Rotazione dei debiti: in quanti giorni paghi i fornitori
Rotazione dei debiti verso fornitori: cos'è, come si calcola dal bilancio, quanti giorni sono giusti e perché pagare più tardi non è sempre la scelta furba.
di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca
La rotazione dei debiti dice quante volte in un anno l'azienda "rinnova" i suoi debiti verso i fornitori. Trasformata in giorni, ti dice in quanti giorni paghi in media i fornitori, ed è il numero che, messo accanto ai giorni di incasso dai clienti, spiega perché in banca c'è o non c'è liquidità.
Vediamo dove si trovano i dati nel bilancio, come si fa il calcolo, come si legge e cosa puoi farci concretamente, con un esempio su un'azienda da 1,2 milioni di fatturato.
Cos'è la rotazione dei debiti verso fornitori?
Ogni volta che compri merce, materiali o servizi senza pagarli subito, il fornitore ti sta facendo credito. Quel credito, per te, è un debito. A fine anno nel bilancio ne trovi il totale nello stato patrimoniale, alla voce D.7 del passivo, «debiti verso fornitori», come prevede lo schema dell'art. 2424 del codice civile.
La rotazione mette in rapporto quel debito con quanto hai comprato nell'anno. Se compri 700.000 € l'anno e a fine anno devi ai fornitori 175.000 €, vuol dire che in media hai sempre un quarto degli acquisti dell'anno ancora da pagare. Detto in giorni: paghi più o meno a tre mesi.
Nei libri lo trovi anche come DPO, dall'inglese days payable outstanding, o come «giorni medi di pagamento». È lo specchio dei giorni medi di incasso dai clienti: lì misuri quanto aspetti tu, qui quanto fai aspettare gli altri.
Come si calcola la rotazione dei debiti?
Le formule sono due, e dicono la stessa cosa in due modi diversi.
Rotazione dei debiti = Acquisti dell'anno IVA compresa ÷ Debiti verso fornitori
Giorni medi di pagamento = Debiti verso fornitori ÷ Acquisti dell'anno IVA compresa × 365
Due accorgimenti contano più della formula.
- L'IVA. Il debito verso il fornitore in bilancio comprende l'IVA, perché è quello che gli devi davvero. Gli acquisti nel conto economico sono invece senza IVA. Se non aggiungi l'IVA agli acquisti, i giorni vengono gonfiati.
- Quali acquisti. Non solo le materie prime (voce B.6 del conto economico). I fornitori sono anche quelli di servizi (B.7), come trasporti, lavorazioni esterne, consulenze, utenze. Se nel debito ci sono anche loro, devono esserci anche nel denominatore.
Se hai solo il bilancio di fine anno, usi il debito al 31 dicembre. Se puoi, fai la media fra inizio e fine anno, o meglio ancora fra i saldi mensili: il 31 dicembre è spesso un giorno particolare, con pagamenti anticipati o rinviati.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 1,2 milioni e ha questi dati:
| Voce | Euro |
|---|---|
| Acquisti di materie e servizi, IVA esclusa | 600.000 |
| Stessi acquisti con IVA al 22% | 732.000 |
| Debiti verso fornitori al 31 dicembre | 150.000 |
Rotazione = 732.000 ÷ 150.000 = 4,9 volte l'anno
Giorni medi di pagamento = 150.000 ÷ 732.000 × 365 = 75 giorni
L'azienda paga i fornitori in media a 75 giorni. Ogni giorno di pagamento, in questa azienda, vale circa 732.000 ÷ 365 = 2.000 € di cassa. Se domani i fornitori pretendessero il pagamento a 60 giorni invece che a 75, servirebbero circa 30.000 € in più sul conto.
Quanti giorni sono giusti per pagare i fornitori?
Non c'è un numero giusto per tutti. Ci sono però tre confronti che contano.
Con i termini che hai firmato. Se i contratti dicono 60 giorni e la media è 95, stai pagando in ritardo. Il fornitore se ne accorge prima di te. Per le transazioni fra imprese il termine di legge, se non si pattuisce nulla, è di 30 giorni, e oltre i 60 giorni il termine deve essere concordato espressamente e per iscritto, come stabilisce l'art. 4 del decreto legislativo 231 del 2002.
Con i giorni di incasso. Se incassi a 90 giorni e paghi a 75, finanzi i tuoi clienti per 15 giorni con soldi tuoi o della banca. È il calcolo del ciclo monetario: giorni di incasso più giorni di magazzino meno giorni di pagamento. Nell'esempio, con clienti a 90 giorni e magazzino a 60, il ciclo è 90 + 60 − 75 = 75 giorni di cassa da trovare.
Con te stesso nel tempo. Se l'anno scorso pagavi a 60 giorni e quest'anno a 85, senza aver rinegoziato nulla, i fornitori stanno facendo da banca perché la cassa non basta. È un segnale da non ignorare.
Pagare più tardi conviene sempre?
No. Allungare i pagamenti libera cassa, ma ha un prezzo, anche se non compare in nessuna fattura.
- Il fornitore pagato in ritardo ti rimette in fondo alla fila quando c'è poca merce.
- Lo sconto per pagamento anticipato che non chiedi è margine che lasci sul tavolo. Due punti di sconto per pagare a 30 giorni invece che a 90 valgono, su 600.000 € di acquisti, 12.000 € l'anno.
- I ritardi si vedono. Le informazioni commerciali e i rapporti con le banche raccontano come paghi, e chi ti valuta legge anche questo.
La regola che usiamo è semplice: i giorni di pagamento si concordano, non si subiscono. Un'azienda che paga a 90 giorni perché lo ha negoziato è sana. Un'azienda che paga a 90 giorni perché non ha i soldi per pagare a 60 ha un problema di cassa, e quel problema va risolto alla fonte: margini, magazzino, incassi.
Cosa fare lunedì mattina?
Prendi l'ultimo bilancio e calcola i giorni medi di pagamento con la formula sopra, ricordando l'IVA. Poi fai tre cose.
- Confronta il risultato con i termini scritti nei contratti con i tuoi cinque fornitori principali.
- Calcola anche i giorni medi di incasso e metti i due numeri uno accanto all'altro.
- Rifai il conto ogni mese con i saldi aggiornati, non una volta l'anno.
Matteo Falaguasta, titolare di Agrofata Srl, commercializza prodotti per l'agricoltura, un'attività con forte stagionalità e tensione finanziaria. Con il controller Enrico ha migliorato acquisti e vendite e ridotto la forbice di pagamento con fornitori e clienti: «Abbiamo abbassato il valore di acquisto, ridotto il magazzino e accorciato la forbice dei pagamenti». Tra i risultati c'è anche un rating bancario migliorato per accedere a più credito. La storia è nel caso studio di Matteo.
Domande frequenti
Dove trovo i debiti verso fornitori nel bilancio?
Nello stato patrimoniale, al passivo, voce D.7 «debiti verso fornitori». Nel bilancio abbreviato può comparire solo il totale dei debiti: in quel caso il dettaglio te lo dà il commercialista o la contabilità.
Che differenza c'è tra rotazione dei debiti e giorni medi di pagamento?
Nessuna nella sostanza. La rotazione dice quante volte l'anno si rinnova il debito, i giorni medi la traducono in tempo. 365 diviso la rotazione dà i giorni.
Perché nel calcolo va aggiunta l'IVA agli acquisti?
Perché il debito verso il fornitore comprende l'IVA della fattura. Se confronti un debito con IVA e acquisti senza IVA, ottieni più giorni di quelli reali.
Pagare i fornitori in anticipo è uno spreco di cassa?
Dipende dallo sconto. Se il fornitore ti dà uno sconto che vale più del costo del denaro che usi, pagare prima è un guadagno. Se non c'è sconto, pagare prima dei termini sottrae cassa senza motivo.
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