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TFR: come si calcola e come pesa sul bilancio dell'azienda

TFR, trattamento di fine rapporto: come si calcola la quota annua, come si rivaluta, dove lo trovi nel bilancio e perché è un debito da pianificare in cassa.

di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio

Il TFR, trattamento di fine rapporto, si calcola accantonando ogni anno per ogni dipendente la retribuzione annua divisa per 13,5, più una rivalutazione sul fondo già accumulato. Nel bilancio è un costo del personale nel conto economico e un debito verso i dipendenti nel passivo, che va pagato in contanti quando il rapporto finisce.

Vediamo come si calcola, dove lo trovi nel bilancio, cosa cambia se l'azienda ha più o meno di 50 dipendenti e perché è un numero che devi tenere d'occhio anche se oggi non esce un euro.

Come si calcola il TFR?

La regola è nell'art. 2120 del codice civile e ha due parti.

1. La quota dell'anno. Per ogni anno di lavoro matura una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5:

Quota TFR dell'anno = Retribuzione annua ÷ 13,5

Da questa quota l'azienda toglie lo 0,50% della retribuzione, che versa all'INPS: nel fondo del dipendente va il resto. Il costo per l'azienda non cambia. Negli esempi che seguono, per semplicità, non ne teniamo conto.

Nella retribuzione entrano tutte le somme pagate in modo non occasionale, esclusi i rimborsi spese, salvo che il contratto collettivo dica diversamente. Per le frazioni di anno la quota si riduce in proporzione.

2. La rivalutazione. Ogni 31 dicembre il fondo già accumulato, esclusa la quota dell'anno, cresce con un tasso fatto di due pezzi:

Tasso di rivalutazione = 1,5% + 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo

Se in un anno l'indice ISTAT è salito del 2%, il tasso è 1,5% + 1,5% = 3%.

Prendiamo un dipendente di esempio con 30.000 € di retribuzione annua lorda. Ogni anno matura 30.000 ÷ 13,5 = 2.222 € di TFR. Dopo dieci anni, fra quote e rivalutazioni, il suo TFR supera i 22.000 €, e cresce ancora se nel frattempo lo stipendio è aumentato.

Dove si trova il TFR nel bilancio?

In due posti, secondo lo schema del codice civile.

  • Conto economico, voce B.9.c «trattamento di fine rapporto», dentro i costi per il personale (art. 2425). È il costo dell'anno: quota maturata più rivalutazione.
  • Stato patrimoniale, voce C del passivo «trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato» (art. 2424). È il debito accumulato verso tutti i dipendenti alla data di chiusura.

Il movimento del fondo durante l'anno si legge così:

Fondo TFR a fine anno = Fondo a inizio anno + Costo dell'anno − TFR pagato a chi è uscito − Anticipi − Quote versate a fondi pensione o all'INPS

La nota integrativa riporta di solito proprio questi movimenti. È il posto dove guardare per capire quanto TFR hai pagato nell'anno e quanto ne hai ancora da pagare.

Un esempio sull'azienda intera

Prendiamo un'azienda di esempio con 12 dipendenti e un monte retribuzioni di 384.000 € l'anno, sotto i 50 dipendenti e senza nessuno iscritto a un fondo pensione. Per semplicità trascuriamo le trattenute fiscali sulla rivalutazione.

VoceEuro
Fondo TFR a inizio anno180.000
Quota dell'anno (384.000 ÷ 13,5)28.444
Rivalutazione (180.000 × 3%)5.400
Costo TFR dell'anno (voce B.9.c)33.844
TFR pagato a un dipendente uscito−22.000
Fondo TFR a fine anno (voce C del passivo)191.844

Nel conto economico il TFR pesa 33.844 €, circa l'8,8% del monte retribuzioni. In cassa invece quest'anno sono usciti 22.000 €. Il resto è rimasto in azienda, come un prestito dei dipendenti che prima o poi andrà restituito.

Cosa cambia se l'azienda ha almeno 50 dipendenti?

Dal 2007 il dipendente sceglie se lasciare il TFR in azienda o destinarlo a un fondo di previdenza complementare. Se lo destina al fondo, l'azienda versa lì le quote e non le accumula nel proprio passivo.

Per le aziende con almeno 50 dipendenti c'è una regola in più: il TFR che il dipendente non manda a un fondo pensione va versato ogni mese al Fondo di Tesoreria gestito dall'INPS, come previsto dalla legge 296 del 2006, articolo 1, comma 755.

La conseguenza pratica è grande. Sotto i 50 dipendenti il TFR non versato resta in azienda e il fondo nel passivo cresce ogni anno. Sopra i 50, le nuove quote escono ogni mese e il fondo in bilancio riguarda soprattutto il TFR maturato prima del 2007. Quando confronti il tuo bilancio con quello di un'azienda più grande, tienilo presente.

Perché il TFR è un tema di cassa?

Perché nel conto economico il costo arriva un po' alla volta, ogni anno, mentre in cassa esce tutto insieme quando il dipendente lascia l'azienda. Se escono nello stesso anno due persone con vent'anni di anzianità, puoi trovarti a pagare decine di migliaia di euro in un mese.

E c'è un secondo motivo. Il dipendente con almeno otto anni di servizio può chiedere un anticipo fino al 70% del TFR maturato, per spese sanitarie straordinarie, per l'acquisto della prima casa per sé o per i figli, o per le spese durante i congedi parentali e formativi. L'articolo 2120 fissa anche un limite al numero di anticipi da concedere ogni anno, ma è comunque un'uscita che non decidi tu.

Per questo il fondo TFR va letto insieme al piano di cassa. Il ragionamento è lo stesso dell'articolo sul flusso di cassa: un debito che non costa interessi resta un debito, e va pagato con soldi veri.

Quanto pesa il TFR sul costo del personale?

La quota dell'anno vale circa il 7,4% della retribuzione (1 ÷ 13,5), a cui si aggiunge la rivalutazione. È una parte del costo del lavoro che spesso non si vede nella busta paga, ma che entra nel costo orario di ogni persona. Abbiamo fatto il conto completo nell'articolo su quanto costa davvero un dipendente.

Rivedere le voci del personale con i numeri in mano porta risultati concreti. Andrea Cimadomo, Cima Domus SRL, ristrutturazioni di interni, lo racconta così: «subito appena terminato il corso a Milano con Mirco, la settimana dopo siamo andati dal consulente del lavoro. E da lì in una giornata c'è 14 mila euro di risparmio». In 12 mesi l'EBITDA dell'azienda è passato da 62.000 a 202.000 €, come racconta il caso studio di Andrea.

Cosa fare lunedì mattina?

  1. Apri la nota integrativa e trova i movimenti del fondo TFR: inizio anno, accantonamento, utilizzi, fine anno.
  2. Chiedi al consulente del lavoro il TFR maturato per ciascun dipendente.
  3. Segna chi ha più anzianità e chi potrebbe uscire o chiedere un anticipo nei prossimi due anni.
  4. Metti quelle cifre nel piano di cassa, mese per mese.

Domande frequenti

Come si calcola il TFR in modo semplice?

Dividi la retribuzione annua per 13,5: è la quota di un anno. Ogni 31 dicembre il fondo accumulato si rivaluta dell'1,5% più il 75% dell'inflazione ISTAT.

Il TFR è un costo o un debito?

Tutte e due. Ogni anno è un costo del personale nel conto economico (voce B.9.c). Il totale accumulato è un debito verso i dipendenti nel passivo (voce C).

Il TFR lasciato in azienda costa interessi?

Non interessi bancari, ma la rivalutazione annua. Con inflazione bassa è un costo contenuto, con inflazione alta cresce.

Quando si può chiedere l'anticipo del TFR?

Dopo almeno otto anni nella stessa azienda, fino al 70% del maturato, per spese sanitarie straordinarie, per comprare la prima casa per sé o per i figli, o per le spese durante i congedi parentali e formativi, nei limiti previsti dall'art. 2120 del codice civile e dalle leggi sui congedi.


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