Crediti tributari: cosa sono e come leggerli nel bilancio
Crediti tributari: cosa sono, dove si trovano nel bilancio, come nasce un credito IVA e perché sono soldi tuoi fermi presso lo Stato. Con un esempio.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
I crediti tributari sono le somme che l'azienda deve ricevere dallo Stato, o che può usare per pagare meno imposte in futuro: il credito IVA, gli acconti d'imposta versati in più, le ritenute subite, i crediti d'imposta ottenuti come agevolazione. Nel bilancio stanno nell'attivo circolante, alla voce C.II.5-bis.
Sono soldi tuoi, ma fermi. Finché non li recuperi non puoi pagarci fornitori o stipendi. Vediamo cosa contengono, come si leggono e perché vanno tenuti d'occhio.
Cosa sono i crediti tributari?
Ecco le voci che si trovano più spesso in una PMI.
- Credito IVA: l'IVA pagata sugli acquisti supera quella incassata sulle vendite.
- Acconti di imposte sul reddito versati in eccesso: hai pagato acconti di IRES o IRAP calcolati sull'anno prima, ma l'anno è andato peggio e le imposte dovute sono minori.
- Ritenute subite: per esempio quelle sugli interessi attivi del conto corrente.
- Crediti d'imposta: agevolazioni concesse dallo Stato, per esempio per investimenti o per ricerca, da usare in compensazione.
- Rimborsi richiesti e non ancora ricevuti.
Dove si trovano nel bilancio?
Nello stato patrimoniale, tra i crediti dell'attivo circolante. Lo schema dell'art. 2424 del codice civile prevede la voce C.II.5-bis «crediti tributari», separata dalla voce C.II.5-ter «imposte anticipate».
Le due voci sembrano simili ma non lo sono. I crediti tributari sono importi che lo Stato ti deve davvero o che puoi già usare. Le imposte anticipate sono imposte che pagherai in meno in futuro per differenze tra bilancio e regole fiscali, e non corrispondono a un credito da incassare.
Per ogni voce di credito il bilancio deve indicare quanto è esigibile oltre l'esercizio successivo. È un'informazione importante: un credito IVA chiesto a rimborso può restare lì più di un anno. Come si leggono le altre voci di credito lo spieghiamo nella guida ai crediti in bilancio.
Come nasce un credito IVA?
Succede quando, per la natura dell'attività, l'IVA sugli acquisti è stabilmente più alta di quella sulle vendite. I casi tipici sono le aziende che esportano molto, quelle che vendono con aliquote ridotte e comprano con aliquota ordinaria, e quelle che lavorano molto con clienti per cui l'IVA non viene incassata dal fornitore.
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 3 milioni, di cui 2,1 milioni all'estero senza IVA e 900.000 € in Italia. Compra materiali e servizi in Italia per 1,8 milioni, con IVA al 22%.
| Voce | Euro l'anno |
|---|---|
| IVA sugli acquisti (1.800.000 × 22%) | 396.000 |
| IVA sulle vendite in Italia (900.000 × 22%) | 198.000 |
| Credito IVA dell'anno | 198.000 |
Credito IVA = IVA sugli acquisti − IVA sulle vendite
Quei 198.000 € sono usciti dalla cassa quando hai pagato i fornitori, e torneranno solo quando li userai per pagare altri tributi o li avrai a rimborso. Per un'azienda con un EBITDA di 250.000 € è quasi un anno di margine operativo fermo presso lo Stato.
E gli acconti d'imposta?
Gli acconti di IRES e IRAP si versano durante l'anno, di solito calcolati sulle imposte dell'anno prima. Se l'anno va peggio, hai pagato troppo. Prendiamo la stessa azienda: versa 60.000 € di acconti perché l'anno precedente era andato bene, ma a fine anno le imposte dovute sono 25.000 €. I 35.000 € di differenza diventano un credito tributario.
È un segnale da leggere: un credito per acconti in eccesso dice che l'utile è sceso rispetto all'anno prima. E dice anche che quei soldi sono usciti dalla cassa proprio nell'anno in cui ne entravano meno.
Come si recuperano i crediti tributari?
Le strade principali sono due: usarli in compensazione nel modello F24 per pagare altre imposte e contributi, oppure chiederne il rimborso. Ognuna ha regole, limiti, tempi e controlli che cambiano a seconda del tipo di credito e che trovi sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Su questo il commercialista è la persona giusta: il tuo compito è sapere quanto vale il credito, quando rientra e cosa succede alla cassa nel frattempo.
Perché all'imprenditore interessano?
Per tre ragioni pratiche.
- Sono cassa immobilizzata. Un credito tributario alto e stabile è capitale che lavora per lo Stato. Se è strutturale, come nell'esempio, va messo nel budget di cassa con i tempi realistici di recupero, non quelli sperati.
- Cambiano la lettura della liquidità. Nella riclassificazione finanziaria i crediti recuperabili entro 12 mesi sono liquidità differite. Quelli che rientrano oltre l'anno non vanno contati come soldi in arrivo a breve. Se li sommi tutti, gli indici di liquidità sembrano migliori di quello che sono.
- Raccontano cosa è successo. Acconti d'imposta tornati indietro vogliono dire un anno andato peggio del precedente. Crediti d'imposta in crescita vogliono dire investimenti agevolati. Una voce che resta uguale per anni merita una domanda.
Cosa fare lunedì mattina?
Apri lo stato patrimoniale, trova la voce crediti tributari e confrontala con gli ultimi due bilanci. Poi chiedi al commercialista il dettaglio: quanto è IVA, quanto acconti, quanto crediti d'imposta, e per ogni pezzo quando pensa che rientri. Se c'è un credito IVA strutturale, mettilo nella previsione di cassa dei prossimi dodici mesi. È una delle voci che rendono più chiaro l'attivo circolante.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra crediti tributari e imposte anticipate?
I crediti tributari sono somme che lo Stato ti deve o che puoi usare già. Le imposte anticipate sono un minor carico fiscale futuro dovuto a differenze temporanee tra bilancio e fisco. Nello stato patrimoniale stanno in due voci diverse, C.II.5-bis e C.II.5-ter.
Il credito IVA è liquidità?
Non subito. Diventa liquidità quando lo usi in compensazione o ricevi il rimborso. Nelle analisi va contato tra le liquidità differite solo per la parte che rientra entro 12 mesi.
I crediti d'imposta per investimenti sono ricavi?
Sono contributi. Nel conto economico compaiono di solito tra gli altri ricavi e proventi, oppure, se sono legati all'acquisto di un bene, vengono distribuiti negli anni insieme al suo ammortamento.
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