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Beni fungibili e infungibili: differenze ed esempi pratici

Beni fungibili e infungibili: cosa sono, le differenze con esempi pratici, cosa cambia nei contratti e come si valutano in magazzino e nel bilancio.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Un bene è fungibile quando si può sostituire con un altro della stessa specie e qualità senza che cambi nulla: denaro, gasolio, grano, viti di una certa misura. È infungibile quando conta proprio quel pezzo, con la sua identità: un immobile, un macchinario con la sua matricola, un'opera d'arte, un pezzo fatto su misura.

Per un imprenditore la distinzione non è teoria giuridica. Decide come si valuta il magazzino, quindi quanto utile mostra il bilancio, e conta nei contratti di acquisto e di prestito. Vediamo come.

Cosa sono i beni fungibili?

Sono beni che si contano, si pesano o si misurano, e un'unità vale l'altra. Se ti presto 100 litri di gasolio, non ti interessa riavere proprio quelle molecole: ti basta riavere 100 litri della stessa qualità.

Esempi tipici in azienda:

  • denaro
  • materie prime standard: farina, acciaio in barre, granulo plastico, carburante
  • minuteria e componenti a catalogo: viti, bulloni, cuscinetti, cavi a metro
  • merci di serie identiche tra loro: lattine, confezioni, piastrelle dello stesso lotto

Cosa sono i beni infungibili?

Sono beni individuati per quello che sono, non per quanto sono. Non puoi restituirne «uno uguale», perché uguale non esiste. Esempi: un capannone, un'auto usata con quel telaio, un impianto costruito su progetto, un quadro, una commessa realizzata per un cliente preciso.

A volte la stessa cosa cambia natura. Un'auto nuova di serie, finché è nel piazzale del concessionario insieme ad altre identiche, è un bene fungibile. Quando viene targata e assegnata a te, con quel numero di telaio, diventa infungibile.

Perché la distinzione conta nei contratti?

Due esempi che capitano spesso.

  • Il prestito. Il mutuo è il contratto con cui una parte consegna all'altra denaro o altre cose fungibili, e l'altra si impegna a restituire «altrettante cose della stessa specie e qualità» (art. 1813 del codice civile). Per questo il finanziamento della banca è un mutuo: restituisci euro, non gli stessi euro.
  • L'acquisto di merce generica. Se compri 200 quintali di grano «di quel tipo», la proprietà passa a te solo quando la merce viene individuata, per esempio separata e destinata a te, come prevede l'art. 1378 del codice civile. Finché non succede, il grano è ancora del venditore. Per un bene infungibile, invece, di regola la proprietà passa con il contratto.

Se acquisti grandi quantità di merce generica, conviene che il contratto dica con chiarezza quando e come avviene l'individuazione.

Come si valutano in magazzino i beni fungibili?

Qui la distinzione entra nel bilancio. Per i beni fungibili non sai quale pezzo hai venduto e quale è rimasto sullo scaffale, quindi serve un metodo per decidere a che prezzo valutare le rimanenze. L'art. 2426, n. 10 del codice civile ne ammette tre:

  • costo medio ponderato
  • FIFO, «primo entrato, primo uscito»
  • LIFO, «ultimo entrato, primo uscito»

Se il valore ottenuto si discosta in modo apprezzabile dai costi correnti a fine anno, la differenza va indicata nella nota integrativa. I beni infungibili, invece, si valutano al loro costo specifico: quel trattore è costato quello, e quello resta.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che produce componenti in plastica e compra granulo in tre momenti dell'anno, con il prezzo in salita:

AcquistoKgPrezzo al kgTotale
Gennaio10.0002,0020.000
Maggio10.0002,3023.000
Settembre10.0002,6026.000
Totale30.00069.000

Nell'anno ne usa 20.000 kg e a fine dicembre ne restano 10.000 kg. Quanto valgono?

MetodoValore rimanenzaCosto del materiale usato
FIFO26.00043.000
Costo medio ponderato23.00046.000
LIFO20.00049.000

Costo del materiale usato = Acquisti − Rimanenza finale (qui senza rimanenza iniziale)

Stessa merce, stessi kg, stessi soldi spesi. Eppure tra FIFO e LIFO l'utile cambia di 6.000 €. Con i prezzi in salita il FIFO mostra un utile più alto, il LIFO più basso. Il confronto tra i due metodi è spiegato nella guida a LIFO e FIFO, e il quadro completo nella guida alla valutazione delle rimanenze di magazzino.

Cosa significa per l'imprenditore?

Tre cose concrete.

  1. Il metodo non va cambiato ogni anno. Se un anno usi il FIFO e quello dopo il medio ponderato, i margini non sono più confrontabili. Chiedi al commercialista quale metodo usa e tienilo fermo.
  2. Il margine sul prezzo di listino va calcolato sul costo di oggi. Il magazzino può essere valutato al costo medio, ma se il granulo ora costa 2,60 € e fai i preventivi pensando a 2,30 €, regali margine a ogni ordine.
  3. I beni infungibili si controllano uno per uno. Se vendi macchine, auto usate o immobili, ogni pezzo ha il suo costo e il suo margine. Un pezzo fermo da due anni va guardato con attenzione, perché il suo valore di mercato può essere sceso sotto il costo.

Cosa fare lunedì mattina?

Chiedi al commercialista con che metodo è valutato il tuo magazzino e se negli ultimi anni è sempre stato lo stesso. Poi prendi le tre materie prime che compri di più e confronta il costo usato nei preventivi con l'ultimo prezzo pagato. Se fai un inventario di magazzino solo a fine anno, valuta una conta a rotazione sui codici che pesano di più.

Domande frequenti

Il denaro è un bene fungibile?

Sì, è l'esempio classico. Per questo nel mutuo restituisci la stessa somma, non le stesse banconote.

Un bene fungibile può diventare infungibile?

Sì. Succede quando viene individuato e separato dagli altri, per esempio un'auto nuova assegnata a un cliente con il suo telaio, o un lotto di merce etichettato per un ordine preciso.

Quale metodo di valutazione del magazzino conviene?

Non c'è un metodo giusto per tutti. Con i prezzi in salita il FIFO mostra più utile e il LIFO meno. La cosa importante è sceglierne uno coerente con come gira davvero la merce e mantenerlo negli anni.

I beni infungibili come si valutano in bilancio?

Al loro costo specifico, cioè quanto è costato quel singolo bene. Se è merce in magazzino e il valore di realizzo scende sotto il costo, va svalutata. Se è un bene strumentale, come un capannone o un impianto, si svaluta solo quando la perdita di valore è durevole.


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