Analisi di bilancio: serve davvero a una PMI e come si fa
Analisi di bilancio per PMI: a cosa serve, come si riclassifica il bilancio, quali indici guardare e perché da sola non basta. Con un esempio su tre anni.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
L'analisi di bilancio è la lettura ragionata dei numeri del bilancio per capire tre cose: se l'azienda guadagna, se ha i soldi per pagare i debiti e se è solida. A una PMI serve, a patto di farla sui numeri di più anni, in ottica gestionale, e di non fermarsi a quella di fine anno.
In questo articolo vediamo cosa vuol dire in pratica, in quali passaggi si fa, quali indici contano davvero e quali sono i suoi limiti, con un esempio su tre bilanci di un'azienda inventata.
Cos'è l'analisi di bilancio?
Il bilancio d'esercizio è scritto secondo regole del codice civile pensate per i soci, i creditori e il fisco. Lo schema dello stato patrimoniale è fissato dall'art. 2424 del codice civile, quello del conto economico dall'art. 2425. Sono schemi corretti, ma non rispondono alle domande di chi guida l'azienda.
Analizzare il bilancio vuol dire riordinare quei numeri in un formato che risponde a queste domande, calcolare alcuni rapporti (gli indici) e confrontarli nel tempo. Il risultato non è un altro documento da archiviare. È una diagnosi: cosa va, cosa non va e dove guardare.
A cosa serve l'analisi di bilancio in una PMI?
Gli usi concreti sono quattro.
- Capire dove si è persa la redditività. Se il fatturato cresce e l'utile no, l'analisi mostra se il problema è nei costi variabili, nei costi fissi o negli oneri finanziari.
- Parlare con la banca. La banca legge il tuo bilancio con i suoi indici. Se li conosci prima di lei, arrivi all'incontro sapendo cosa ti chiederà.
- Vedere i segnali di tensione sulla cassa. Crediti che crescono più delle vendite, magazzino che si gonfia, debiti a breve che salgono: nel bilancio si vedono, se li cerchi.
- Decidere un investimento. Prima di comprare un capannone o un macchinario serve sapere quanto debito l'azienda può reggere.
Quali sono i passaggi dell'analisi di bilancio?
- Raccogliere almeno tre bilanci. Un anno solo non dice nulla, servono le tendenze.
- Riclassificare lo stato patrimoniale. Si dividono attività e passività tra quelle che si trasformano in soldi o scadono entro 12 mesi (correnti) e quelle oltre i 12 mesi (immobilizzate o consolidate).
- Riclassificare il conto economico. Si separano i costi variabili, che crescono con le vendite, dai costi fissi. Così emergono il margine di contribuzione, l'EBITDA e il risultato operativo.
- Calcolare gli indici di redditività, liquidità e solidità.
- Confrontare e interpretare. Ogni numero si legge contro l'anno prima e insieme agli altri, mai da solo.
- Decidere cosa cambiare. Se l'analisi non porta a una decisione, è stata un esercizio.
Quali indici di bilancio guardare?
Gli indici sono decine. Per una PMI ne bastano pochi, divisi in tre famiglie. Li trattiamo uno per uno nell'articolo sugli indici di bilancio.
| Famiglia | Indice | Formula semplice | Cosa ti dice |
|---|---|---|---|
| Redditività | EBITDA % | EBITDA ÷ Ricavi | Quanto rende la gestione caratteristica |
| Redditività | ROE | Utile netto ÷ Patrimonio netto | Quanto rendono i soldi dei soci |
| Liquidità | Indice di disponibilità | Attivo corrente ÷ Passività correnti | Se l'attivo a breve copre i debiti a breve |
| Liquidità | Giorni di incasso | Crediti clienti ÷ Ricavi × 365 | In quanti giorni ti pagano |
| Solidità | Indipendenza finanziaria | Patrimonio netto ÷ Totale attivo | Quanta parte dell'azienda è finanziata dai soci |
| Solidità | Debiti finanziari netti su EBITDA | (Debiti verso banche − Cassa) ÷ EBITDA | In quanti anni la gestione ripagherebbe i debiti |
Sul primo indice trovi i dettagli in quanto deve essere l'EBITDA, sul secondo nell'articolo sul ROE.
Un esempio con i numeri su tre anni
Prendiamo un'azienda di esempio che produce componenti in plastica. Ecco i numeri principali dei suoi ultimi tre bilanci, già riclassificati.
| Voce | Anno 1 | Anno 2 | Anno 3 |
|---|---|---|---|
| Ricavi | 2.000.000 | 2.300.000 | 2.650.000 |
| EBITDA | 210.000 | 205.000 | 190.000 |
| EBITDA % | 10,5% | 8,9% | 7,2% |
| Crediti verso clienti | 330.000 | 440.000 | 580.000 |
| Giorni di incasso | 60 | 70 | 80 |
| Debiti verso banche meno cassa | 300.000 | 520.000 | 760.000 |
| Debiti finanziari netti su EBITDA | 1,4 | 2,5 | 4,0 |
A guardare solo la prima riga, l'azienda sembra andare bene: in due anni le vendite crescono di 650.000 €. L'analisi racconta un'altra storia.
- L'EBITDA scende in valore e in percentuale. Si vende di più guadagnando meno su ogni vendita: probabilmente sconti o clienti nuovi presi a prezzi bassi.
- I clienti pagano sempre più tardi, da 60 a 80 giorni. I crediti crescono molto più del fatturato.
- Il debito con le banche è più che raddoppiato, per finanziare proprio quei crediti. Oggi servirebbero quattro anni di EBITDA per ripagarlo, contro meno di un anno e mezzo all'inizio.
Nessuno di questi numeri, preso da solo, fa suonare un allarme. Messi in fila, dicono che la crescita sta consumando cassa e margine. La decisione che ne viene è chiara: rivedere prezzi e condizioni di pagamento prima di cercare altro fatturato.
Perché l'analisi del bilancio da sola non basta?
Ha due limiti che è bene conoscere.
Il primo è il tempo. Il bilancio fotografa il 31 dicembre e arriva mesi dopo. Quando lo analizzi, gli errori dell'anno sono già fatti e quelli dell'anno nuovo sono in corso.
Il secondo è il dettaglio. Il bilancio ti dice che il margine è sceso, ma non su quale prodotto, cliente o commessa. Per saperlo servono i numeri interni, riclassificati e aggiornati ogni mese. È il lavoro del controllo di gestione, che parte dagli stessi principi dell'analisi di bilancio ma la porta dentro l'anno.
Ivano Zordan, titolare di Zordan Logistica Srl, logistica nazionale e internazionale, lo dice così: «Io mi focalizzavo esclusivamente su quello che era il fatturato. Non sono mai andato un po' più sul dettaglio». Con il controller Danilo ha riclassificato il conto economico in ottica gestionale, scomposto i numeri per area di business e separato i costi fissi dai variabili. In 8 mesi l'utile è passato da 158.094 € (3,76%) a 468.086 € (9,29%) e il punto di pareggio dal 3 dicembre al 30 ottobre. Anche il rapporto con le banche è cambiato: «Con la riclassificazione, solamente con la riclassificazione del bilancio, il rapporto con le banche è subito cambiato», racconta Ivano. I numeri completi sono nel caso studio di Ivano.
L'analisi di bilancio la fa il commercialista o l'imprenditore?
Servono entrambi. Il commercialista redige il bilancio, conosce le regole e può preparare la riclassificazione. Ma l'interpretazione richiede di sapere cosa è successo in azienda: un cliente perso, un listino cambiato, un'assunzione. Questo lo sa solo chi la guida.
Il modo che funziona è questo: il commercialista o il controller preparano i numeri, l'imprenditore li legge e fa le domande. Se non sai quali domande fare, il primo passo è imparare a leggere le poche righe che contano.
Cosa fare lunedì mattina?
Chiedi gli ultimi tre bilanci depositati e costruisci una tabella come quella dell'esempio, con ricavi, EBITDA, crediti, debiti verso banche e cassa. Calcola EBITDA %, giorni di incasso e debiti finanziari netti su EBITDA. Se uno dei tre peggiora per due anni di fila, hai trovato da dove cominciare.
Domande frequenti
Quanti bilanci servono per un'analisi?
Almeno tre. Con due vedi solo una variazione, con tre cominci a vedere una tendenza.
Si può fare l'analisi con il bilancio abbreviato?
Sì, ma con meno dettaglio. Nel bilancio in forma abbreviata lo stato patrimoniale riporta solo le voci principali e la società è esonerata dal rendiconto finanziario, come prevede l'art. 2435-bis del codice civile. I dati mancanti si recuperano dalla contabilità interna.
Che differenza c'è tra analisi di bilancio e controllo di gestione?
L'analisi di bilancio lavora sui bilanci chiusi e guarda indietro. Il controllo di gestione lavora sui numeri del mese, li confronta con il budget e permette di correggere durante l'anno.
Cosa guarda la banca nel bilancio?
Soprattutto la capacità dell'azienda di generare margine e cassa rispetto ai debiti che ha, e quanto capitale ci hanno messo i soci. Sono gli stessi indici di questo articolo.
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