Costo del lavoro: quanto costa davvero un dipendente
Costo del lavoro: da cosa è composto, quanto costa davvero un dipendente all'azienda, come si calcola il costo orario e quanto fatturato serve per pagarlo.
di Redazione Imprenditore VeroMargini e profitti
Un dipendente costa all'azienda molto più dello stipendio lordo scritto nel contratto: alla retribuzione si aggiungono i contributi a carico del datore di lavoro, l'assicurazione contro gli infortuni e il TFR. E siccome non tutte le ore pagate sono ore lavorate, il costo di un'ora davvero produttiva è ancora più alto.
Per un imprenditore questo numero conta per tre decisioni: quanto chiedere nei preventivi, quando assumere e se un lavoro conviene farlo dentro o darlo fuori. Vediamo da cosa è composto il costo del lavoro, come si calcola con un esempio e dove lo trovi nel bilancio.
Da cosa è composto il costo del lavoro?
Le voci principali sono cinque:
- Retribuzione lorda annua (RAL): lo stipendio lordo di tutto l'anno, comprese tredicesima e, se il contratto collettivo la prevede, quattordicesima.
- Contributi previdenziali a carico dell'azienda: si versano all'INPS e si sommano a quelli trattenuti al dipendente. La percentuale dipende dal settore, dalle dimensioni dell'azienda e dal tipo di contratto.
- Premio INAIL: l'assicurazione contro infortuni e malattie professionali. Cambia molto in base al rischio del lavoro: poco per un impiegato, molto di più per chi lavora in cantiere.
- TFR: ogni anno l'azienda accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5, come prevede l'art. 2120 del codice civile.
- Altri costi: buoni pasto, formazione, visite mediche, abbigliamento e dispositivi di sicurezza, auto aziendale, premi.
Le percentuali esatte della tua azienda le trovi nei cedolini o le chiedi al consulente del lavoro. Quello che conta è l'ordine di grandezza: il costo totale è sempre parecchio più alto della RAL.
Quanto costa un dipendente? Un esempio con i numeri
Prendiamo un dipendente di esempio con una RAL di 30.000 €. Per l'esempio ipotizziamo contributi a carico dell'azienda pari al 30% della retribuzione e un premio INAIL dell'1%. Sono ipotesi, non valori validi per tutti.
| Voce | Euro l'anno |
|---|---|
| Retribuzione lorda annua | 30.000 |
| Contributi a carico azienda (ipotesi 30%) | 9.000 |
| Premio INAIL (ipotesi 1%) | 300 |
| TFR (30.000 ÷ 13,5) | 2.222 |
| Costo totale | 41.522 |
In questo esempio ogni euro di RAL costa all'azienda circa 1,38 euro. Il dipendente, in busta, riceve molto meno dei 30.000 € lordi, perché dalla RAL si tolgono i contributi a suo carico e le imposte. Così fra quello che l'azienda spende e quello che la persona incassa c'è una distanza ampia, ed è normale che nessuno dei due la senta come sua.
Quanto costa un'ora di lavoro?
È il punto in cui i preventivi si sbagliano. Il costo orario non si calcola sulle ore pagate, ma sulle ore lavorate. Riprendiamo il dipendente dell'esempio, con un orario di 40 ore settimanali:
| Ore l'anno | |
|---|---|
| Ore teoriche (40 × 52) | 2.080 |
| Ferie (ipotesi 4 settimane) | − 160 |
| Festività (ipotesi 10 giorni) | − 80 |
| Permessi (ipotesi) | − 72 |
| Malattia e formazione (ipotesi) | − 40 |
| Ore lavorate | 1.728 |
Costo orario = Costo totale ÷ Ore lavorate = 41.522 ÷ 1.728 = 24,03 €
Non basta. Delle ore lavorate, non tutte si possono far pagare al cliente: spostamenti, attese, riordino del magazzino, riunioni, piccoli rifacimenti. Se le ore produttive sono l'80% di quelle lavorate, restano 1.382 ore.
Costo per ora produttiva = 41.522 ÷ 1.382 = 30,04 €
Se nei preventivi metti 25 € l'ora pensando di guadagnarci, su questa persona stai perdendo soldi prima ancora di contare l'affitto, i mezzi e l'ufficio. Il prezzo minimo si ottiene aggiungendo al costo per ora produttiva una quota dei costi di struttura.
Dove trovi il costo del lavoro nel bilancio?
Nel conto economico, alla voce B.9 «per il personale», divisa in salari e stipendi, oneri sociali, trattamento di fine rapporto, trattamento di quiescenza e altri costi, secondo lo schema dell'art. 2425 del codice civile.
Attenzione a quello che lì non c'è: il compenso dell'amministratore, il lavoro somministrato e i collaboratori esterni finiscono di solito tra i costi per servizi. Per avere il costo del lavoro vero devi sommarli. Ne parliamo nell'articolo su quanto deve essere l'incidenza del costo del personale.
Quanto fatturato serve per pagare un dipendente in più?
È il conto da fare prima di ogni assunzione. Il nuovo dipendente si paga con il primo margine delle vendite in più che porta, o che permette di fare:
Fatturato necessario = Costo totale del dipendente ÷ Primo margine %
Con il dipendente dell'esempio e un primo margine del 35%: 41.522 ÷ 0,35 = 118.634 €. Solo per pagare quella persona, l'azienda deve vendere quasi 119.000 € in più all'anno. Se il margine è del 25%, ne servono oltre 166.000. Come si calcola il tuo primo margine lo trovi nella guida su margini: come calcolarli e aumentarli.
Non vuol dire che non si debba assumere. Vuol dire sapere prima quanto lavoro in più deve arrivare, e in quanto tempo, perché l'assunzione si ripaghi.
Come si abbassa il costo del lavoro senza tagliare le persone?
Il costo per persona lo decide in gran parte il contratto. Quello che puoi governare è quanto rende ogni ora pagata:
- Aumentare le ore produttive: meno attese, meno spostamenti inutili, materiali pronti quando servono.
- Rifare i preventivi sul costo vero per ora produttiva, non su quello che fanno i concorrenti.
- Decidere cosa fare dentro e cosa fuori confrontando il costo orario interno con il prezzo del fornitore esterno.
- Tenere d'occhio gli straordinari: se sono fissi tutti i mesi, forse manca una persona o c'è un problema di organizzazione.
- Ridurre il ricambio: ogni persona che se ne va porta via mesi di formazione già pagati.
Cosa cambia quando conosci il costo orario?
Erik Debeljak è titolare del Ristorante Biancospino a Trieste. Il locale era pieno, ma il costo di produzione arrivava quasi al 100% del fatturato: «Sostanzialmente non restava mai niente», racconta. Con il controller Domenico Magnifico ha costruito il full costing e il costo orario, la base per un listino prezzi corretto. «L'aver ricostruito il costo orario ha permesso a Erik di aumentare il fatturato di circa 200 mila euro», spiega Domenico. In 12 mesi l'utile è passato da 3.500 a 158.000 €, e per Erik «non c'è più la rincorsa del 30 del mese quando dici: 'Mancano dieci giorni per le paghe'». La storia è nel caso studio di Erik.
Daniel Mascia, impiantista con vent'anni di esperienza da installatore, non sapeva se convenisse affidarsi ai suoi operai o ad aziende esterne. Con il controller Davide Giovanni La Francesca ha calcolato il costo orario della struttura: «Ci ha aiutato a definire il costo orario per un operaio, in modo da fare preventivi più dettagliati», racconta, e aggiunge che hanno capito che molte lavorazioni sono più facili da fare all'interno che da affidare a terzi. In 11 mesi il punto di pareggio è passato dal 20 settembre al 6 settembre. I numeri sono nel caso studio di Daniel.
Cosa fare lunedì mattina?
Prendi il riepilogo annuo dei costi del personale dal consulente del lavoro e dividi il costo di ogni persona per le ore lavorate davvero. Per chi lavora sulle commesse, stima la quota di ore produttive. Poi confronta il costo per ora produttiva con quello che metti nei preventivi. Se la differenza è piccola o negativa, hai trovato una perdita che il bilancio non ti mostra.
Domande frequenti
Quanto costa un dipendente rispetto allo stipendio lordo?
Dipende da settore, contratto e dimensioni dell'azienda. Nell'esempio di questo articolo, con le ipotesi indicate, il costo totale è circa 1,38 volte la RAL. Il dato preciso della tua azienda te lo dà il consulente del lavoro.
Il TFR è un costo anche se il dipendente non se ne va?
Sì. Il TFR matura ogni anno e va nel conto economico dell'anno in cui matura, anche se lo pagherai solo alla fine del rapporto. Per la cassa conta il momento in cui esce, per il margine conta subito.
Il mio compenso da amministratore va nel costo del lavoro?
Nel bilancio no, finisce tra i servizi. Ma per guidare l'azienda va considerato, in una riga separata: anche il tuo lavoro ha un costo, e i prezzi devono coprirlo.
Meglio un dipendente o un collaboratore esterno?
Dipende da quante ore servono e con quale continuità. Si confronta il costo per ora produttiva del dipendente con il prezzo orario dell'esterno, tenendo conto di qualità, disponibilità e tempi.
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