Scritture di assestamento: cosa sono e perché contano
Scritture di assestamento: cosa sono, i quattro tipi con esempi, quanto possono cambiare l'utile e perché farle ogni mese invece che solo a fine anno.
di Redazione Imprenditore VeroLeggere il bilancio
Le scritture di assestamento sono le registrazioni contabili che si fanno a fine periodo per portare nel conto economico solo i costi e i ricavi che gli appartengono. Ammortamenti, TFR, rimanenze, ratei, risconti, svalutazioni dei crediti: senza di loro la contabilità dice quanto hai fatturato e pagato, non quanto hai guadagnato.
È il passaggio che trasforma la contabilità di tutti i giorni in un bilancio. Vediamo cosa sono, quali tipi esistono e perché per un imprenditore conta farle durante l'anno, non solo a dicembre.
Cosa sono le scritture di assestamento?
Durante l'anno la contabilità registra i fatti man mano che succedono: fatture emesse, fatture ricevute, stipendi, pagamenti, incassi. È una fotografia dei documenti, non dei risultati.
Alla chiusura dell'esercizio la legge chiede invece di attribuire a ogni anno i costi e i ricavi di sua competenza, indipendentemente da quando sono stati pagati o incassati. È il principio fissato dall'art. 2423-bis del codice civile. E le voci vanno valutate con i criteri dell'art. 2426: i beni durevoli si ammortizzano, i crediti si iscrivono al valore che si pensa di incassare, il magazzino al costo o al valore di mercato se più basso.
Le scritture di assestamento sono le registrazioni che colmano la distanza fra i documenti e la competenza.
Quali sono i tipi di scritture di assestamento?
Di solito si dividono in quattro gruppi.
1. Scritture di completamento. Aggiungono costi e ricavi già maturati ma non ancora documentati: il TFR maturato dai dipendenti, gli interessi maturati sui finanziamenti, le fatture da ricevere per servizi già avuti, le fatture da emettere per lavori già fatti, i ratei. Ne abbiamo parlato nell'articolo su ratei attivi e passivi.
2. Scritture di integrazione. Tengono conto di perdite e oneri probabili: la svalutazione dei crediti che non si incasseranno, gli accantonamenti a fondi per rischi, per esempio una causa in corso.
3. Scritture di rettifica. Tolgono dall'anno costi e ricavi che appartengono al futuro: i risconti, come spiegato nell'articolo su risconti attivi e passivi, e le rimanenze di magazzino, che rinviano all'anno dopo il costo della merce comprata e non ancora venduta.
4. Scritture di ammortamento. Distribuiscono il costo dei beni durevoli sugli anni in cui vengono usati.
A queste si aggiunge il calcolo delle imposte dell'esercizio, che chiude il conto economico.
Quanto possono cambiare l'utile? Un esempio con i numeri
Prendiamo un'azienda inventata che fattura 1,8 milioni. A fine anno, prima degli assestamenti, la contabilità mostra un risultato di 140.000 €. Sembra un buon anno. Poi arrivano le scritture di fine esercizio:
| Voce | Effetto sul risultato |
|---|---|
| Risultato da contabilità, prima degli assestamenti | +140.000 |
| Ammortamenti di macchinari e automezzi | −95.000 |
| TFR maturato nell'anno | −28.000 |
| Magazzino sceso da 300.000 a 280.000 € | −20.000 |
| Fatture da ricevere per consulenze e manutenzioni | −12.000 |
| Svalutazione di crediti difficili da incassare | −15.000 |
| Rateo di interessi sul mutuo | −3.000 |
| Risconto dell'assicurazione pagata a ottobre | +6.000 |
| Risultato prima delle imposte | −27.000 |
Da 140.000 € di utile apparente a 27.000 € di perdita. Nessuna di queste voci è un errore: sono costi veri, che la contabilità di tutti i giorni non mostra finché qualcuno non li registra.
Ora immagina di scoprirlo a maggio dell'anno dopo, quando il bilancio viene preparato. Per una Srl la legge prevede che il bilancio sia presentato ai soci entro 120 giorni dalla chiusura, salvo i casi in cui si può arrivare a 180 (art. 2478-bis del codice civile). Vuol dire che per quasi metà dell'anno nuovo hai lavorato credendo di essere in utile.
Perché farle ogni mese?
Perché un conto economico mensile senza assestamenti ha lo stesso difetto della contabilità prima di dicembre: ti dice che va bene quando non è vero.
Le scritture di fine anno si possono fare in modo semplificato anche ogni mese:
- ammortamenti: un dodicesimo della quota annua
- TFR e mensilità aggiuntive: la quota che matura ogni mese
- assicurazioni, canoni, interessi: spalmati sui mesi a cui si riferiscono
- magazzino: una stima, o un inventario a rotazione, per sapere quanto è cambiato
- crediti: una revisione dei clienti in ritardo
Non serve la precisione del bilancio. Serve un numero abbastanza vicino al vero da permetterti di correggere la rotta. Chiudere i conti del mese in pochi giorni è l'obiettivo del fast closing.
Lo racconta il caso di Nico Brizzi, titolare di NBC Srl, ristorazione. Gestiva tutto alla cieca e il commercialista era in ritardo di un anno sul bilancio. Il controller Francesco Boccardo usa un'immagine: «Immaginiamoci un navigatore che ci dà la posizione di dove eravamo dieci o quindici minuti fa: non riusciremmo mai ad arrivare a destinazione». Con un budget annuale e il monitoraggio mensile, in 14 mesi l'EBITDA è passato da 26.558 a 135.713 €. La storia è nel caso studio di Nico. Il bilancio resta compito del commercialista, il controllo mensile serve all'imprenditore: servono entrambi.
Cosa fare lunedì mattina?
Prendi l'ultimo bilancio e cerca nel conto economico ammortamenti, TFR, variazione delle rimanenze e svalutazioni. Sommali e dividi per 12: è il costo che ogni mese non vedi se guardi solo fatture e pagamenti. Poi chiedi che il tuo report mensile li includa, anche in forma stimata.
Domande frequenti
Chi fa le scritture di assestamento?
In bilancio le registra chi tiene la contabilità, di solito l'ufficio amministrativo o il commercialista. Per il report mensile si possono stimare in azienda, con il controller.
Le scritture di assestamento cambiano le tasse?
Influiscono sul risultato su cui si calcolano le imposte, ma le regole fiscali hanno limiti propri, per esempio sugli ammortamenti e sulle svalutazioni. Per questo il calcolo delle imposte va fatto con il commercialista.
Quando si fanno?
Obbligatoriamente alla chiusura dell'esercizio, prima di preparare il bilancio. Per decidere in tempo conviene farle in forma semplificata ogni mese.
Che differenza c'è tra scritture di assestamento e di chiusura?
Le scritture di assestamento sistemano i valori secondo la competenza. Quelle di chiusura, che vengono dopo, chiudono i conti e determinano il risultato dell'esercizio.
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