Corso di controllo di gestione: come scegliere quello giusto
Corso di controllo di gestione per imprenditori: a chi serve, cosa deve insegnare, come riconoscere un corso utile e quali domande fare prima di iscriverti.
di Redazione Imprenditore VeroControllo di gestione
Un buon corso di controllo di gestione per imprenditori ti fa uscire con i numeri della tua azienda calcolati, non con una teoria da applicare un giorno. Per sceglierlo guarda tre cose: se lavori sui tuoi bilanci durante il corso, se chi insegna ha seguito aziende come la tua, e se ti restano strumenti che puoi usare da solo il lunedì dopo.
In questo articolo vediamo a chi serve un corso, cosa deve insegnarti, come riconoscere quello adatto a te e le domande da fare prima di iscriverti.
A chi serve un corso di controllo di gestione?
Ci sono tre tipi di persone che cercano un corso, e hanno bisogni diversi.
- L'imprenditore vuole capire i numeri della sua azienda per decidere: prezzi, assunzioni, investimenti, banca. Non deve diventare un contabile, deve saper leggere e usare pochi numeri chiave.
- Chi lavora in amministrazione deve produrre quei numeri ogni mese: riclassificare, preparare report, seguire budget e scostamenti.
- Chi vuole fare il controller di mestiere ha bisogno di una formazione tecnica più lunga e approfondita.
Questo articolo parla soprattutto al primo. Se sei l'imprenditore, il corso giusto non è quello con più ore o più argomenti, ma quello che ti porta a decidere meglio sulla tua azienda.
Cosa deve insegnarti un corso di controllo di gestione?
Alla fine del corso dovresti saper fare, sui tuoi numeri, almeno queste cose:
- Riclassificare il conto economico in modo da leggere primo margine, costi fissi ed EBITDA
- Dividere i costi in fissi e variabili e calcolare il primo margine per prodotto, servizio o cliente
- Calcolare il punto di pareggio e sapere da che giorno del mese lavori per te
- Calcolare il costo pieno di un prodotto o il costo orario di chi lavora
- Preparare un budget di vendite e costi e confrontarlo ogni mese con la realtà
- Prevedere la cassa dei mesi successivi
- Leggere lo stato patrimoniale e gli indici che guarda la banca
Non serve imparare tutto in una volta. Serve uscire sapendo calcolare i primi tre punti sulla tua azienda. Il quadro completo di cosa fa il controllo di gestione in una piccola o media impresa lo trovi nella guida al controllo di gestione per PMI.
Perché conviene impararlo sui propri numeri?
Perché un concetto capito su un esempio di altri si dimentica in fretta, mentre lo stesso concetto calcolato sui tuoi numeri cambia subito qualcosa.
Un esempio. Prendiamo un'azienda che fattura 1,5 milioni con un primo margine del 35%. Un punto di primo margine vale 15.000 € l'anno. Se durante il corso scopri che una linea di prodotto viaggia al 22% mentre le altre sono al 40%, sai già dove guardare. Se lo scopri su un caso di scuola, annuisci e passi oltre.
Per questo i corsi che fanno lavorare sui bilanci dei partecipanti, con il computer acceso, tendono a lasciare di più di quelli fatti solo di slide.
Come si riconosce un corso utile?
Ecco una lista di controllo da tenere a portata di mano mentre valuti le proposte.
| Domanda | Perché conta |
|---|---|
| Durante il corso lavoro sui miei bilanci? | È quello che trasforma la teoria in decisioni |
| Chi insegna ha seguito aziende reali, e di che dimensione? | Una PMI da 2 milioni non funziona come una multinazionale |
| Mi restano strumenti da usare dopo, come file o modelli? | Senza strumenti, dopo un mese si torna alle vecchie abitudini |
| Ci sono persone in aula che mi aiutano sugli esercizi? | Da soli ci si blocca al primo numero che non torna |
| Posso parlare con chi l'ha già fatto? | Le testimonianze con nome, azienda e numeri valgono più degli slogan |
| Cosa succede dopo il corso? | Il controllo di gestione è un'abitudine mensile, non un evento |
Diffida dei corsi che promettono risultati economici garantiti. Nessuno può sapere in anticipo cosa troverai nei tuoi numeri.
Online o in aula?
Dipende da cosa cerchi.
- Online: comodo per iniziare, per capire i concetti base e per decidere se l'argomento fa per te. Funziona bene in formato breve.
- In aula: utile quando vuoi lavorare a fondo sui tuoi numeri, con qualcuno accanto che ti sblocca quando qualcosa non torna, e con la concentrazione di una o due giornate lontano dall'azienda.
Molti imprenditori fanno entrambe le cose, in quest'ordine: prima un incontro online per capire, poi qualche giornata in aula per applicare.
Corso, consulente o Excel fai da te?
Non si escludono. Il corso ti dà le basi per capire cosa guardare. Un file Excel ben fatto ti permette di rifare i calcoli ogni mese, come spieghiamo nell'articolo sul controllo di gestione in Excel. Un consulente o un controller costruisce il sistema con te e lo legge con te, mese dopo mese.
Chi ha poco tempo e un'azienda complessa spesso parte dal corso e poi si fa affiancare. Chi ha un'azienda piccola e un po' di pratica con i fogli di calcolo può andare avanti da solo per un po'. Per capire quando serve un aiuto esterno leggi l'articolo sul consulente di controllo di gestione.
Cosa proponiamo noi?
Te lo diciamo in modo diretto, perché è il nostro mestiere.
- Webinar gratuito: una diretta online di circa 3 ore con Mirco Gasparotto e Alessandro Palumbo, sui numeri che dicono quanto guadagna l'azienda. Ricevi in regalo file Excel per rifare i calcoli.
- Workshop dal vivo: due giorni a Milano, a numero chiuso. Si lavora sui propri bilanci con il PC, con i controller in sala. Ti restano 7 file Excel. Le edizioni sono già più di 50.
- Libro «I Numeri Comandano» di Mirco Gasparotto, circa 220 pagine con esercizi, per chi vuole partire da solo.
Alessandro Palumbo, che tiene la parte tecnica, lavora sul controllo di gestione da oltre 20 anni, con aziende da 200.000 € a 200 milioni di fatturato.
Cosa succede dopo un corso fatto sui propri numeri?
Erik Debeljak gestisce il Ristorante Biancospino a Trieste. Fatturava 380.000 € con un utile di 3.500 €. Racconta che all'inizio era scettico: «Ma io le so queste cose, cosa mi serve?». Dopo il workshop di due giorni a Milano ha iniziato il percorso con il controller Domenico Magnifico: costo orario, full costing, scontrino medio, business unit in perdita eliminate.
In 12 mesi l'utile è passato da 3.500 € a 158.000 € e il punto di pareggio da dicembre ad agosto. La sua storia è nel caso studio di Erik.
Domande frequenti
Serve una laurea in economia per seguire un corso di controllo di gestione?
No. Un corso pensato per imprenditori parte dai numeri che hai già, il bilancio e le fatture, e spiega ogni concetto con esempi pratici.
Quanto tempo serve per vedere qualcosa di utile?
I primi numeri, come primo margine e punto di pareggio, si calcolano in poche ore se hai il bilancio. Il cambiamento vero arriva quando li guardi ogni mese.
Un corso di controllo di gestione può sostituire il commercialista?
No. Il commercialista tiene la contabilità e segue il fisco, il controllo di gestione ti dà i numeri per decidere. Servono entrambi.
Cosa devo portare a un corso pratico?
Gli ultimi due bilanci, il dettaglio dei costi dell'ultimo anno e, se ce l'hai, il fatturato diviso per prodotto o cliente.
Se vuoi lavorare sui tuoi bilanci con il PC e i controller accanto, il workshop dal vivo è il passo pensato per questo: due giorni a Milano, a numero chiuso, con 7 file Excel che restano a te.


