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Analisi della concorrenza: come iniziare in una PMI

Analisi della concorrenza in una PMI: come scegliere i concorrenti da studiare, quali dati raccogliere, dove trovare i loro bilanci e come usare il confronto.

di Redazione Imprenditore VeroL’imprenditore

L'analisi della concorrenza è il lavoro con cui capisci chi si contende i tuoi clienti, con quale offerta, a quali prezzi e con quali risultati economici. In una PMI si comincia in poche ore: una lista di cinque o sei concorrenti, una tabella di confronto e i loro bilanci depositati, che chiunque può consultare.

Non serve un ufficio marketing. Serve metodo, e la disciplina di guardare i concorrenti con i numeri invece che con le impressioni. Vediamo come si fa, passo per passo.

A cosa serve l'analisi della concorrenza in una PMI?

Serve a prendere decisioni migliori su tre cose: prezzi, offerta e struttura dei costi.

Molti imprenditori conoscono i concorrenti per sentito dire. «Quelli fanno prezzi stracciati», «quelli hanno un sacco di dipendenti», «quelli stanno crescendo». Sono impressioni, a volte giuste, a volte no. L'analisi della concorrenza trasforma le impressioni in dati confrontabili e ti fa vedere tre cose che a occhio sfuggono:

  • se il tuo prezzo è alto o basso rispetto al valore che dai
  • se la tua azienda è più o meno efficiente di quelle simili
  • dove c'è spazio per distinguerti, cioè cosa i clienti chiedono e nessuno offre bene

Chi sono davvero i miei concorrenti?

Il primo errore è guardare solo l'azienda più grande del settore o quella che fa più rumore. I concorrenti si dividono in tre gruppi:

  1. Diretti: vendono lo stesso prodotto o servizio agli stessi clienti, nella stessa zona.
  2. Indiretti: risolvono lo stesso problema in un altro modo. Per un'impresa di pulizie, il cliente che assume un addetto interno è un concorrente indiretto.
  3. Potenziali: oggi non ci sono, ma potrebbero entrare. Un fornitore che comincia a vendere direttamente ai tuoi clienti, per esempio.

Per trovare i nomi giusti hai già tre fonti in casa. I commerciali, che sanno contro chi perdono le trattative. I preventivi persi, se annoti a chi è andato il lavoro. I clienti stessi, a cui puoi chiedere con chi ti hanno confrontato prima di sceglierti. Da qui esce una lista di cinque o sei nomi: bastano.

Quali informazioni raccogliere sui concorrenti?

Prepara una tabella con una riga per concorrente e queste colonne:

Cosa guardareDove lo trovi
Offerta: prodotti, servizi, gammasito, cataloghi, fiere
Prezzi e condizioni di pagamentopreventivi persi, clienti, commerciali
Tempi di consegna e assistenzaclienti, recensioni
Clienti tipo e zone servitesito, referenze, fiere
Dimensione: fatturato, dipendentibilancio depositato, visura
Risultati: margini, EBITDA, debitibilancio depositato

Le prime righe ti dicono come si presentano sul mercato. Le ultime due ti dicono come stanno davvero. Spesso le due cose non coincidono: c'è chi sembra forte e chiude in perdita da tre anni.

Dove trovo i bilanci dei concorrenti?

Le società di capitali (SRL e SPA) devono depositare ogni anno il bilancio al Registro delle imprese, come prevede l'art. 2435 del codice civile. È un documento pubblico: lo richiedi alla Camera di commercio, anche online, pagando i diritti di segreteria.

Tieni conto di due limiti. Molte PMI depositano il bilancio in forma abbreviata, con meno dettaglio, e le ditte individuali e le società di persone non depositano nulla. E il bilancio arriva con mesi di ritardo: quello che leggi oggi racconta l'anno scorso. Per questo conviene prendere almeno gli ultimi tre anni, così vedi la direzione e non solo la fotografia.

Dal bilancio di un concorrente puoi ricavare senza fatica: fatturato e sua crescita, EBITDA e sua percentuale sul fatturato, costo del personale sul fatturato, utile, debiti verso banche e patrimonio netto. Come leggere questi numeri lo spieghiamo nella guida sugli indici di bilancio.

Come confronto i miei numeri con quelli dei concorrenti?

Prendiamo un'azienda di esempio che produce serramenti e fattura 1,2 milioni di euro. Il titolare ha scaricato i bilanci di tre concorrenti della sua provincia:

La tua aziendaConcorrente AConcorrente BConcorrente C
Fatturato1.200.000 €1.500.000 €900.000 €2.100.000 €
EBITDA84.000 €180.000 €27.000 €168.000 €
EBITDA su fatturato7%12%3%8%
Costo del personale su fatturato31%25%33%27%

Il titolare pensava che il concorrente A vincesse le gare perché faceva prezzi più bassi. I numeri dicono un'altra cosa: A guadagna 12 euro ogni 100 venduti, lui 7. Se A facesse davvero prezzi più bassi a parità di costi, il suo EBITDA sarebbe più basso, non più alto. La differenza sta altrove, e la colonna del personale dà un indizio: A spende 25 euro di personale ogni 100 di fatturato, lui 31.

Sei punti di differenza su 1,2 milioni valgono 72.000 € l'anno. Non vuol dire che deve licenziare qualcuno. Vuol dire che deve capire dove si perde tempo: produzione, posa, rilavorazioni, ore non fatturate. È lì che si gioca la partita, non sul listino.

Il concorrente B, invece, è più piccolo, ha meno margine e più costo del personale. Se è lui a fare i prezzi bassi, sta lavorando quasi in pari: seguirlo al ribasso sarebbe un errore.

Devo fare i prezzi guardando la concorrenza?

La concorrenza ti dice dove sta il mercato, non quanto devi chiedere tu. Il prezzo parte dai tuoi costi e dal margine che ti serve, poi si confronta con il mercato. Se il tuo prezzo minimo è più alto di quello dei concorrenti, il problema è nei tuoi costi o nella tua offerta, e abbassare il listino lo peggiora. Ne parliamo nell'articolo sulle strategie di prezzo.

È il ragionamento seguito con David Gentili, titolare di Webinword, agenzia di lead generation. Il metodo applicato con lui, invece di basare i prezzi solo sul mercato o sulla concorrenza, è partito dall'analisi dei costi effettivi: costi fissi e variabili separati, costo di ogni prestazione, prezzi ridefiniti sui costi reali. In 12 mesi il fatturato è passato da 1.050.000 € a 1.300.000 € e l'EBITDA dal 18% al 32%, da 180.000 € a 416.000 €. I dettagli sono nel caso studio di David.

Quali errori evitare?

  • Copiare: se fai le stesse cose del concorrente, il cliente sceglie sul prezzo. Il confronto serve a distinguerti, non ad assomigliargli.
  • Guardare un solo anno: un concorrente può avere avuto un anno eccezionale o un anno pessimo. Tre anni raccontano la tendenza.
  • Confrontarsi con aziende troppo diverse: un'azienda dieci volte più grande ha economie di scala che tu non hai. Scegli aziende vicine per dimensione e mercato.
  • Fare l'analisi una volta e chiuderla nel cassetto: aggiornala ogni anno, quando escono i nuovi bilanci.
  • Ossessionarsi: l'analisi della concorrenza è un'ora al mese, non un pensiero fisso. Il lavoro vero resta dentro la tua azienda.

L'analisi della concorrenza è anche la parte «minacce e opportunità» di una analisi SWOT: se ne hai già fatta una, riparti da lì.

Cosa fare lunedì mattina?

  1. Scrivi i nomi di cinque concorrenti diretti, chiedendo ai commerciali contro chi perdono più spesso.
  2. Scarica gli ultimi tre bilanci di quelli che sono società di capitali.
  3. Riempi una tabella con fatturato, EBITDA su fatturato e costo del personale su fatturato, e metti accanto i tuoi numeri.
  4. Cerchia la differenza più grande e chiediti da cosa dipende.

In un pomeriggio hai un quadro che, a sensazione, non avresti mai avuto.

Domande frequenti

Quanti concorrenti devo analizzare?

Cinque o sei bastano per una PMI. Meglio pochi concorrenti studiati bene che venti nomi in una lista.

È legale consultare il bilancio di un concorrente?

Sì. Il bilancio delle società di capitali è pubblico e si richiede al Registro delle imprese. Lo stesso vale per il tuo: anche i tuoi concorrenti possono leggerlo.

E se i miei concorrenti sono ditte individuali?

Il bilancio non lo trovi. Restano le altre fonti: preventivi persi, clienti, offerta, prezzi. Il confronto sui numeri lo puoi fare con le aziende del tuo settore in altre zone.

Ogni quanto va aggiornata l'analisi della concorrenza?

I numeri una volta l'anno, quando escono i bilanci. Prezzi e offerta ogni volta che perdi una trattativa importante.


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