Capitale circolante netto commerciale: dove sono i soldi
Capitale circolante netto commerciale: cos'è, la formula con crediti, magazzino e fornitori, un esempio in euro e in giorni e le leve per liberare cassa.
di Redazione Imprenditore VeroCassa e banca
Il capitale circolante netto commerciale è la somma dei crediti verso clienti e del magazzino, meno i debiti verso fornitori. Misura quanti soldi l'azienda tiene fermi nel lavoro di tutti i giorni: merce comprata e non ancora venduta, vendite fatte e non ancora incassate, al netto di quello che i fornitori ti finanziano aspettando a farsi pagare.
È il motivo più comune per cui un'azienda che guadagna non ha soldi in banca. Vediamo come si calcola, dove trovi i numeri nel bilancio, come si legge in giorni e quali leve lo riducono.
Che differenza c'è con il capitale circolante netto?
Il capitale circolante netto classico è la differenza tra tutto l'attivo a breve e tutto il passivo a breve: ci finiscono dentro anche la liquidità, il fido, le rate dei mutui in scadenza, i debiti verso il fisco.
Quello commerciale tiene solo le tre voci legate a comprare, produrre e vendere. Per questo è più utile all'imprenditore: dice quanto assorbe il modo in cui lavori con clienti e fornitori, senza mescolarlo con le scelte di finanziamento.
Come si calcola?
CCN commerciale = Crediti verso clienti + Rimanenze − Debiti verso fornitori
Nel bilancio, secondo lo schema dell'art. 2424 del codice civile, trovi:
- Rimanenze: voce C.I dell'attivo (materie prime, semilavorati, prodotti finiti, merci)
- Crediti verso clienti: voce C.II.1 dell'attivo
- Debiti verso fornitori: voce D.7 del passivo
Se ci sono acconti ricevuti dai clienti (voce D.6 del passivo), molti li sottraggono, perché sono soldi che il cliente ti ha anticipato.
Un esempio in euro e in giorni
Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 2,4 milioni l'anno e compra 1,5 milioni di merci e materiali. Per semplicità lasciamo fuori l'IVA.
| Voce | Euro |
|---|---|
| Crediti verso clienti | 600.000 |
| Rimanenze | 450.000 |
| Debiti verso fornitori | −350.000 |
| CCN commerciale | 700.000 |
Ci sono 700.000 € fermi nel ciclo commerciale, il 29% del fatturato. Se l'azienda non li avesse, dovrebbe chiederli alla banca o metterli i soci.
Il numero diventa più chiaro trasformato in giorni:
- Giorni di incasso = 600.000 ÷ 2.400.000 × 365 = 91 giorni
- Giorni di magazzino = 450.000 ÷ 1.500.000 × 365 = 110 giorni
- Giorni di pagamento = 350.000 ÷ 1.500.000 × 365 = 85 giorni
Ciclo commerciale = 91 + 110 − 85 = 116 giorni
Tra il giorno in cui paghi il fornitore e il giorno in cui incassi dal cliente passano in media 116 giorni. Ogni giorno di quel ciclo va finanziato. Il calcolo in dettaglio è nella guida al ciclo monetario.
Nota: per i giorni di magazzino a rigore si usa il costo del venduto, non gli acquisti. Per un primo calcolo gli acquisti vanno bene, se il magazzino non cambia molto da un anno all'altro.
Perché quando cresci servono più soldi?
Perché il CCN commerciale cresce con il fatturato. Se l'azienda dell'esempio fattura il 20% in più con gli stessi giorni di incasso, magazzino e pagamento, anche il circolante sale del 20%: da 700.000 a 840.000 €.
Sono 140.000 € in più da trovare. L'utile dell'anno forse cresce, ma la cassa cala. È la trappola della crescita: più vendi, più soldi restano fermi, e se nessuno lo ha previsto si arriva in banca a chiedere fido in fretta.
Come si riduce il capitale circolante commerciale?
Le leve sono tre, una per ogni voce. Vediamo quanto vale ognuna nell'esempio.
| Leva | Calcolo | Cassa liberata |
|---|---|---|
| Incassare 15 giorni prima | 2.400.000 ÷ 365 × 15 | 98.630 € |
| Tenere 20 giorni di magazzino in meno | 1.500.000 ÷ 365 × 20 | 82.192 € |
| Pagare i fornitori 10 giorni dopo | 1.500.000 ÷ 365 × 10 | 41.096 € |
Qualche azione concreta:
- Crediti: fatturare subito a fine lavoro, chiedere acconti sulle commesse, sollecitare con regola e non a sentimento, rivedere le condizioni dei clienti che pagano sempre in ritardo.
- Magazzino: individuare gli articoli che non girano e smaltirli, riordinare in base alle vendite reali e non alle offerte del fornitore. Ne parliamo nella guida alla rotazione del magazzino.
- Fornitori: negoziare tempi più lunghi in cambio di volumi o puntualità. Allungare i pagamenti senza accordo, invece, rovina il rapporto e spesso costa di più.
Il magazzino è la leva che molti sottovalutano. Marco Caporossi, distributore di cosmetici, aveva il magazzino pieno di prodotti fuori mercato. Il controller Giuseppe Barbarani lo spiega così: «Il magazzino è un investimento». Con l'analisi della composizione delle giacenze e l'eliminazione dei prodotti obsoleti, insieme al lavoro sui costi fissi, in 14 mesi l'azienda è passata da una perdita di 71.539 € a un utile di 24.000 €. La storia è nel caso studio di Marco.
Cosa fare lunedì mattina?
- Prendi l'ultimo bilancio e calcola il CCN commerciale in euro e in giorni.
- Rifai il calcolo sull'anno prima. Se i giorni sono saliti, cerca quale delle tre voci è cresciuta.
- Chiedi l'elenco dei clienti con crediti scaduti da oltre 60 giorni e degli articoli di magazzino fermi da oltre sei mesi.
- Se prevedi di crescere, metti nel budget di cassa i soldi che il circolante assorbirà.
Domande frequenti
Un capitale circolante commerciale alto è sempre un problema?
Non sempre. Alcuni settori, come le costruzioni o la produzione su commessa, hanno per natura cicli lunghi. Il problema è quando cresce più del fatturato, o quando non è finanziato con fonti adeguate.
Può essere negativo?
Sì, quando i fornitori finanziano più di clienti e magazzino insieme. Succede nel commercio al dettaglio, dove si incassa subito e si paga a 60 o 90 giorni. È una situazione favorevole per la cassa.
Va calcolato con o senza IVA?
I crediti e i debiti in bilancio comprendono l'IVA, il fatturato no. Per un calcolo preciso dei giorni conviene aggiungere l'IVA al fatturato e agli acquisti. Per seguire l'andamento nel tempo basta usare sempre lo stesso metodo.
Ogni quanto conviene guardarlo?
Ogni mese, con crediti, magazzino e fornitori aggiornati. I giorni di incasso e di magazzino si muovono in fretta e accorgersene a fine anno è tardi.
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