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Strategia di focalizzazione: cos'è, con esempi concreti

Strategia di focalizzazione: cos'è secondo Porter, le due varianti, esempi concreti per una PMI e come capire con i numeri su quale nicchia puntare.

di Redazione Imprenditore VeroL’imprenditore

La strategia di focalizzazione è la scelta di servire bene un pezzo preciso di mercato, invece di provare a vendere a tutti: un tipo di cliente, una zona, un prodotto, un problema. Funziona quando in quella nicchia sai fare meglio o costi meno dei concorrenti generalisti, e quando i numeri dicono che quella nicchia ti lascia margine.

Vediamo da dove nasce l'idea, le due forme che può prendere, qualche esempio concreto e come scegliere la nicchia guardando i conti invece che l'istinto.

Cos'è la strategia di focalizzazione?

L'ha descritta Michael Porter, professore di Harvard, nel libro «Competitive Strategy» del 1980. Secondo Porter un'azienda ha tre modi di battere i concorrenti:

  1. leadership di costo: costare meno di tutti sul mercato intero
  2. differenziazione: offrire a tutto il mercato qualcosa di diverso, per cui il cliente paga di più
  3. focalizzazione: fare una delle due cose, ma solo per un segmento ristretto

La focalizzazione è quindi la strategia di chi sceglie di essere grande in un recinto piccolo. Per una PMI è spesso la più naturale, perché raramente ha le dimensioni per competere sul costo con un gruppo industriale o per differenziarsi su tutto il mercato. Delle altre due strategie abbiamo parlato negli articoli sulla strategia di differenziazione e sul vantaggio competitivo.

Quali sono le due forme di focalizzazione?

Focalizzazione sui costi. Servi una nicchia con un'offerta essenziale, a un prezzo più basso, perché la tua struttura è tagliata su misura per quei clienti. Un'officina che ripara solo furgoni commerciali per le flotte aziendali può avere ricambi, attrezzature e orari pensati per loro, e fare un prezzo che un'officina generalista non riesce a fare.

Focalizzazione sulla differenziazione. Servi una nicchia con un'offerta speciale, per cui quei clienti pagano di più. Uno studio di progettazione che lavora solo su cantine vinicole conosce normative, impianti e tempi della vendemmia meglio di un generalista, e il cliente lo paga per questo.

In entrambi i casi il punto è lo stesso: dici di no a una parte del mercato per essere più forte nell'altra.

Quali sono degli esempi concreti in una PMI?

Ecco alcune forme che la focalizzazione prende spesso nelle piccole e medie imprese:

Su cosa ti focalizziEsempio
Tipo di clienteUn'impresa di pulizie che lavora solo per strutture sanitarie
Settore servitoUna software house che fa gestionali solo per autoscuole
ZonaUn distributore di materiali edili che copre una sola provincia, con consegne in giornata
ProdottoUna carpenteria che fa solo scale in acciaio su misura
ProblemaUn'azienda di impianti che fa solo efficientamento energetico per capannoni

Nessuna di queste aziende è piccola per sfortuna. Ha scelto di esserlo in un mercato ristretto per essere riconosciuta come il riferimento di quel mercato.

Come si sceglie la nicchia giusta? Un esempio con i numeri

L'errore più comune è scegliere la nicchia che piace di più, o quella dove c'è il cliente più grande. La nicchia va scelta guardando quanto ti lascia, non quanto fattura.

Prendiamo una carpenteria di esempio che fattura 1,8 milioni di euro e lavora per tre tipi di clienti. Dividendo i ricavi e i costi variabili per segmento, ecco cosa esce:

SegmentoFatturatoCosti variabiliPrimo marginePrimo margine %
Industria (strutture per capannoni)900.000650.000250.00028%
Edilizia residenziale (scale, ringhiere)600.000330.000270.00045%
Privati (piccoli lavori)300.000210.00090.00030%
Totale1.800.0001.190.000610.00034%

L'industria porta metà del fatturato, ma ha il margine percentuale più basso di tutti: 28%. L'edilizia residenziale fattura un terzo e produce quasi metà del margine. In più, i privati assorbono molte ore di preventivi e sopralluoghi per lavori piccoli.

Se il titolare decidesse di focalizzarsi sulle scale e ringhiere per i costruttori, portando quel segmento da 600.000 a 1.000.000 € in tre anni e lasciando i privati, il conto sarebbe questo, a parità di industria:

  • primo margine dal residenziale: 1.000.000 × 45% = 450.000 €
  • primo margine dall'industria: 250.000 €
  • totale: 700.000 €, contro i 610.000 € di oggi, con un fatturato di 1,9 milioni invece di 1,8

Novantamila euro di margine in più, fatturando solo 100.000 € in più. Per arrivarci però serve tutto il resto: un catalogo dedicato, un commerciale che parla con i costruttori, tempi di consegna più corti degli altri. La focalizzazione è una scelta commerciale e organizzativa, non solo un foglio di calcolo. Il foglio serve a capire dove puntare.

Quali sono i rischi della focalizzazione?

Tre, da guardare con attenzione:

  • la nicchia si restringe: se il segmento scelto entra in crisi, tu ci entri con lui. Per questo conviene non dipendere da pochi clienti anche dentro la nicchia.
  • arriva un concorrente grande: se la nicchia diventa interessante, chi è più grande può entrarci con prezzi più bassi. La difesa è conoscere i clienti meglio di lui.
  • la tentazione di tornare generalisti: un cliente fuori nicchia chiama con un lavoro grosso, e dire no costa fatica. Se dici sempre sì, la focalizzazione dura sei mesi.

Cosa succede quando un'azienda sceglie su chi concentrarsi?

Ardian Belshi guida un'impresa di edilizia e ristrutturazioni a Brescia. Prima del percorso accettava tutti i clienti e faceva i preventivi sull'esperienza. Con il controller Davide Giovanni La Francesca ha costruito un costo al m² che coprisse tutti i costi fissi e ha iniziato a selezionare i clienti per marginalità, dicendo no alle commesse non redditizie. In 7 mesi, con il fatturato passato da 590.318 € a 572.413 €, l'utile è passato da 9.679 € a 57.692 €. Le parole di Davide: «Ardian adesso si può permettere di dire no a commesse che non fruttano e non marginano. Prima prendeva tutto». La storia è nel caso studio di Ardian.

Anche Gianni Casamichele, dispositivi medicali, ha separato con il controller Giuseppe Barbarani i prodotti su suo brevetto dalla commercializzazione, che assorbiva margini, ha individuato il prodotto con la marginalità superiore e ha spinto le vendite verso quello. In 18 mesi l'utile di INCASMED Srl è passato da 290.054 € a 633.735 €. «Ho capito che la riclassificazione del bilancio è assolutamente fondamentale. Per prendere decisioni giuste bisogna avere i numeri giusti», racconta nel suo caso studio.

Cosa fare lunedì mattina?

Dividi il fatturato dell'ultimo anno per tipo di cliente o per linea di prodotto. Per ogni gruppo calcola il primo margine in euro e in percentuale. Poi metti accanto quante ore di lavoro commerciale e tecnico assorbe ogni gruppo. La nicchia su cui puntare è quasi sempre quella con margine alto e poche ore per euro venduto. Prima di dire addio a un segmento, però, verifica quanti costi fissi gli stai attribuendo: a volte un segmento povero copre comunque una parte di stipendi e capannone.

Domande frequenti

La strategia di focalizzazione va bene per tutte le PMI?

Va bene per molte, ma non per tutte. Serve una nicchia abbastanza grande da sostenere l'azienda e abbastanza specifica da farti riconoscere. Se la nicchia è troppo piccola, l'azienda non cresce.

Che differenza c'è tra focalizzazione e differenziazione?

La differenziazione offre qualcosa di diverso a tutto il mercato. La focalizzazione sceglie prima un pezzo di mercato e poi decide se servirlo costando meno o offrendo qualcosa di speciale.

Focalizzarsi vuol dire perdere fatturato?

All'inizio a volte sì, perché rinunci a qualche cliente. L'obiettivo però non è il fatturato ma il margine: si può fatturare meno e guadagnare di più.

Come capisco se un cliente è fuori dalla mia nicchia?

Se per servirlo devi cambiare prodotto, processo o prezzo rispetto a quello che fai di solito, è fuori. Se succede spesso, la nicchia non è ancora chiara nemmeno a te.


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