giorni | 0 € | oltre 30.000 € | spento |
| Fornitori scaduti da 90 giorni | 140.000 € | oltre i non scaduti (120.000 €) | acceso |
| Esposizioni bancarie scadute o sconfinate da 60 giorni | 30.000 € su 500.000 € | almeno il 5% | acceso (6%) |
| Debiti verso enti pubblici | nessuna segnalazione | spento |
Due segnali su quattro sono accesi. Il titolare però non lo sapeva: guardava il saldo del conto, che a settembre era ancora positivo. Se avesse avuto un cash flow previsionale a dodici mesi, avrebbe visto già a giugno che a marzo dell'anno dopo, con la rata del mutuo e le imposte, la cassa sarebbe andata sotto di 80.000 €. A giugno poteva rinegoziare, chiedere tempi diversi ai clienti, rinviare un investimento. A settembre le strade sono meno.
Chi risponde se gli assetti non ci sono?
Gli amministratori. Nelle SRL rispondono verso la società dei danni derivanti dall'inosservanza dei doveri imposti dalla legge, secondo l'art. 2476 del codice civile, e istituire assetti adeguati è uno di quei doveri.
Ma il rischio più concreto è un altro, ed è tutto imprenditoriale: accorgersi della crisi quando restano poche soluzioni. Gli assetti servono prima di tutto a chi guida l'azienda, non a chi la controlla.
Cosa serve, in pratica, in una PMI?
Una lista proporzionata alla dimensione di una piccola o media impresa:
- organigramma e deleghe scritti, anche su una pagina
- piano dei conti gestionale, che separi costi fissi e variabili e le diverse attività
- situazione economica mensile o almeno trimestrale, con ricavi, primo margine, costi fissi ed EBITDA
- budget annuale con il confronto mese per mese tra previsto e reale
- cash flow previsionale a dodici mesi, aggiornato ogni mese
- scadenziario di fornitori, dipendenti, fisco e banche, per controllare i quattro segnali
- un piano pluriennale quando ci sono investimenti o debiti importanti, come il piano economico finanziario
Sono gli stessi strumenti del controllo di gestione in una PMI. Un'azienda che fa controllo di gestione ogni mese ha già fatto gran parte del lavoro. Ne manca solo la traccia scritta: chi fa cosa, ogni quanto, chi legge i numeri e chi decide.
Cosa cambia quando i numeri arrivano prima?
Giuliano Irrati è titolare di Kepler SRL, che sviluppa software per yacht e imbarcazioni leggere. Prima del percorso il punto di pareggio arrivava a dicembre e il piano dei conti era disorganizzato. Con il controller ha riorganizzato il piano dei conti, introdotto un budget con il monitoraggio mensile degli scostamenti e la pianificazione dei flussi di cassa. Giuliano racconta: «Grazie al controllo di gestione sono riuscito a prevedere con 5 mesi di anticipo una sofferenza di cassa a dicembre e ho potuto pianificare per tempo un intervento bancario». In 12 mesi l'EBITDA è passato da 17.500 a 76.000 € e il punto di pareggio è stato anticipato a settembre. Il percorso è nel caso studio di Giuliano.
Marco Illuminati guida ORIL, distribuzione di bevande, con un passaggio generazionale in corso. Il bilancio si chiudeva «a giochi fatti, quando già era tardi per pianificare un nuovo anno». Con il controller Giuseppe Barbarani ha rifatto il piano dei conti, diviso l'azienda per canale e introdotto un budget con controllo mensile degli scostamenti. Il risultato, dopo 13 mesi: «L'EBITDA che avevamo previsto all'inizio dell'anno si è materializzato con una differenza di qualche centinaio di euro». La storia è nel caso studio di Marco.
Cosa fare lunedì mattina?
Fai il test dei quattro segnali sulla tua azienda, con i numeri di oggi. Poi chiediti se sai già oggi quanta cassa avrai fra sei mesi. Se la risposta è no, il primo assetto da costruire è un cash flow previsionale a dodici mesi, da aggiornare ogni mese.
Domande frequenti
Gli adeguati assetti valgono anche per le piccole società?
Sì. L'obbligo riguarda tutte le imprese in forma societaria o collettiva. Cambia la misura: gli assetti devono essere adeguati alla natura e alle dimensioni dell'impresa.
E per la ditta individuale?
Il Codice della crisi chiede all'imprenditore individuale misure idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e ad attivarsi senza indugio. Gli strumenti utili sono gli stessi, in forma più semplice.
Basta il bilancio del commercialista?
No, da solo. Il bilancio arriva mesi dopo la chiusura dell'anno e guarda indietro. Gli assetti chiedono di guardare avanti almeno dodici mesi. Commercialista e controllo di gestione servono entrambi.
Gli adeguati assetti vanno messi per iscritto?
Conviene. Una procedura scritta, anche semplice, dimostra che gli strumenti esistono e chiarisce chi li usa e con quale frequenza.
Se vuoi che nella tua azienda ci sia ogni mese qualcuno che legge i numeri con te e ti avvisa in tempo, il controllo di gestione chiavi in mano è pensato per questo: un controller formato sul metodo lo costruisce per la tua azienda e lo segue con te mese per mese.


