Webinar gratuito del 23 novembre: Mirco Gasparotto e Alessandro Palumbo mostrano come calcolare i 5 indicatori da cui dipende il 100% dei guadagni di un’azienda. Iscriviti gratis

Indici di liquidità: quali sono, come si calcolano e leggono

Indici di liquidità: indice di disponibilità, liquidità secca e margine di tesoreria. Come si calcolano dal bilancio, un esempio con i numeri e come si leggono.

di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca

Gli indici di liquidità dicono se l'azienda ha abbastanza soldi, o crediti che diventeranno soldi a breve, per pagare i debiti che scadono entro un anno. I principali sono l'indice di disponibilità, l'indice di liquidità secca e il margine di tesoreria, e si calcolano dallo stato patrimoniale.

Sono tra i primi numeri che una banca guarda quando legge il tuo bilancio. Vediamo cosa misurano, come si calcolano con un esempio e perché, da soli, possono ingannare.

Cosa sono gli indici di liquidità?

Sono rapporti tra quello che l'azienda incasserà a breve e quello che dovrà pagare a breve. «A breve» vuol dire entro 12 mesi.

Da una parte c'è l'attivo corrente:

  • liquidità immediate: i soldi in cassa e sui conti correnti
  • liquidità differite: i crediti verso clienti e gli altri crediti che si incasseranno entro l'anno
  • rimanenze: il magazzino di materie prime, semilavorati e prodotti finiti

Dall'altra ci sono le passività correnti: debiti verso fornitori, fidi e anticipi bancari, rate dei mutui che scadono entro l'anno, debiti verso dipendenti, erario ed enti previdenziali.

Nel bilancio trovi questi numeri nello stato patrimoniale previsto dall'art. 2424 del codice civile. Le disponibilità liquide sono la voce C.IV dell'attivo, i crediti la voce C.II, le rimanenze la voce C.I. I debiti sono nella lettera D del passivo, dove per ogni voce è indicata a parte la quota esigibile oltre l'esercizio successivo: la parte a breve è la differenza.

Come si calcola l'indice di disponibilità?

È l'indice più usato, in inglese current ratio:

Indice di disponibilità = Attivo corrente ÷ Passività correnti

Se è sopra 1, l'attivo che diventerà cassa entro l'anno è più grande dei debiti che scadono entro l'anno. Se è sotto 1, l'azienda sta finanziando una parte dei pagamenti a breve con soldi che non ha, e prima o poi dovrà trovarli.

Quanto sopra 1 sia sufficiente dipende dal settore e soprattutto dal magazzino. Un'azienda che vende tutto in pochi giorni può stare tranquilla con un valore più basso di una che tiene le merci a scaffale per mesi.

Come si calcola l'indice di liquidità secca?

Si chiama anche acid test o quick ratio. È l'indice di disponibilità senza il magazzino:

Indice di liquidità secca = (Liquidità immediate + Liquidità differite) ÷ Passività correnti

Toglie il magazzino perché è la parte dell'attivo più lenta e più incerta da trasformare in soldi. Se l'indice è sotto 1, per pagare i debiti a breve l'azienda deve contare sulla vendita del magazzino. Se il magazzino non si vende, il problema arriva.

Esiste anche una versione più severa, che tiene solo la cassa:

Indice di liquidità immediata = Liquidità immediate ÷ Passività correnti

Cos'è il margine di tesoreria?

È lo stesso confronto dell'indice di liquidità secca, ma espresso in euro invece che come rapporto:

Margine di tesoreria = Liquidità immediate + Liquidità differite − Passività correnti

Il vantaggio è che dice subito quanto manca, o quanto avanza. Accanto si usa spesso il capitale circolante netto, che comprende anche il magazzino:

Capitale circolante netto = Attivo corrente − Passività correnti

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che commercia materiale elettrico e fattura 1,8 milioni l'anno. Ecco il suo stato patrimoniale a breve, al 31 dicembre:

Attivo correnteEuroPassività correntiEuro
Cassa e conti correnti40.000Debiti verso fornitori330.000
Crediti verso clienti380.000Fidi e anticipi bancari150.000
Magazzino420.000Rate mutuo entro l'anno50.000
Debiti verso erario e dipendenti30.000
Totale840.000Totale560.000

Gli indici:

  • Indice di disponibilità: 840.000 ÷ 560.000 = 1,5
  • Indice di liquidità secca: (40.000 + 380.000) ÷ 560.000 = 0,75
  • Indice di liquidità immediata: 40.000 ÷ 560.000 = 0,07
  • Margine di tesoreria: 420.000 − 560.000 = −140.000 €
  • Capitale circolante netto: 840.000 − 560.000 = 280.000 €

Il primo indice sembra rassicurante. Il secondo dice un'altra cosa: senza vendere il magazzino, all'azienda mancano 140.000 € per coprire i debiti dell'anno. E metà del suo attivo corrente è merce sugli scaffali.

Ora supponiamo che il titolare liquidi 100.000 € di merce ferma da tempo, rendendola ai fornitori o vendendola a prezzo di costo, e usi quei soldi per pagare i fornitori.

IndicePrimaDopo
Indice di disponibilità1,501,61
Indice di liquidità secca0,750,91
Margine di tesoreria−140.000−40.000

L'azienda non ha guadagnato un euro in più, ma è molto meno esposta. Quanto il magazzino pesi sulla cassa lo spieghiamo nell'articolo sulla rotazione del magazzino.

Perché gli indici di liquidità possono ingannare?

Per tre motivi.

Sono una fotografia di un giorno. Il bilancio ritrae il 31 dicembre. Se a dicembre hai incassato molto e a gennaio paghi tutto, il bilancio ti mostra più liquido di quanto sei per il resto dell'anno.

Non dicono quanto sono buoni i crediti. Un credito di 50.000 € verso un cliente che non paga da un anno pesa nell'indice come uno che scade la settimana prossima. Per questo gli indici si leggono insieme ai giorni medi di incasso, che spieghiamo nell'articolo sul DSO.

Guardano indietro. Ti dicono come stavi, non come starai. Per sapere se fra tre mesi avrai i soldi per pagare stipendi e fornitori serve una previsione dei flussi, il tema dell'articolo sul flusso di cassa.

Cosa succede quando il magazzino smette di bloccare la cassa?

Matteo Falaguasta guida Agrofata Srl, commercializzazione di prodotti per l'agricoltura, e ha seguito il percorso con il controller Enrico. Alla partenza il magazzino era sovradimensionato e assorbiva liquidità, in un'attività con una forte stagionalità e tensione finanziaria.

Il lavoro ha puntato ad abbassare il valore del magazzino per liberare liquidità e ridurre costi di gestione e obsolescenza, insieme ad acquisti migliori e a una forbice dei pagamenti più corta con fornitori e clienti. «Oggi acquistiamo meglio e vendiamo meglio. Abbiamo abbassato il valore di acquisto, ridotto il magazzino e accorciato la forbice dei pagamenti», racconta Matteo. In 11 mesi l'EBITDA è passato da 347.003 € a 815.790 €. La storia completa è nel caso studio di Matteo.

Cosa fare lunedì mattina?

Prendi l'ultimo bilancio e compila una tabella come quella dell'esempio. Calcola indice di disponibilità, liquidità secca e margine di tesoreria. Se la liquidità secca è sotto 1, chiediti quanto del tuo magazzino si venderebbe davvero nei prossimi tre mesi. Poi rifai il conto con i numeri di oggi, non con quelli del 31 dicembre.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra liquidità e solvibilità?

La liquidità riguarda la capacità di pagare i debiti a breve, nei prossimi mesi. La solvibilità riguarda la capacità di far fronte a tutti i debiti nel tempo, ed è legata alla solidità patrimoniale.

Il fido di cassa va nelle passività correnti?

Sì, per la parte utilizzata. È un debito che la banca può chiedere di rientrare in tempi brevi, quindi si considera a breve anche se lo rinnovi ogni anno.

Ogni quanto conviene calcolare gli indici di liquidità?

Ogni mese, con i dati della contabilità. Calcolati solo sul bilancio arrivano tardi e su un giorno che può non rappresentare il resto dell'anno.

Cosa faccio se l'indice di liquidità secca è sotto 1?

Guarda prima dove sono fermi i soldi: crediti scaduti da sollecitare, magazzino che non gira. Poi valuta se una parte dei debiti a breve si può trasformare in un finanziamento a medio termine.

Nel webinar gratuito Mirco Gasparotto e Alessandro Palumbo mostrano come leggere cassa, crediti e magazzino della tua azienda e quali numeri guardare ogni mese. Ricevi i file Excel per rifare i calcoli.