Liquidità differite: cosa sono nel bilancio riclassificato
Liquidità differite: cosa sono, dove trovarle nel bilancio, come si calcolano e perché i crediti verso clienti dicono molto sulla cassa della tua PMI.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
Le liquidità differite sono i soldi che l'azienda incasserà entro dodici mesi ma che oggi non ha ancora in cassa: soprattutto crediti verso clienti, poi crediti verso l'Erario e altri crediti a breve. Sono una delle tre parti dell'attivo corrente nello stato patrimoniale riclassificato, fra la cassa e il magazzino.
Per un imprenditore sono il numero che risponde a una domanda semplice: quanti soldi miei sono ancora nelle tasche degli altri?
Cosa sono le liquidità differite?
Quando si riclassifica lo stato patrimoniale con il criterio finanziario, l'attivo si divide in base al tempo che serve per trasformarlo in denaro. La parte che torna in cassa entro un anno, l'attivo corrente, si divide a sua volta in tre gruppi:
- Liquidità immediate: cassa e conti correnti attivi. Sono già soldi.
- Liquidità differite: crediti e altre attività che diventano soldi entro dodici mesi.
- Disponibilità: il magazzino, che prima va venduto e poi incassato.
Le liquidità differite stanno nel mezzo. Non sono ancora soldi, ma lo diventeranno, se i clienti pagano.
Dove si trovano nel bilancio?
Nello stato patrimoniale civilistico, con lo schema dell'art. 2424 del codice civile, le liquidità differite si ricavano da queste voci:
- C.II Crediti, solo la parte esigibile entro l'esercizio successivo: crediti verso clienti, crediti tributari, crediti verso altri.
- C.III Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, per esempio titoli che l'azienda tiene per poco tempo. Alcuni li mettono fra le liquidità immediate se si vendono in un giorno.
- D Ratei e risconti attivi, per la quota che riguarda l'anno successivo.
I crediti esigibili oltre l'anno successivo non entrano: vanno nell'attivo immobilizzato, perché non torneranno in cassa a breve. La distinzione fra entro e oltre è scritta nel bilancio, voce per voce. Come leggere i crediti lo spieghiamo nell'articolo sui crediti in bilancio.
Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 1,8 milioni l'anno. Alla fine dell'anno ha:
| Voce | Euro |
|---|---|
| Cassa e banche attive | 90.000 |
| Crediti verso clienti entro l'anno | 420.000 |
| Credito IVA | 35.000 |
| Risconti attivi | 15.000 |
| Liquidità differite | 470.000 |
| Passività correnti (debiti entro l'anno) | 600.000 |
Le liquidità differite valgono 470.000 €, più di cinque volte la cassa. È tipico di molte PMI: i soldi ci sono, ma sono fuori dall'azienda.
Le liquidità differite servono a calcolare la liquidità primaria, chiamata anche quick ratio:
Quick ratio = (Liquidità immediate + Liquidità differite) ÷ Passività correnti
Nell'esempio: (90.000 + 470.000) ÷ 600.000 = 0,93. Con i soldi che ha e quelli che incasserà entro l'anno, l'azienda copre il 93% dei debiti da pagare entro l'anno. Il resto dipende dalla vendita del magazzino o da nuovo credito. Ne parliamo nell'articolo sul quick ratio.
Perché le liquidità differite non sono tutte uguali?
Perché un credito vale quanto la probabilità di incassarlo. Nel bilancio i crediti verso clienti sono già scritti al netto del fondo svalutazione crediti, ma quel fondo spesso è prudente solo sulla carta.
Torniamo all'esempio. Dei 420.000 € di crediti verso clienti, 40.000 € sono di un cliente che non paga da più di un anno e con cui c'è una contestazione aperta. Se li togli, il quick ratio scende da 0,93 a (90.000 + 430.000) ÷ 600.000 = 0,87.
Per questo, quando leggi le liquidità differite, fai tre domande:
- Quanti giorni ci mettono i clienti a pagare? Crediti verso clienti ÷ Fatturato con IVA × 365. Nell'esempio: 420.000 ÷ 2.196.000 × 365 = circa 70 giorni.
- Quanto è scaduto? Un credito scaduto da molti mesi non è liquidità differita, è un rischio.
- Quanto pesa un singolo cliente? Se metà dei crediti è di un cliente solo, la tua cassa dipende dalla sua.
Come si riducono le liquidità differite?
Ridurle vuol dire incassare prima, quindi avere più cassa con lo stesso fatturato. Le leve sono pratiche:
- concordare i termini di pagamento prima di accettare l'ordine, non dopo
- emettere la fattura appena il lavoro è consegnato
- chiedere acconti sulle commesse lunghe
- sollecitare i pagamenti in modo regolare, con una persona responsabile
- guardare ogni mese l'elenco dei crediti scaduti
Pianificare gli incassi è uno dei primi lavori che fa un controller. Nel caso di LGS Group, impresa edile, il percorso ha introdotto una previsione dei flussi di cassa che tiene conto dell'IVA e dei tempi di incasso e pagamento. In 6 mesi il free cash flow è migliorato di quasi 1 milione di euro, come racconta il caso studio di LGS.
Cosa fare lunedì mattina?
Apri l'ultimo bilancio e somma le voci dei crediti esigibili entro l'anno. Confronta il totale con la cassa e con i debiti a breve. Poi chiedi all'amministrazione l'elenco dei crediti verso clienti per scadenza: quelli scaduti da più di 90 giorni sono la prima cosa su cui lavorare.
Domande frequenti
Le liquidità differite comprendono il magazzino?
No. Il magazzino sta nelle disponibilità, perché prima di diventare soldi deve essere venduto e poi incassato.
Che differenza c'è tra liquidità immediate e differite?
Le liquidità immediate sono già soldi: cassa e conti correnti. Le differite diventeranno soldi entro dodici mesi, se i debitori pagano.
Il credito IVA è una liquidità differita?
Sì, se si recupera entro l'anno, per esempio in compensazione con altre imposte e contributi. Se è chiesto a rimborso con tempi lunghi, va valutato come credito oltre l'anno.
Liquidità differite alte sono un buon segno?
Non per forza. Possono voler dire che vendi molto, ma anche che incassi tardi. Vanno sempre lette insieme ai giorni medi di incasso.
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