Debiti in bilancio: come leggerli voce per voce, con esempi
Debiti in bilancio: le 14 voci del passivo D spiegate, la differenza fra debiti finanziari e commerciali, un esempio con i numeri e i segnali da non ignorare.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
I debiti in bilancio sono tutto quello che l'azienda deve pagare ad altri alla data di chiusura: banche, fornitori, Erario, enti previdenziali, dipendenti, soci. Si trovano nella voce D del passivo dello stato patrimoniale e si leggono dividendoli in due gruppi, quelli finanziari, che costano interessi, e quelli della gestione, che nascono dal lavoro di tutti i giorni.
Vediamo le voci una per una, un esempio con i numeri e i segnali che devono farti fermare a riflettere.
Dove si trovano i debiti nel bilancio?
Nel passivo dello stato patrimoniale, alla lettera D. Lo schema è quello dell'art. 2424 del codice civile, che elenca quattordici voci:
- obbligazioni
- obbligazioni convertibili
- debiti verso soci per finanziamenti
- debiti verso banche
- debiti verso altri finanziatori
- acconti
- debiti verso fornitori
- debiti rappresentati da titoli di credito
- debiti verso imprese controllate
- debiti verso imprese collegate
- debiti verso controllanti (e 11-bis, verso imprese sottoposte al controllo delle controllanti)
- debiti tributari
- debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale
- altri debiti
Per ogni voce il bilancio indica a parte la quota esigibile oltre l'esercizio successivo, cioè da pagare fra più di dodici mesi. Nel bilancio abbreviato le voci possono essere raggruppate in un solo totale, ma la separazione fra entro e oltre l'anno resta (art. 2435-bis). Il dettaglio lo trovi nella nota integrativa.
Attenzione a due cose che sembrano debiti ma stanno altrove: il TFR dei dipendenti ha una sua voce, la C del passivo, e i fondi per rischi e oneri stanno nella voce B.
Debiti finanziari e debiti commerciali: che differenza c'è?
È la prima cosa da fare quando leggi il passivo, perché i due gruppi raccontano storie diverse.
- Debiti finanziari: obbligazioni, finanziamenti soci, banche, altri finanziatori (società di factoring o finanziarie, per esempio). Sono soldi presi in prestito. Di solito costano interessi e hanno un piano di rimborso. Il debito residuo dei contratti di leasing, invece, nel bilancio civilistico delle PMI non compare tra i debiti.
- Debiti della gestione: fornitori, acconti dei clienti, debiti tributari, previdenziali, verso dipendenti. Nascono dal lavoro quotidiano e di norma non costano interessi, finché vengono pagati alle scadenze.
I primi entrano nel calcolo della posizione finanziaria netta, che la banca guarda per prima: ne parliamo nell'articolo sulla posizione finanziaria netta. I secondi entrano nel capitale circolante e dicono come l'azienda gestisce i pagamenti.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 2.000.000 € l'anno e compra merci e servizi per 1.100.000 €. Ecco la sua voce D:
| Voce | Totale | Di cui oltre l'anno |
|---|---|---|
| D.3 Debiti verso soci per finanziamenti | 100.000 € | 100.000 € |
| D.4 Debiti verso banche | 420.000 € | 270.000 € |
| D.7 Debiti verso fornitori | 310.000 € | 0 € |
| D.12 Debiti tributari | 85.000 € | 0 € |
| D.13 Debiti verso istituti previdenziali | 40.000 € | 0 € |
| D.14 Altri debiti | 55.000 € | 0 € |
| Totale debiti | 1.010.000 € | 370.000 € |
Come si legge?
Banche. 420.000 €, di cui 150.000 € da restituire entro un anno. Quei 150.000 € sono rate di mutuo e scoperti di conto che dovrai coprire con la cassa dei prossimi dodici mesi. Il confronto da fare è con quanto l'azienda genera in un anno.
Fornitori. 310.000 € su 1.100.000 € di acquisti. Trasformati in giorni, con l'IVA aggiunta agli acquisti: 310.000 ÷ (1.100.000 × 1,22) × 365 = 84 giorni. Se le condizioni concordate sono a 60 giorni, l'azienda sta pagando in ritardo, e quel ritardo è un finanziamento che i fornitori prima o poi chiederanno indietro. Il calcolo completo è nell'articolo sui giorni di pagamento dei fornitori.
Tributari e previdenziali. 125.000 € in tutto. Se sono le imposte e i contributi di dicembre, che si pagano a gennaio, è tutto normale. Se dentro ci sono importi scaduti o rateizzati, è un segnale serio: debiti verso Erario e INPS non pagati sono tra i segnali di allerta previsti dal codice della crisi d'impresa.
Altri debiti. Spesso sono gli stipendi di dicembre pagati a gennaio, oppure debiti verso amministratori. Vale la pena chiedere cosa c'è dentro.
Soci. 100.000 € prestati dai soci, tutti oltre l'anno. Sono debiti veri, ma con regole particolari nelle SRL: in certi casi il loro rimborso passa dopo quello degli altri creditori.
Come si valutano i debiti nel bilancio?
Il codice civile chiede di iscriverli con il criterio del costo ammortizzato, che tiene conto degli interessi e dei costi di transazione (art. 2426, n. 8). Le società che fanno il bilancio abbreviato possono invece iscriverli al valore nominale, cioè quanto c'è scritto su fattura o contratto. Per un imprenditore la conseguenza pratica è piccola: per i debiti verso fornitori e per quelli a breve, il numero che leggi è di fatto quello che dovrai pagare.
Quali debiti devono preoccuparti?
Più del totale conta come cambia e come è fatto. Ecco i segnali da cercare confrontando due bilanci:
- I debiti verso fornitori crescono più degli acquisti. Stai pagando sempre più tardi.
- I debiti verso banche entro l'anno crescono e quelli oltre l'anno calano. Stai finanziando con fido e anticipi cose che richiederebbero un mutuo.
- Debiti tributari o previdenziali più alti di un mese normale. Probabilmente c'è qualcosa di non pagato.
- Acconti dei clienti molto alti. Non è un male, ma è cassa che hai già incassato per lavori ancora da fare. Va tenuta da parte.
Lavorare sulla struttura dei debiti cambia anche il rapporto con la banca. Alessandro Pizzimenti, amministratore di NES Srl, edilizia e fotovoltaico, ha lavorato con il controller Riccardo anche sulla ristrutturazione del debito, per migliorare il rating e ottenere condizioni bancarie più favorevoli. In 10 mesi l'EBITDA è passato da 146.200 a 365.500 €. Tutto il percorso è nel caso studio di Alessandro.
Cosa fare lunedì mattina?
- Prendi gli ultimi due bilanci e dividi la voce D in debiti finanziari e debiti della gestione.
- Per le banche, guarda quanto scade entro l'anno e confrontalo con l'EBITDA.
- Calcola i giorni medi di pagamento dei fornitori e confrontali con quelli concordati.
- Chiedi all'amministrazione se nei debiti tributari e previdenziali ci sono importi scaduti o rateizzati.
Per capire quali debiti scadono nei prossimi dodici mesi e come si confrontano con la liquidità, leggi la guida sulle passività correnti.
Domande frequenti
Il TFR è un debito?
Sì, è un debito verso i dipendenti, ma nel bilancio ha una voce propria, la C del passivo, separata dalla voce D dei debiti.
Cosa sono i debiti esigibili oltre l'esercizio successivo?
Sono i debiti che scadono fra più di dodici mesi dalla data di chiusura, come le rate di un mutuo dal secondo anno in poi. Il bilancio li deve indicare a parte.
Avere molti debiti verso fornitori è un problema?
Dipende dai giorni. Se paghi alle scadenze concordate, è normale. Se i giorni medi di pagamento si allungano ogni anno, stai usando i fornitori come una banca.
Dove vedo gli interessi che pago sui debiti?
Nel conto economico, alla voce C.17 «interessi e altri oneri finanziari». Il rapporto fra interessi e debiti finanziari ti dà il tasso medio che stai pagando.
Nel webinar gratuito Mirco Gasparotto e Alessandro Palumbo mostrano come leggere stato patrimoniale e conto economico con gli occhi dell'imprenditore, partendo dai numeri che dicono quanto guadagna e quanta cassa genera l'azienda. Ricevi i file Excel per rifare i calcoli.


