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Capitale investito: cos'è, come si calcola e cosa misura

Capitale investito: cos'è, come si calcola dallo stato patrimoniale nella versione lorda e netta, e cosa misura su redditività e cassa. Con esempio numerico.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Il capitale investito è il totale dei soldi impiegati per far funzionare l'azienda: macchinari, immobili, magazzino, crediti verso i clienti. Si calcola dall'attivo dello stato patrimoniale e misura quanto denaro è «fermo» nell'attività, che qualcuno, tu o la banca, ha dovuto mettere.

Conoscerlo serve a rispondere a due domande che contano: quanto rendono i soldi che l'azienda tiene impegnati, e quanti ne potresti liberare.

Cos'è il capitale investito?

Immagina di fotografare l'azienda il 31 dicembre. Ci sono beni che usi per anni, come capannone, impianti e furgoni. Ci sono beni che girano in pochi mesi, come merce a magazzino e fatture dei clienti ancora da incassare. Sommati, sono gli impieghi dell'azienda: il capitale investito.

Dall'altra parte del bilancio ci sono le fonti, cioè chi ha messo quei soldi: i soci con il patrimonio netto, le banche con i finanziamenti, i fornitori che ti fanno pagare a 60 o 90 giorni. Impieghi e fonti si pareggiano sempre.

Per un imprenditore il punto è questo: ogni euro di capitale investito è stato finanziato da qualcuno, e quasi sempre costa. I debiti costano interessi, i mezzi propri costano il rendimento a cui rinunci.

Come si calcola il capitale investito?

Ci sono due versioni, e conviene conoscerle entrambe.

Capitale investito lordo. È il totale dell'attivo dello stato patrimoniale:

Capitale investito lordo = Immobilizzazioni + Magazzino + Crediti + Liquidità

Capitale investito netto. Toglie i debiti che nascono dalla gestione stessa, come quelli verso fornitori, dipendenti ed erario, perché sono fonti «gratuite» che arrivano insieme agli acquisti:

Capitale investito netto = Immobilizzazioni + Magazzino + Crediti commerciali − Debiti operativi

La versione netta ha un vantaggio: si pareggia con due sole fonti, i mezzi propri e i debiti finanziari netti.

Capitale investito netto = Patrimonio netto + Posizione finanziaria netta

Per arrivarci si parte dallo stato patrimoniale riclassificato, che riordina le voci del bilancio civilistico proprio in questo modo.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di distribuzione inventata che fattura 3 milioni:

ImpieghiEuroFontiEuro
Immobilizzazioni900.000Patrimonio netto700.000
Magazzino600.000Debiti verso banche1.050.000
Crediti verso clienti750.000Debiti verso fornitori500.000
Liquidità100.000Altri debiti operativi100.000
Totale2.350.000Totale2.350.000

Il capitale investito lordo è 2.350.000 €.

Il capitale investito netto toglie i debiti operativi: 900.000 + 600.000 + 750.000 − 500.000 − 100.000 = 1.650.000 €.

Controprova dal lato delle fonti: patrimonio netto 700.000 € più posizione finanziaria netta, cioè debiti verso banche meno liquidità, 1.050.000 − 100.000 = 950.000 €. Totale 1.650.000 €. I conti tornano.

Cosa misura il capitale investito?

Da solo dice quanto è «pesante» l'azienda. Diventa utile quando lo metti accanto al conto economico.

Il rendimento. Se l'azienda dell'esempio ha un reddito operativo di 180.000 €, il rendimento del capitale investito netto è 180.000 ÷ 1.650.000 = 10,9%. È il ROI, che spieghiamo nell'articolo su quanto rende il capitale investito. Va confrontato con il costo dei debiti: se l'azienda rende il 10,9% e paga le banche al 5%, indebitarsi le conviene. Se rende il 4%, ogni euro preso in prestito peggiora le cose.

La velocità. Fatturato diviso capitale investito netto: 3.000.000 ÷ 1.650.000 = 1,8. Ogni euro investito genera 1,8 euro di vendite in un anno. È la rotazione del capitale investito: più è alta, meno soldi servono per fare lo stesso fatturato.

Perché conviene ridurre il capitale investito?

Perché a parità di utile, meno capitale fermo vuol dire più rendimento e meno debiti.

Torniamo all'esempio. Se l'azienda riduce il magazzino di 150.000 € togliendo la merce che non gira, e incassa i clienti un po' prima liberando 100.000 € di crediti, il capitale investito netto scende a 1.400.000 €. Quei 250.000 € servono a ridurre i debiti verso banche.

  • Il ROI sale da 10,9% a 12,9% (180.000 ÷ 1.400.000), senza vendere un euro in più.
  • Con un tasso del 5%, gli interessi calano di 12.500 € l'anno.

Matteo Falaguasta, titolare di Agrofata Srl, prodotti per l'agricoltura, partiva da un magazzino sovradimensionato che assorbiva liquidità e da 3 business unit su 5 in perdita. Con il controller Enrico ha lavorato su acquisti, magazzino e tempi di pagamento: «Abbiamo abbassato il valore di acquisto, ridotto il magazzino e accorciato la forbice dei pagamenti». In 11 mesi l'EBITDA è passato da 347.003 a 815.790 €. I dettagli sono nel caso studio di Matteo.

Cosa fare lunedì mattina?

Prendi l'ultimo stato patrimoniale e rifai la tabella dell'esempio con i tuoi numeri. Calcola il capitale investito netto, poi dividi il reddito operativo e il fatturato per quel numero. Infine guarda le due voci che si muovono più in fretta, magazzino e crediti: sono quasi sempre il primo posto dove trovare soldi fermi.

Domande frequenti

Capitale investito e capitale sociale sono la stessa cosa?

No. Il capitale sociale è quanto hanno conferito i soci ed è solo una parte delle fonti. Il capitale investito è il totale degli impieghi, finanziati da soci, banche e fornitori.

La liquidità fa parte del capitale investito?

Nella versione lorda sì. Nella versione netta di solito si sottrae dai debiti finanziari, dentro la posizione finanziaria netta.

Meglio usare il capitale investito lordo o netto?

Per calcolare il ROI e confrontarlo con il costo dei debiti si usa di solito quello netto. L'importante è usare sempre la stessa versione quando confronti anni diversi.

Ogni quanto va calcolato?

Almeno a ogni bilancio, meglio ogni trimestre. Magazzino e crediti cambiano in fretta e con loro il fabbisogno di soldi.


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