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Come leggere un bilancio: i passaggi per chi non è contabile

Come leggere un bilancio senza essere contabile: conto economico, stato patrimoniale, rendiconto e nota integrativa in 4 passaggi, con un esempio.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Per leggere un bilancio parti dal conto economico per capire se l'azienda guadagna, passa allo stato patrimoniale per vedere cosa possiede e quanto deve, poi guarda il rendiconto finanziario per capire dove sono andati i soldi. La nota integrativa ti serve per i dettagli. Con dieci numeri segnati su un foglio, e il confronto con l'anno prima, hai già il quadro.

Non serve essere contabili. Serve sapere dove guardare e quali domande farsi. Vediamo i quattro passaggi, uno alla volta, con un esempio.

Da quali documenti è fatto un bilancio?

Il bilancio d'esercizio, secondo l'art. 2423 del codice civile, è formato da quattro documenti:

  • lo stato patrimoniale: cosa possiede l'azienda e come è finanziata, alla data di chiusura
  • il conto economico: ricavi e costi dell'anno, fino all'utile o alla perdita
  • il rendiconto finanziario: come si è mossa la cassa durante l'anno
  • la nota integrativa: le spiegazioni e i dettagli delle voci

Molte PMI redigono il bilancio in forma abbreviata. In quel caso lo stato patrimoniale è più sintetico e il rendiconto finanziario non è obbligatorio, come prevede l'art. 2435-bis del codice civile.

Passo 1: come si legge il conto economico?

Il conto economico segue lo schema dell'art. 2425 del codice civile. Si legge dall'alto verso il basso, come una scala.

  • A) Valore della produzione. La prima riga, A1, sono i ricavi delle vendite e delle prestazioni: il tuo fatturato dell'anno, per competenza.
  • B) Costi della produzione. Qui ci sono materie prime e merci (B6), servizi (B7), affitti e noleggi (B8), personale (B9), ammortamenti (B10), variazione delle rimanenze (B11) e oneri diversi (B14).
  • A meno B è la differenza tra valore e costi della produzione, cioè il reddito operativo: quanto guadagna l'azienda con il suo lavoro, prima di interessi e imposte.
  • C) Proventi e oneri finanziari. Soprattutto gli interessi pagati alle banche.
  • Imposte (voce 20) e infine utile o perdita dell'esercizio (voce 21).

Un consiglio pratico: calcola l'EBITDA. In modo semplificato è il valore della produzione meno i costi da B6 a B9, B11 e B14. È il numero che dice quanto produce la gestione prima di ammortamenti, interessi e imposte, e lo usano anche le banche.

Attenzione alla voce B11. Se il magazzino a fine anno è più alto dell'inizio, quella variazione abbassa i costi e alza l'utile. Un utile cresciuto solo perché è cresciuto il magazzino non è soldi in banca.

Passo 2: come si legge lo stato patrimoniale?

Lo schema è quello dell'art. 2424 del codice civile. Ha due colonne che danno lo stesso totale.

Attivo, cioè dove sono investiti i soldi:

  • B) immobilizzazioni: capannoni, macchinari, marchi, partecipazioni
  • C) attivo circolante: rimanenze (C.I), crediti (C.II), disponibilità liquide (C.IV)

Passivo, cioè chi ha messo i soldi:

  • A) patrimonio netto: i soldi dei soci, capitale più utili lasciati in azienda. Lo spieghiamo nell'articolo sul patrimonio netto
  • B) fondi per rischi e C) trattamento di fine rapporto
  • D) debiti: verso banche (D4), verso fornitori (D7), tributari, verso dipendenti e altri

Le domande da farsi sono tre. Quanto pesa il patrimonio netto sul totale? Quanto dei debiti scade entro l'anno? I crediti e il magazzino crescono più del fatturato?

Passo 3: cosa dice il rendiconto finanziario?

Il rendiconto, regolato dall'art. 2425-ter del codice civile, divide i movimenti di cassa dell'anno in tre gruppi:

  • attività operativa: la cassa generata o assorbita dal lavoro di tutti i giorni
  • attività di investimento: acquisti e vendite di macchinari, immobili, partecipazioni
  • attività di finanziamento: nuovi prestiti, rimborsi, versamenti e dividendi ai soci

La riga che conta di più è la prima. Un'azienda sana genera cassa con la sua attività operativa. Se quel flusso è negativo per due anni di fila, l'azienda vive di debiti, anche se il conto economico mostra un utile.

Passo 4: cosa cercare nella nota integrativa?

La nota integrativa, il cui contenuto è indicato dall'art. 2427 del codice civile, spiega le voci. Tra le cose che vale la pena cercare ci sono i criteri usati per valutare il magazzino, il dettaglio dei debiti con durata oltre cinque anni e di quelli assistiti da garanzie, gli impegni che non compaiono nello stato patrimoniale.

Non va letta tutta. Va consultata quando un numero dello stato patrimoniale o del conto economico non ti torna.

Un esempio: i dieci numeri da segnare

Prendiamo un'azienda di esempio, una tipografia che fattura 1,6 milioni. Ecco i dieci numeri da copiare dal bilancio su un foglio, per due anni.

NumeroDove lo troviAnno 1Anno 2
RicaviConto economico, A11.450.0001.600.000
EBITDACalcolato130.000120.000
UtileConto economico, 2152.00041.000
Patrimonio nettoPassivo, A380.000421.000
Debiti verso banchePassivo, D4300.000390.000
CassaAttivo, C.IV90.00035.000
Crediti verso clientiAttivo, C.II260.000330.000
MagazzinoAttivo, C.I210.000250.000
Debiti verso fornitoriPassivo, D7240.000255.000
Flusso dell'attività operativaRendiconto+95.000−20.000

Letti in fila raccontano una storia precisa. Il fatturato cresce del 10%, ma EBITDA e utile scendono. I crediti crescono del 27% e il magazzino del 19%, molto più delle vendite. La cassa cala, i debiti con le banche salgono di 90.000 € e l'attività operativa, che l'anno prima generava cassa, ora ne assorbe.

In una frase: l'azienda sta comprando fatturato con margini più bassi e pagamenti più lunghi, e lo finanzia con la banca. Nessun numero, da solo, lo avrebbe detto. Il passo successivo è calcolare gli indici, come spieghiamo nell'articolo sull'analisi di bilancio e in quello sugli indici di liquidità.

Quali errori fa chi legge il bilancio per la prima volta?

  • Pensare che l'utile sia cassa. Nell'esempio l'azienda chiude in utile e ha meno soldi di prima.
  • Guardare un anno solo. Il bilancio si legge sempre accanto a quello precedente.
  • Fermarsi al fatturato. È la prima riga, non la più importante.
  • Ignorare la variazione delle rimanenze, che può gonfiare o sgonfiare l'utile.
  • Aspettare il bilancio per sapere come è andata. Arriva mesi dopo la chiusura, quando le decisioni dell'anno sono già state prese.

Cosa succede quando l'imprenditore impara a leggere i numeri?

Daniele Ricceri, titolare di MAD Energia Srl, installa impianti di illuminazione, fotovoltaico ed efficientamento energetico. In azienda si faceva soltanto la registrazione di prima nota. «Mi sono sempre avvicinato alla lettura del bilancio, ma con molta difficoltà nella comprensione», racconta.

Con il controller Domenico Magnifico ha riclassificato il conto economico, calcolato il costo orario e deciso di rimettere mano al bilancio 2024 già depositato. In 12 mesi l'EBITDA è passato da 47.000 € (2%) a 607.000 € (25%) e l'utile da 205.000 € a 535.000 €. La storia è nel caso studio di Daniele.

Cosa fare lunedì mattina?

Prendi gli ultimi due bilanci e compila la tabella dei dieci numeri. Ci vuole meno di un'ora. Poi segna con un cerchio ogni numero che è peggiorato più del fatturato. Sono le domande da portare al tuo commercialista o al tuo controller.

Domande frequenti

Dove trovo il bilancio della mia azienda o di un'altra?

Il tuo te lo dà il commercialista. Quelli delle società di capitali sono depositati al registro delle imprese e si possono richiedere tramite le camere di commercio.

Cosa sono ratei e risconti?

Sono aggiustamenti per attribuire costi e ricavi all'anno giusto, quando un pagamento o un incasso riguarda periodi a cavallo di due esercizi. Per una prima lettura puoi lasciarli da parte, salvo che siano importi molto grandi.

Quanto tempo serve per imparare a leggere un bilancio?

Per i dieci numeri dell'esempio basta un pomeriggio. Per leggerli con sicurezza serve farlo ogni anno, e meglio ancora ogni mese con i numeri del controllo di gestione.

Il bilancio abbreviato basta per capire come va l'azienda?

Per il quadro generale sì. Per capire dove si guadagna e dove si perde servono i dati interni della contabilità, divisi per prodotto, cliente o commessa.

Se vuoi imparare a leggere questi numeri con calma, comincia da «I Numeri Comandano», il libro di Mirco Gasparotto: circa 220 pagine scritte per imprenditori, con esercizi da fare sui tuoi conti. Lo ricevi a casa pagando solo la spedizione.