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Disponibilità liquide: cosa sono e dove leggerle in bilancio

Disponibilità liquide: cosa comprende la voce C.IV dello stato patrimoniale, perché non coincide con la cassa vera e come leggerla con un esempio con i numeri.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Le disponibilità liquide sono i soldi che l'azienda ha a disposizione subito: i saldi attivi dei conti correnti bancari e postali, gli assegni ricevuti e non ancora versati, il denaro e i valori in cassa. Nel bilancio le trovi nell'attivo dello stato patrimoniale, alla voce C.IV.

È la voce più facile da capire e anche quella che inganna di più. Il numero del bilancio è la fotografia di un solo giorno, il 31 dicembre, e non dice quanto ti costa quella liquidità né quanto durerà. Vediamo cosa contiene, cosa non contiene e come leggerla.

Cosa comprende la voce disponibilità liquide?

Lo schema dello stato patrimoniale previsto dall'art. 2424 del codice civile divide la voce C.IV in tre righe:

  1. depositi bancari e postali: i saldi attivi dei conti correnti
  2. assegni: quelli ricevuti dai clienti e non ancora versati in banca alla data di chiusura
  3. danaro e valori in cassa: i contanti e i valori assimilati, come i valori bollati

Le regole di dettaglio stanno nel principio contabile OIC 14 «Disponibilità liquide», pubblicato dalla Fondazione OIC. Le disponibilità liquide sono l'ultima parte dell'attivo circolante, di cui abbiamo parlato nell'articolo sull'attivo circolante.

Cosa non c'è nelle disponibilità liquide?

Qui nascono gli equivoci più comuni.

  • I conti in rosso non si compensano. Se hai un conto con 80.000 € di saldo attivo e un altro con uno scoperto di 50.000 €, nell'attivo trovi 80.000 € e nel passivo, tra i debiti verso banche, trovi 50.000 €. Non 30.000 € netti.
  • I fidi non usati non ci sono. Un fido di 200.000 € non utilizzato è una possibilità, non una disponibilità liquida. Non compare nello stato patrimoniale.
  • Le ricevute bancarie e le fatture anticipate non sono liquidità. Finché il cliente non paga restano crediti, e l'anticipo ricevuto dalla banca è un debito.
  • Gli investimenti finanziari non sono liquidità. Titoli e fondi, anche se vendibili in pochi giorni, stanno in altre voci dell'attivo.

Perché le disponibilità liquide del bilancio non coincidono con la cassa vera?

Per due motivi.

Il primo è la data. Il 31 dicembre è un giorno particolare: molte aziende incassano a fine anno e pagano a gennaio, oppure pagano tredicesime e fornitori a dicembre. Il saldo di quel giorno può essere molto più alto, o più basso, della media dell'anno.

Il secondo è che il bilancio guarda la liquidità da sola, senza i debiti. Per sapere quanta liquidità è davvero tua devi metterla accanto ai debiti finanziari: è il ragionamento della posizione finanziaria netta.

Un esempio con i numeri

Prendiamo un'azienda di esempio che fattura 2 milioni. A fine anno il bilancio riporta:

VoceImporto
Depositi bancari180.000 €
Assegni0 €
Danaro e valori in cassa3.000 €
Disponibilità liquide (C.IV)183.000 €
Debiti verso banche a breve210.000 €
Mutui a medio e lungo termine320.000 €

Sembrano 183.000 € di tranquillità. Ma le uscite di cassa dell'azienda, tra fornitori, stipendi, imposte e rate, sono circa 160.000 € al mese. I giorni di copertura sono:

Giorni di copertura = Disponibilità liquide ÷ Uscite mensili × 30 = 183.000 ÷ 160.000 × 30 = circa 34 giorni

Se per un mese non entrasse nulla, l'azienda pagherebbe tutto per poco più di un mese. E intanto ha 530.000 € di debiti verso le banche: la posizione finanziaria netta è negativa per 347.000 €.

Ora immagina che a gennaio l'azienda paghi le imposte e i fornitori che a dicembre aveva rimandato. Il saldo può scendere a 40.000 € in due settimane. Il bilancio non lo dice, il budget di cassa sì.

Cosa guardare oltre al saldo?

Tre cose.

  1. L'andamento durante l'anno. I saldi di fine mese degli ultimi 12 mesi raccontano molto più del 31 dicembre. Il saldo più basso dell'anno è il numero da conoscere.
  2. Da dove arriva la liquidità. Una liquidità che cresce perché l'azienda guadagna è diversa da una che cresce perché hai chiesto un finanziamento o rimandato i pagamenti. Lo vedi nel rendiconto finanziario.
  3. Dove è ferma la cassa che manca. Clienti che pagano tardi e magazzino pesante sono soldi che hai già guadagnato o speso ma non hai in banca.

Su questo è utile il caso di Matteo Falaguasta, titolare di Agrofata Srl, azienda che commercializza prodotti per l'agricoltura. Il suo magazzino sovradimensionato assorbiva liquidità. Con il controller Enrico ha abbassato il valore del magazzino e migliorato acquisti e tempi di pagamento con fornitori e clienti. Le sue parole: «Oggi acquistiamo meglio e vendiamo meglio. Abbiamo abbassato il valore di acquisto, ridotto il magazzino e accorciato la forbice dei pagamenti». Il percorso è nel caso studio di Matteo.

Cosa fare lunedì mattina?

Scrivi in una colonna i saldi di tutti i conti correnti a fine mese per gli ultimi 12 mesi, sommando i saldi attivi e sottraendo gli scoperti. Trova il mese più basso. Poi dividi le uscite medie mensili per 30 e calcola per quanti giorni il saldo più basso ti avrebbe coperto. È il numero da cui partire per decidere quanta liquidità tenere.

Domande frequenti

In quale voce del bilancio si trovano le disponibilità liquide?

Nell'attivo dello stato patrimoniale, voce C.IV, divisa in depositi bancari e postali, assegni, danaro e valori in cassa.

Lo scoperto di conto corrente riduce le disponibilità liquide?

No, nel bilancio non si compensa. Lo scoperto va tra i debiti verso banche, nel passivo, e la liquidità degli altri conti resta nell'attivo.

Una cassa contanti alta in bilancio è un problema?

Se l'azienda non incassa in contanti, un saldo di cassa alto è un'anomalia che la banca e chi legge il bilancio notano. Conviene capire da cosa dipende e sistemare le registrazioni con il commercialista.

Quanta liquidità dovrebbe tenere una PMI?

Non c'è una regola fissa. Un riferimento pratico è coprire almeno uno o due mesi di uscite nel momento più basso dell'anno, tenendo conto dei fidi disponibili.


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